Libertà assoluta
I muri di Roma, in particolare nel quartiere Prati, sono tappezzati da manifesti di un movimento politico con questo slogan: “Libertas. Contro ogni Relativismo!”.
Prendo dal Devoto-Oli: Relativismo è “ogni atteggiamento del pensiero che consideri la conoscenza come incapace di attingere una realtà oggettiva e assoluta”. Aggiungo io: in molti casi (non tutti!) va di pari passo con l’atteggiamento di chi non si adegua, in modo acritico, a una conoscenza (o a un’etica) semplicemente servitaci (da un’autorità, dalla storia, …) già pronta e talvolta imposta.
Scopo di questo breve post non è contribuire al dibattito sul Relativismo (ontologico, etico, epistemico,…), lungo e complicato, quanto piuttosto evidenziare la contraddizione esistente nella posizione secondo cui la libertà può esserci solo in assenza di Relativismo.
Dato il momento storico e conoscendo il movimento politico autore dei manifesti - negli ultimi mesi ha portato avanti campagne antiabortiste e di recupero dei dieci comandamenti - sono sicuro che ci si riferisca, in modo molto ingenuo, al “Relativismo etico” e che si vogliano appoggiare le recenti polemiche e posizioni del Vaticano in materia: ma allora, dico io, se ragioniamo in questo contesto, il Relativismo è l’opposto di quanto scritto nei manifesti, cioè è proprio la libertà di esprimere posizioni differenti e di non seguire i precetti insegnati (o imposti), da altri o dall’alto!
Insomma, “Libertas. Contro ogni Relativismo!” suona come “Mathematica. Contro la scienza!”
Mi tornano prepotenti alla mente le parole di Nietzsche sulla “Morale degli schiavi”…
Eudoxos
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