Tecnologia mon amour
La TV vince ancora. I telefonini sono radicati nei desideri italici con una forza inumana e il web nostrano è lento e con un tasso di penetrazione da fanalino di coda. E poi i giovani sono quelli fra noi più on-line.
Lasciamo stare l’aspetto linguistico - la scelta di “tasso di penetrazione” è orribile, semplicemente e tristemente orribile. Per non parlare del solito e feticista amore per l’ovvio della ’scoperta’ che sono i giovani quelli più on-line di tutti noi. Lasciamo stare che è meglio.
Concentriamoci sul fatto che la televisione vince ancora e che la rete italiana assomiglia più a un’enorme e iperamplificata versione ad alta tecnologia di “radio serva” piuttosto che al web, proteiforme realtà virtuale di connessione e comunicazione d’idee. Soffermiamoci sul fatto che per noi uno schermo piatto val bene una messa. Sul comandamento che non avrai altro telefonino che l’ultimo uscito.
Se considerassimo tale risvolto forse non ci stupiremmo del fatto che lo zelo igenico-sanitario di qualcuno si fa tremendissima caccia. Forse capiremmo che minacciare censure al web italiano non è niente di più che un effetto di scena.
Domandiamoci: se un giorno avessimo bisogno di svegliarci e riprenderci qualcosa che ci è stato sottratto, riusciremmo a ricordarci come si usa il web?
Ho la presunzione di dire che se ci sarà questo bisogno, noi saremo qui a colmarlo.
Lyndon
10:18 - 29-12-2009
Accogliendo l’invito di Lyndon mi prodigo in una breve interpretazione di militanza telematica, ma senza astio e animosità, che in questi giorni in cui “l’amore deve sconfiggere l’invidia”, sono aspetti dell’umano agire fuori moda. E io non vorrei mai essere fuori moda.
Iniziamo con della cara vecchia delazione, o potremmo chiamarla anche pubblicità gratuita. Questo qui il link della DB & ÖBB Italia, azienda ferroviaria austro tedesca che dal 13 dicembre di fatto rompe il monopolio di TRENITALIA nel nord della penisola - http://www.obb-italia.com/it/index.jsp -. La risposta è si, sembra che il servizio sia molto meglio di quello dell’azienda italiana anche in questi giorni di freddo e neve. Qui alcune informazioni in merito: http://circolopasolini.splinder.com/post/21954839/Eurocity+di+Deutsche+Bahn-Obb.
10:42 - 29-12-2009
Proseguiamo:
Leggendo questo articolo qui sull’esecuzione della condanna a morte di un cittadino inglese in Cina:
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/esteri/cina-esecuzione-gb/cina-esecuzione-gb/cina-esecuzione-gb.html
è saltato fuori il nome di Antonio Riva, asso dell’aviazione della prima guerra mondiale, ed ultimo giustiziato europeo nel paese asiatico. Addirittura nel 1951. Non sapendo niente in merito, ho chiesto come tutti i giovani grandi fruitori di Internet, aiuto all’amica Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Riva
Dopo aver letto la voce, mi sono chiesto nell’ordine (sottoforma di domande silenti e pensieri affastellati):
A. Nel caso della famiglia del Riva, trasferitasi a scopi commerciali in Cina a fine ‘800, si può parlare di pionerismo affaristico pre globalizzazione?
E se sì, come si deve considerare Marco Polo e/o Matteo Ricci?
B. Ho fatto alcune considerazione piuttosto personali sulla pena di morte e le possibili differenze che riguardano la sua applicazione. Perchè già, in questo sono piuttosto fuori moda, continuando a pensare che un fascista morto è comunque un fascista di meno. Anche in questi giorni di amore contro l’invidia.
C. Leggendo soprattutto le ultime righe della voce di wikipedia, mi sono domandato se sia davvero giusto garantire a tutti, ma proprio a tutti, l’accesso alla rete ed il suo utilizzo. In questo caso mi sono risposto di sì, che è meglio così. Giacchè facendo scrivere e diffondere informazioni anche ai coglioni, viene più facile ricordar loro quanto siano appunto coglioni.
15:02 - 29-12-2009
Paolo, non te lo avrei mai voluto dire, ma Gordon Brown si e’ detto inorridito dall’esecuzione capitale che ha toccato il povero cittadino Shaikh. O meglio, inorridito e deluso per la sordita’ cinese a fronte delle richieste diplomatiche inglesi. E’ mai possibile? Condividiamo lo sdegno di Mr.Brown, ma fortunatamente noi non ci genufletteremo al prossimo summit economico come faranno i suoi. E ricordiamo sommessamente che lo Stato sovrano a volte ha gli occhi a mandorla e a volte indossa uno Stetson.
Vengo alle tue domande, senza la presunzione di avere risposte certe ma solamente la voglia di dirti la mia:
A) Certo che si’, nonostante il Riva e famiglia siano giunti quasi alla fine di un lunghissimo e lento tentativo. Iniziato appunto con i Polo e i veneziani in genere, primi imprenditori intercontinentali di chiara fama. Matteo Ricci e’ stato invece un colonizzatore in piena regola, come gia’ anni prima i suoi confratelli giunti nelle Americhe. L’evangelizzazione era (e’?) un’arma fenomenale. Economia dell’anima di marca gesuita, invenzione infallibile per lo sfaldamento delle culture locali.
B) Affermazione che mi trova d’accordo; non e’ questa la sede, ma mi viene in mente che tra vecchi fascisti e qualunquisti odierni “de destra” quasi quasi parteggio per i primi e sostengo il boia per i secondi.
C) Discorso che approvo, come ben sai sono un sostenitore accanito di certe perle che la rete, fortunatamente, mostra e tiene in serbo a futura memoria.
D) Non c’e’. Pero’ mi piacerebbe commentare lo scritto di Lyndon che coglie un punto essenziale riguardo la fuffa italiana: tv e cellulari, reclamizzati in base all’accesso su Facebook e Messenger, perche’ fanno girare il circoletto vuoto tra (dis)informazione e apparenza. E la rete rischia di essere ridotta all’ennesimo, alienante veicolo di solipsismo autistico: in sostanza, pippe infinite che non sfuggono al controllo.
Un consiglio per tutti: ripescare dischi e soprattutto testi dei Devo.
15:11 - 29-12-2009
Mi accodo alle riflessioni. La notizia di Repubblica sul cittadino inglese giustiziato cita il Riva di sfuggita, dipingendo il suo destino quasi fosse simile allo sventurato albionico, affetto da infermità mentale. Quasi che in questa fretta si volesse appaiare l’ingiustizia degli occidentali giustiziati in Cina. Nessuna menzione delle sostanziali differenze fra i due morti ammazzati. Per Repubblica sono stati entrambi vittime della malvagia macchina giudiziaria cinese. Credo che questo mischiar le carte sia assai colpevole e credo che alla domanda: si può lasciare che un quotidiano possa raccontare storie del genere? La risposta sia: no è meglio di no. Perché la libertà è condizione necessaria ma non sufficiente per individuare cosa scrivono i coglioni, in più bisogna sapere che cosa è un coglione e soprattutto cosa lo distingue da uno che scrive amando a dismisura il clima d’amore di questi ultimi tempi. Oltre a essere liberi in questa impresa aiuta essere intelligenti.