Il loro sangue sulle loro mani - Non rassegnamoci stampa # 8
Si parla di strategie da cambiare perché l’ultimo Nobel per la pace abbia senso e perché in Occidente si cominci a capire come reagire con una qualche efficacia alla crisi della teocrazia iraniana.
Si dice che ormai i tempi siano maturi per una rivoluzione e che la protesta sia destinata a radicarsi in profondità, potendo godere di un’organizzazione amplificata dal web e dai telefoni cellulari.
Per ora si muore.
E a non aver paura della morte sono donne e uomini della stessa età nostra o più giovani. A macchiarsi di sangue, del loro sangue, sono ragazzi e ragazze che hanno deciso di non dormire più o meglio di non potersi permettere di dormire, accettando che fuori dalle calde lenzuola fischiano proiettili accanto alle manganellate.
I visi che rimbalzano nella rete sono come i nostri. Ma sui nostri non c’è il nostro sangue, sui loro sì c’è il loro sangue sulle loro mani.
INTERSETTIVA

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