Nov 02

I medici non hanno potuto obbligare Stefano Cucchi  a bere e mangiare, il ragazzo non voleva, si giustificano. E’ possibile che in tutto il Pertini non vi fosse un pio timorato di dio, capace di sostenere la vita a ogni costo, pure quello di contraddire certe uniformi? Dov’era il rispetto per la vita dei medici obiettori di coscienza? Quando il corpo da tenersi stretti era quello di Euana Englaro nessuno avrebbe staccato la spina. Con Stefano Cucchi invece si rispetta la sua presunta decisione di rifiutare cibo e acqua? Che amara e contorta manifestazione di civiltà!

Poi terribili suonano anche queste parole nell’articolo di Repubblica:

“Non sapevamo che avesse una famiglia” avrebbe riferito il dottor Aldo Fierro. E, forse, questo spiega tante cose e tante noncuranze.

Cosa spiega? Il fatto che senza l’appoggio di una famiglia un individuo nelle mani dello Stato è in balia della follia feroce e dell’indifferenza meschina di altri indiviui? Purtroppo sì, queste parole spiegano proprio questo: senza casa, senza famiglia, la legge è inesistente.

Si comprende perché fosse necessario tenere lontana la famiglia di Stefano Cucchi dall’ospedale. Gli assassini non temevano la legge, temevano la famiglia.

E questo fa ancora più male.

Lyndon

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