Ott 28

Ma che me voi fa crede? (ovvero: ma perché tu sei giornalista?)

Saiola

5 commenti sino ad ora

  1. 1 ICSE FATTOR
    15:27 - 28-10-2009

    Il vostro associatore di idee e cazzate preferito:
    http://www.youtube.com/watch?v=GKiqeJI7wUw
    Dai! Dai sfogo anche tu alla tua più sfrenata immaginazione e vediamo insieme quanto tempo e quanti passaggi impieghiamo ad arrivare dalla teodicea alle mutandine di studentessa giapponese sporche…

  2. 2 Paolo
    16:11 - 28-10-2009

    Voglio dire una cosa sui talent show. X Factor non è sicuramente il peggiore e spesso mi trovo in maniera sorprendente a condividere le idee di Morgan, le cui esternazioni anzi anticipo spesso per lo stupore degli astanti (e non che ci sia molto di cui vantarsi). Il punto è che questo genere di programmi veicola un’idea di capacità musicale totalmente slegata da ogni valenza artistica, facendo riprecipitare la musica italiana all’idea ormai credo superata in ogni parte del mondo del grande interprete con superba estensione e buona presenza scenica. Spiegamoci meglio. Non è che queste cose all’estero non ci siano. Inghilterra prima fra tutte. E anche lì le persone che vincono questi programmi vendono molti dischi. Ma il panorama musicale di quasi tutte le altre nazioni è suffragato da una realtà underground (solo per definizione, non per diffusione) talmente radicata e capillare da non riesentirne quasi per niente. Da noi l’idea della capacità vocale riconducibile ad un genere e dono quasi divino, non frutto di un uso intelligente delle proprie capacità, la fa da padrone. Diventa quasi lombrosiana e perversa nella sua tassonomia. Per cui un cantante giovane e barbuto con voce baritonale sarà gioco forza identificabile con il mondo cantautorale, per sua volontà ma anche per sua unica spendibilità discografica, anche se non ha mai scritto una canzone e presumibilmente non capisce niente di composizione. Le categorie aiutano a non scoraggiarsi, a non sentirsi inferiori a nessuno. Non c’è bisogno di imparare niente, perchè all’occorrenza ciò che non sai non avrà più nome.
    Siamo una bella nazioncina di fruitori passivi e comunque Claudia Mori non ci capisce una ceppa.

  3. 3 Gigliola Lampascioni
    17:32 - 28-10-2009

    Saiola, ma tu che ne capisci, che ne pensi del vocal coach Gaudi?

  4. 4 Gino Paolo Abbarbicato
    13:13 - 29-10-2009

    Io mi sento di dissentire, prendendomi il consenso vostro. Io alla musica cantata con una bella voce potente ci vado proprio in brodo di giuggiole. Chiamatemi passivo, dite pure tutto quello che vi pare su sti mercati sottoterra - che ve pensate io l’inglese lo parlo oltre che lo conosco! - ma finché state qui, nel Bel Paese, nel Paese del Canto, a questo modo dovete fa musica. Non si scappa, vincono sempre le stesse persone come me che amano il canto di una bella voce, poi se pure gnocca sta voce non guasta mica no? Ma che parlo a fare a voi che v’ascoltate la musica straniera.
    Viva le canzonette al cuore mio così strette a al canto della voce dedico tutta la mia più grande gratitudine!
    Comunque Claudia Mori rimane sempre una bella donna…

  5. 5 Saiola
    13:55 - 29-10-2009

    Gigliola cara,

    tu mi provochi ma io non accetterò la tua simpatica sfida.
    Lo so che sai del mio passato, della mia lunga avventura nel mondo della musica, di tutte le malelingue che girano attorno alla mia persona ma non caverai un ragno dal buco.
    E tu invece, se ti dico Al Bano, cosa ti viene in mente? (e non parlo solo del fatto che, come suggerisce il tuo cognome, siate conterranei)

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