Ottobre 2009Archivi

Ott 27

L’odioso quanto terribile eufemismo missione di pace è un’espressione del linguaggio umano dall’ipocrisia velenosa e tossica.

Claudio Magris qui nota quanto pericoloso sia per la pace non accorgersi della guerra, non avere il coraggio di chiamare col proprio nome un atto di violenza, a partire dall’individuo fino a giungere alla politica delle Nazioni.

Tedeschi scoprono ora che in Afghanistan la loro è sempre stata una guerra e iniziano adesso a nominarla col suo nome, dopo aver cercato in ogni modo di chiudere gli occhi per non ricordare l’orrore delle guerre con la ‘G’ maiuscola e ordinate solo fino al numero 2 - quasi ad assicurarsi che non ve ne possano essere altre.

Io, ho paura d’addormentarmi in una lattiginosa  sospensione del giudizio.

Lyndon

Ott 26

Oggi è il giorno del bucato,
in cui gli uomini per bene escono a comprare i dolci per pranzo.
Sono vestiti di colori chiari non lontani dal marrone e dal turchese.
Alcuni afferrano il vassoio incartato dal laccio, altri lo portano come s’aspetterebbe un vassoio.
A volte qualche bravo ragazzo li accompagna e allora è lui a portare i dolci.

Oggi è il giorno in cui un uomo viene eletto e conquista un potere che aveva già da qualche tempo.
La sua è la legittimazione più forte per un rappresentante del popolo:
i voti degli uomini per bene.

Oggi quest’uomo ha vinto e la sua virtù rinasce indorata dalle urne.
Oggi i dolci dal vassoio alla bocca degli uomini per bene hanno un sapore diverso, felice e contento.
Oggi anche i bravi ragazzi ai seggi si rallegrano perché sanno che stasera a casa il vassoio non sarà vuoto.
Stasera, poi, avranno anche il bucato pronto profumato nei cassetti.

 Lyndon

Ott 25

… sulla scelta politica intendo. Quindi ho stretto i denti per l’ennesima volta e sono andato a votare. E ho votato Marino, il bastoncino Findus.

Quello che dirò ha poca importanza. Non credo che il trio di supereroi le cui indicazioni ho vilmente disobbedito prenderà granché bene la cosa, e mi aspetto rappresaglie.  Mentre ero in fila a votare, ho percepito nitidamente quanto ancora una volta io stia mentendo a me stesso. Tra facce di cariatidi statali il cui unico rimprovero a Berlusconi deve essere inteso come un forte complesso di inferiorità per non essere stati nel corso della propria vita ugualmente performanti nell’ambito del privilegio, del sotterfugio e in senso lato nell’accumulo di vantaggi e favori. Pensando ai tanti conoscenti inutili e raccomandati, figli di padri tanto potenti quanto incompetenti, nel costante gioco sociale di sentirsi parte di una rivincita dopo epoche di sconfitte da loro e dalle loro famiglie create, e che nonostante tutto  hanno continuato in ogni possibile rovescio ed errore ad essere attaccati ai propri sporchi poteri. Ritornando alla vergognosa apologia di Marrazzo sulla Repubblica on-line di oggi. I toni lirici dell’uomo affranto in jeans e maglione di cachemire che con il libro di McCarthy in mano dice al figlio: “Ce la faremo”… che se l’avesse fatto Emilio Fede un panegirico del genere, saremmo tutti scesi in piazza in nome della libertà di stampa … (ops! Già fatto).

Ecco, mentre ero in fila, io ho pensato, come a dire il vero faccio spesso, che ciò che voglio vedere in questa nazione è la guerra civile. Voglio vedere le persone con il loro SUV in leasing (e sono di sinistra e  di destra) fare le file per il pane razionato, voglio vedere rivoli di sangue che scorrono ai bordi delle strade per incanalarsi nei tombini. Voglio vedere fuochi accesi per le strade. Voglio vedere tutti avere molta più paura di quanta ne abbiamo adesso. E voglio questo non per cinismo o follia, ma solo nella speranza che una volta naufragati, qualcosa di meglio possa rinascere su queste rovine.

Però ho votato invece. Ancora una volta, ancora stupido, ancora disposto. E certo non sono io a dovermi vergognare.

Delle 77 preferenze che mi porto dietro, non sono riuscito ad ottenere nulla solo dall’ing. Ferretti, in trasferta a Mykonos per il lancio planetario di un nuovo slip commestibile alla bottarga a cui doveva presenziare, da Sardanapalo che è a Vanuatu per l’annuale convention dei Petomani Anonimi e da Rocco … che … beh … credo mi porterà il muso per almeno qualche giorno.

La libertà. Il mio voto. E il mio disdegno.

