Quando mi capita, guardo X-factor, con interesse.
Mi piace vedere il carrozzone mediatico condito da incazzature, sbuffi, populismo di buon mercato e idiozie varie.
Quello che più mi interessa però è il tentativo spesso maldestro e ingabbiato, di creare un “prodotto” musicale (e qui potete mettere tutti gli aggettivi che volete: efficace, convincente, vendibile ma soprattutto l’ormai immancabile, fresco).
Ieri sera, la serata della semifinale, quella in cui i giovani cantanti sono chiamati a cantare il “loro” inedito, questo tentativo si è rivelato in tutta la sua miseria.
Sotto trovate i filmati di due dei quattro inediti: vi prego ascoltateli con attenzione (non che siano così complessi eh!).
Bene ora vi chiedo: avete anche voi questa sensazione di incazzatura mista ad incredulità?
Mi spiego meglio. Questi giovani virgulti sono il frutto del lavoro di 12 settimane, intenso immagino, dei “migliori” musicisti-arrangiatori- produttori del mercato discografico italiano.
Ripeto, questo gruppo di geni, ha lavorato per tre mesi (pagati da noi), pensando, facendo, discutendo, tutto il giorno, di musica.
Ora mi chiedo è possibile (e qui devo dare atto a Morgan che è stato l’unico a dirlo durante la trasmissione) che il massimo che si riesca a produrre è un motivetto fischiettante, con un testo ridicolo oppure una scopiazzatura maldestra di un pezzo di Pappalardo?!?! Oh cazzo, Pappalardo, avete capito?
E’ possibile che questi - i musicisti-arrangiatori-produttori - non siano neanche in grado di copiare, che ne so, da qualcuno che ha fatto la storia della musica pop? Devo credere che Pappalardo sia il loro riferimento musicale? Devo pensare che non siano in grado di scrivere qualcosa di più complesso che “quanto è bello vedere nascere un’emozione”?
Alessandro
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