D’accordo. Prima o poi si renderà necessario scrivere un post che sottolinei la totale estraneità di questo blog, o almeno delle nostre convinzioni, a posizioni reazionarie o destrorse. Il punto è che parlare della destra italiana, ammesso che in fondo sia un concetto esistente, non è granché divertente e i suoi rappresentanti sono a tal punto caricaturali da rendere frenologia e fisiognomica due novelle ed infallibili scienze esatte. Provate voi a prendere davvero in esame un discorso di Belpietro o Feltri, visualizzateli nella loro nitidezza intellettiva mentre lo pronunciano, e ditemi che non vi ritroverete a pensare: “Sbaglio o la sua arcata sopraccigliare mi ricorda paurosamente l’oritteropo che ho visto l’altro giorno in quel documentario? (non è importante a quale dei due lo associate giacché, secondo il vecchio adagio amerindo, in realtà essi non hanno faccia). Provate a pensare che solitamente ci si riferisce a Sandro Bondi, attuale Ministro della Cultura, come al poeta Sandro Bondi, oppure che l’attualmente defilato Marcello Veneziani è unanimemente riconosciuto come un intellettuale di destra (dai…ragazzi smettetela…non è il caso…non lo dico più). Mentre la base estremista che serpeggia nella nostra città e che si appropria di sempre più spazi con la connivenza di un’Amministrazione Comunale diciamo dalla stessa gestalt culturale (va bene, scherzavo…hanno solo letto gli stessi Bignami…niente più) si crogiola in un delirio di laconiche estrapolazioni di esternazioni, pubblicate su manifesti sempre più sfarzosi (da dove arrivano i soldi?) di leggendari pensatori di dubbio gusto, come Julius Evola e Ernst Jünger, che in vita non sono riusciti a farsi ascoltare nemmeno dal loro cane (di cui peraltro avevano entrambi paura).
Converrete con noi che la cosa non è punto divertente.
Ed è per questo che alla vigilia di questo ennesimo spassoso coup de reins dei maggiori esponenti e dei teneri votanti del principale e dei secondari schieramenti avversi all’attuale maggioranza (geniale Walter, ma come cazzo è possibile che tu non abbia vinto? Meraviglioso coniatore di locuzioni politiche) ci vien voglia di ricordare chi esattamente stiamo difendendo.
E già che ci siamo, facciamolo divertendoci un po’. Crediamo a tal proposito che un breve excursus su quelle che sono state le collaboratrici (aargh…scusate…un improvviso sbocco di sangue…) negli ultimi anni dell’intrepido e battagliero giornalista Michele Santoro, possa viepiù venirci in soccorso.
Simonetta Martone: giornalista Rai, classe 1961, laureata in lingue a Napoli, scuola di interpreti a Firenze, entra nel 1988 a far parte della redazione di Samarcanda. A 27 anni quindi si trova a far parte di una importante e schierata testata giornalistica televisiva. E meno male che poi si dice che in Italia non si valorizzano i giovani, e specialmente le giovani (ingiusti!). Anche noi, che di solito abbiamo qualcosa da rinfacciare a tutti, ci troviamo scomodi a imputarle qualche colpa, dato che nei nostri ricordi la sua figura si profila come sostanzialmente competente. E sarà per questo che la sua carriera televisiva ha seguito la giusta evoluzione di ogni buon giornalista Rai andando, negli anni successivi, ad affiancare nella conduzione dei temibili rotocalchi “Mattina in famiglia”, “Mezzogiorno in famiglia” (“Pomeriggio senza fare un cazzo e serata con l’amante…perché la famiglia è sacra – format in preparazione per la prossima stagione televisiva “) il pur bravo Tiberio Timperi. Divertente potrebbe essere ricordarla in coppia, ai tempi di Samarcanda, con l’egregio Maurizio Mannoni, attuale conduttore del TG3 notte, che sarebbe quella fantasiosa congrega di mezzobusti, tra cui il riccioluto Maurizio si aggira con passo felpato, che si muovono all’interno di un mirabolante studio hi-tech farcito di dispositivi touch screen (pare che sia dotato di questa tecnologia anche il pulsantino che fa fuoriuscire la punta inchiostrata delle penne in dotazione ai nostri…erano in offerta, non pensate male!) che utilizzano e dominano più o meno alla stessa stregua di come un arpioniere inuit di una baleniera canadese di fine Settecento avrebbe adoperato una forchettina da dessert in una corte francese ( beh, insomma, per farla breve si vede bene che non ci capiscono un cazzo).