Paolo 

Ott 23

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Archivio Intersettiva - Cliccami tutta per vedermi nel mio splendore

Un’autoclave stracolma di paladini fai da te

Sergio L’Ectoplasma 

ORIGINE - Poco si conosce della nascita e della provenienza di questo mitico supereroe, la cui esistenza è stata fino a non molto tempo fa addirittura messa in dubbio. La leggenda, da cui il suo nome (nda. per i Vigili Urbani - Sergio), lo identifica però con lo spirito di un impiegato che avrebbe avuto la sfortuna di trapassare nello svolgimento di un corso di primo soccorso aziendale, più precisamente durante la simulazione di rianimazione da arresto respiratorio. Da allora la sua essenza ultima vaga di ufficio in ufficio in perpetua lotta contro soprusi e angherie di ogni genere.

ARMA - Aerofagia sinfonica persuasiva.

NEMESI - Custodie in vigogna zigrinata per BlackBerry e risorse di rete.

Unità Robotica M4-R10 

ORIGINE - Unità Robotica M4-R10 altrimenti detta MARIO, frutto di una cooperazione uzbeko-buthanese, assemblata nell’avveniristico stabilimento di produzione dell’ultimo prototipo di cotton-fioc tripunte nell’enclave armena del Nagorno-Karabah, e più precisamente in quello che unanimemente è considerato come il reparto di eccellenza dell’intero complesso di sviluppo e ricerca (nda. i bagni). MARIO si avvale per quanto riguarda la sua dotazione locomotoria degli ultimi ritrovati tecnologici, ma fonda le sue capacità cognitive e computazionali su un sistema integrato di chip quantistici e materia organica costituita quasi interamente dalla generosa donazione spontanea di cellule cerebrali di Tonino Carino Da Ascoli. Non è mai stato chiarita o divulgata la natura del restante materiale organico del “cervello” del nostro amico. Sta di fatto che ogni tentativo di analisi comportamentale delle reazioni e interazioni all’ambiente circostante dell’unità, una volta attivata, non hanno dato segnali sufficientemente interpretabili da alcun componente attuale della specie umana.

ARMA - Logorrea ventriloquale glossolalica, quindi in pratica non fa un cazzo ma vi assicuro che confonde molto.

NEMESI - L’esclusione da un talent show a causa di reiterate imprecazioni di natura blasfema.  

L’Uomo Irato 

ORIGINE - A discapito della plausibile fonia nipponica del suo nome di battaglia, l’Uomo Irato è in realtà sardo e per “irato” si dovrà intendere semplicemente che il suo approccio a ogni tipo di relazione interpersonale così come a qualsiasi evenienza è di spontanea, cronica e cruenta ostilità e avversione. Spiegazione di tale atteggiamento potrebbe essere ricercata in una serie di rocambolesche e memorabili cantonate che il nostro amico ha inanellato nel corso della sua vita. Una fra tutte, la paternità e la messa a punto di un sofisticato sistema di posta pneumatica il giorno precedente all’invenzione dell’e-mail. Non di meno, l’Uomo Irato ha spesso sorpreso gli astanti delle sue magnifiche avventure con tanto improvvisi quanto inspiegabili slanci di pura bontà e altruismo.

ARMA - Origami a forma di testa del Ministro Bondi.

NEMESI - Le poesie del Poeta Bondi e il suono delle parole TASK FORCE pronunciate con dizione giornalistica.

Questo inponente coacervo di semidei che ci onora della propria considerazione, già protagonista di imprese che farebbero soffrire di complessi di inferiorità tanti altri supereroi che solo attraverso  una astuta politica di marketing sono riusciti a cavalcare immmeritatamente popolarità piu estese, ha scelto proprio le pagine di Intersettiva per pronunciarsi su alcune questioni di fondamentale importanza e proprio Paolo e le molte persone con le quali coabita per dare forma alle proprie idee.

La prima dichiarazione che il trio ci chiede quindi di divulgare, una volta trasdotto il flusso di idee, suoni e segni coerenti, incoerenti, concreti e mentali, si potrebbe riassumere più o meno così:

“Non credete che chiedere di votare alle primarie per l’elezione del segretario di un partito, tra l’altro destinato a perdere in caso di elezioni politiche, scegliendo tra: il residuo di un altro partito che ha devastato la nazione per tutta la durata della sua storia repubblicana; l’emanazione diretta di un altro personaggio il cui intervento ha costantemente e prevedibilmente portato alla catastrofe politica proprio dello schieramento in questione (in tutte le sue millenarie incarnazioni); un medico simpartico ma dall’appeal politico di un bastoncino Findus…beh, insomma, sia un pò come chiedere ad una persona di fronte a due vasetti contenenti feci umane a diversi gradi di consistenza, colore e odore, di quali dei due vorebbe prendere un gustoso cucchiaino da poter leccare a modi lecca-lecca? Magari, dopo attenta riflessione, una scelta potrebbe anche essere effettuata, ma una volta in bocca il risultato sarebbe esattamente lo stesso. C’è bisogno che ve lo spieghiamo meglio? Beh, se si, sappiate che stareste mangiando comunque merda!”

Paolo e le 77 astensioni che si porterà dietro alle primarie del PD   

intersettiva.it