Settembre 2009Archivi
Cassandra
Nella politica italiana va di moda, da un po’ di tempo a questa parte, l’accusa da parte degli esponenti della maggioranza a quelli dell’opposizione di essere delle “Cassandre”. Ecco qui un esempio, di un mesetto fa, da parte di Gasparri, già noto per il suo acume (politico e non solo); ma bisogna precisare che si tratta solo di uno degli ultimi casi, neanche il più rilevante.
Cassandra, come si dovrebbe sapere, è la troiana, figlia di Priamo, condannata da Apollo a profetizzare, senza essere mai creduta, eventi (per lo più sciagure) che si avverano puntualmente. Il più famoso episodio è quello del cavallo di Troia: Cassandra sapeva che sarebbe stato lo strumento di distruzione di Troia, ma nessuno le credette (ad eccezione di Laocoonte, che pagò con la vita la sua convinzione).
L’uso del termine nella politica italiana, con il significato di “iettatore” o “disfattista” (ormai sta entrando a far parte del linguaggio comune) è chiaramente improprio, ma solleva delle interessanti (??!?) riflessioni.
In effetti accusare gli esponenti dell’opposizione ad un governo di essere della Cassandre apre due possibilità.
La prima, banale, che l’ignoranza è dilagante e non si sa di cosa si parla. E qui non c’è altro da aggiungere.
La seconda, più interessante, apre la strada ad una riflessione di logica: supponiamo che i politici della maggioranza stiano usando questo termine in modo appropriato, allora ne segue che l’opposizione predice tutto quello che succederà (in particolare le cose negative), mentre la maggioranza non sa farlo. Quindi la maggioranza è incapace, al contrario dell’opposizione. Ma, cosa più interessante, questa capacità predittiva porta l’opposizione a perdere le elezioni (dato che è opposizione) e l’incapacità della maggioranza a vincerle.
Questo potrebbe suonare come una contraddizione del sistema politico italiano, anche se nel nostro Paese ho l’impressione che non si sappia più cosa significhi “contraddizione”.
Pur ammesso, invece, che anche la maggioranza non sia incapace e sappia predire il futuro, ma non lo riveli, temendo di non ssere creduta e quindi finendo per perdere le elezioni, questo denoterebbe una sua maggiore furbizia, ma anche, banalmente, che l’ipocrisia e la menzogna sono alla base della politica della maggioranza, almeno di quella italiana.
Interessante (o forse no).
Eudoxos
Moon Water
Verso le stelle, le stelle sì, ma prima la Luna.
Verso l’espansione del genere umano nello spazio la tappa ancora privilegiata è lei: la Luna, la testa di ponte, il rostro che guarda vanitoso - piuttosto che minaccioso - ai viaggi interplanetari; quasi a sperare che lo spazio e le navicelle spaziali facciano quello che l’oceano e le navi dei suoi primi esploratori hanno fatto a L’Occidente regalandoci un nuovo Rinascimento, via dal fulmineo - per ora - Medio Evo che sono questi anni subito dopo girato l’angolo del ‘900.
E l’acqua, anche se congelata nel luogo più oscuro e freddo che si sia mai misurato, lei è comunque una speranza mentre si legge di macchine che amplificano i nostri occhi a guardar le stelle. Le stelle, quando costretti qua giù le cose non sembrano più così rosee, condite dall’acqua smettono di essere fredde e assumono un certo disperato fascino. Quello della promessa di una via d’uscita, forse a discapito di ciò che adesso pensiamo possa essere il significato di esseri umani ma comunque un antidoto, un’illusione contro le minacce di autosfratto dalla matrice terrestre che ci ha generato e ospitato fin d’ora.
Do you believe? There’s a man on the Moon and he’s drinking a glass of water.
Lyndon