Beatrice Borromeo (buoni voi laggiù agli ultimi banchi!!!): classe 1985 e cito testaulamente da wikipedia “Figlia naturale avuta da Carlo Borromeo con Paola Marzotto, figlia di Marta. Sorellastra di Lavinia, moglie di John Elkann” (considerate che sulla famosa libera enciclopedia non c’è un nome non linkato in questa frase…e anche congiunzioni, preposizioni, accenti, apostrofi e virgole varie hanno un cero non so che di nobile). Entra a far parte della redazione di Annozero nel 2006 e la pur valida equipe santoresca incontra le prime difficoltà legate alla sua figura quando, per compilare la sua scheda curricolare sul sito istituzionale della trasmissione, per non farla sembrare la completa idiota che è (perlatro priva di qualsivoglia credenziale) e dare una pur minima spiegazione della sua presenza tra giornalisti appartenenti alla stesa squadra con esperienze piuttosto consistenti, preferisce indirizzarsi sul laconico commento “Studia giurisprudenza alla Bocconi, è appassionata di cinema, soprattutto di Fellini” (beh insomma, diteci qualcosa di più…non so, colore preferito?). Spettacolare la sua più completa ignoranza su praticamente qualsiasi aspetto dello scibile umano, cosa in fondo perdonabile visto che è bionda, se non fosse accompagnata dalla sua più completa ignoranza anche su qualsiasi aspetto dell’attualità italiana, una spiccata carenza dialettica e più di una volta (si sospetta) anche grosse difficoltà nella lettura del “gobbo” di studio (non crediamo imputabile a miopia). Il tutto condito da un’insopportabile cadenza “aristocratoglottica” (vi giuriamo che si può dire) che faceva assumere a qualsiasi cosa uscita dalla sua bocca (più comune il fenomeno contrario) il suono di una frase tipo “Caro, hai notato che i cavalli del cocchio non erano stati lustrati a dovere dallo stalliere?”. Bello sentirla parlare di mafia con i parenti delle vittime ricordando nomi come Nicco Santapaola o Libero Grasso (sic – e guardate che erano stati chiari dietro le quinte: “leggi sulla cazzo di cartelletta che ti diamo, non fare di testa tua…e si, gli aggettivi a volte possono essere anche dei nomi di persona e ovviamente in quel caso non è necessario che concordino tra loro…stai calma, non piangere!). Ora, la cara ragazza, stanca dei suoi trascorsi da modella e ovviamente di quelli giornalistici, ha preferito essere paparazzata tutta l’estate con il suo boyfriend, il giovane Pierre Casiraghi (grazie dio per aver dato ai francesi questi nomi…non ti dimenticheremo), figlio (e ricito testualmente, stessa fonte) della principessa Carolina di Monaco e di Stefano Casiraghi, già quello disintegratosi con il suo hovercraft (gli abitanti di Samoa, colpita in questi giorni da tsunami, non hanno davvero preso bene questa notizia)…you know…noblesse oblige.
Margherita Granbassi: classe 1979 (in tempi di crisi si devono dare segnali forti alla nazione e rinunciare in prima persona a qualcosa), schermitrice olimpica….oh e comunque sembra che avesse sempre voluto fare la giornalista televisiva…ma guarda i casi della vita. No, scusate…ma non ce la faccio proprio a continuare…e mi piacerebbe aver scritto questa frase con il sorriso sulle labbra, ma davvero non è andata così.
Pensateci, pensiamoci tutti mentre domani in piazza si chiederà libertà di stampa.
Mentre Santoro sarà a colloquio con la dirigenza Rai protestando per la mancata assegnazione all’attuale edizione della trasmissione di Miss Luglio 2009 di Playboy Italia, mi dicono penna giornalistica sopraffina, e Heather Parisi sarà a Bruxelles a depositare una denuncia ufficiale al Parlamento Europeo per non aver avuto garantite a suo tempo dal conduttore campano le stesse chance di carriera. Luogo peraltro dove lo stesso conduttore avrebbe dovuto trovarsi in veste da parlamentare se l’amore per la notizia non lo avesse costretto a rinunciare.
E noi che pensavamo che non si trattasse ancora una volta solo di fica.
Rocco & Paolo
13:14 - 2-10-2009
Mio cari Paolo e Rocco,
mi dispiace dissentire anche questa volta ma l’amore per il Vero mi costringere a rispondere a questo vostro articolo - peraltro sempre sagace e ben scritto -.
Di tutti i nomi da voi citati l’unico veramente da salvare resta Marcello Veneziani, vero intellettuale di destra.
Per intenderci vi riporto solo uno degli ultimi articoli scritti dal buon Marcello contro Pasolini (secondo me intellettuale assolutamente sopravvalutato): http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=386953
Cordialmente
Nicola
13:55 - 2-10-2009
Caro Nicola,
pur rispettandoti e volendo magari aprire un dibattito con te sull’argomento, ti invito nell’ordine a notare:
A) Che il post in realtà verteva su altri argomenti, ritengo per noi più vicini ed importanti. Ma la cosa è ovviamente soggettiva;
B) Che dovresti velocemente rimuovere una parola che, oltre a crearci problemi e giustamente se mai qualcuno ci leggerà, non può avere niente a che fare con il nostro dibattito e tanto meno sul giudizio che si può dare di una persona, intellettuale o meno che sia. E questo è oggettivo;
C) Che forse ti potrebbe essere utile rileggere “alla mia nazione” o le “lettere luterane”. Ma anche questo è ovviamente soggettivo.;
D) Che forse dovresti leggere meno “il Giornale” on-line. E anche questo è assolutamente oggettivo.
Paolo
14:01 - 2-10-2009
Più pappa e meno pippe!
14:29 - 2-10-2009
Santoro non sa cos’è la vera religione, questo è il suo più grande e unico problema.
Che l’insufflo sia con voi!
16:05 - 2-10-2009
Non so dire se Veneziani sia un intellettuale o meno, per lo meno non i termini oggettivi. Forse si può dire in termini relativi, ovvero se mettiamo Veneziani a confronto con gli altri “intellettuali” di destra…forse allora possiamo dire che in questo universo di riferimento, Veneziani è oggettivamente il miglior intellettuale…ma capiamo bene che stiamo parlando del nulla.
Il post però sembra palare di cose un po’ meno teoretiche, ma molto pratiche, di problemi che hanno a che fare con la libertà e la democrazia. Il punto cruciale secondo me è: posso andare in piazza a rivendicare la libertà di stampa per uno che dopo l’epurazione governativa dalla rai, ritorna in tv con capelli biondo oro?
17:38 - 2-10-2009
Non ho capito niente del vostro dibattito. Purtroppo l’accostamento dei due termini “Veneziani” e “intellettuale” risulta per me completamente privo di significato. Di conseguenza non capisco né il post né i commenti. Mi scuso per i miei limiti.