Dicembre 2009Archivi

Dic 23

Mentre Intersettiva sfonda l’agognato traguardo (date un’occhiata al contatore di fondo pagina), c’è odor di perdono nell’aria.

Ma vi sembra che per farsi una rinoplastica senza dare troppo nell’occhio si debba ingaggiare il primo stronzo che passa e farsi tirare un souvenir in faccia!!!

Che gran giorno!

Altre cose notabili che contengono la parola giorno (con alcuni giudizi, personali ci mancherebbe altro):

- Il giorno della civetta, romanzo di Leonardo Sciascia del 1961 (perchè in fondo qualche buon politico lo abbiamo avuto pure noi);

- The day the earth stood still, film di Robert Wise del 1951 (imperdibile, altro che remake vari): Klaatu, Barada, Nikto! Come dice sempre anche il Ministro Calderoli.

- Quel giorno di dolore che uno ha, canzone di Luciano Ligabue  (perdibilissima, come il suo autore del resto);

- Il giorno, il quotidiano (beh fate un pò voi …).

INTERSETTIVA

Dic 23

Stasera voglio tornare al cinema.

A quel cinema d’essai, come si chiama? Il “De Sica”? Va be’,  danno un film d’interesse culturale, non ricordo il titolo ma deve essere sicuramente qualcosa di bello. Non i soliti panettoni che ti piacciano tanto, con gli attori di sempre e le stesse storie di sempre. Uno di quei film che fa bene vedere. Di quelli che ti lasciano qualcosa dopo, che ti fanno parlare, come si dice.

A proposito, è venuto il tecnico a riparare il teletrasporto? Perché altrimenti non andiamo da nessuna parte. L’ultima volta ho dovuto girare con il tuo tanga per tutta la serata. Tu sarai pure abituata ma queste stranezze retrò non fanno per me!

Stare seduto poi con quella specie strana di tortura per le natiche non mi va proprio. E poi al cinema bisogna essere concentrati quando si va per film del genere.

Come? No, non lo ricordo il titolo ma deve avere a che fare col Natale. Mi sembra in tema in questo periodo no?

Sì va bene, puoi dirlo anche a Giorgio e Ludovica, è il film giusto per il loro gusto da snob.

Ah senti, prima che ti infili in bagno, l’hai fatta la richiesta per il credito d’imposta? Quest’anno ci serve disperatamente o il documentario sulla borghesia italiana di inizio millennio ce lo possiamo pure scordare.

Lyndon

Dic 22

Philippe Ridet racconta una storia curiosa: di come l’elogio di un elogio firmato qualche anno fa dall’appena martirizzato Presidente del Consiglio fosse stato vaticinio dell’atto folle del Tartaglia.

La follia dell’elogio ha però ben poco in comune con quella che ha poi portato al martirio - passando per un goffo tentativo di desacralizzazione del corpo berlusconiano, che per intenderci non è Berlusconi.

La follia di Tartaglia non è quella delle imprese fatte col cuore dall’Imprenditore-Re. La follia nella mano armata di 300 grammi di Duomo in miniatura non è quella della Repubblica delle Lettere, quella di un eroico furore.

La follia in questione, fatta di souvenir e trepiedi, è normalità espressa con una spruzzata di sopresa. Un piccolo scoppio, simile a quello che fa la brace prima si spegnersi o un fuoco ordinato e composto nel camino.

Non c’è niente nel grigiore dello squilibrio di Trataglia. Non c’è visione di mondi, non c’è santità, non c’è rivoluzione, non c’è malvagia cattiveria. Non si tratta nemmeno di un casuale e irrazionale evento senza senso. Perché si è subito pronti a descrivere quella Cattedrale volante di 300 grammi come una conseguenza prevedibile dell’utilizzo del corpo nella politica del Premier.

Anche alla follia allora non rimane che canonizzarsi in attesa di elogi e imprese migliori.

Per ora mi consolerei con una forma naturale:

 psychedelica.jpg

psychedelica

Lyndon

Dic 21

Oggi mi ha invece scritto bianchi141@liberi.it. Nella sua e-mail “alza la proboscide naturalmente”, Bianchi o 141 (non so quale tra i due sia il suo nome di battesimo) cercava di convincermi dell’importanza di non creare nella mia testa un inestricabile filo d’Arianna che congiunga l’utilizzo improprio di miniature di monumenti all’innalzamento dei mari nel corso del secolo.  

Lo ammetto. Ero troppo preso dalla pletora dei calendari degli animali quasi estinti e dall’ascolto dell’album “Faldoni e barra spaziatrice” per comprendere pienamente ciò che 141 (mi ha poi confessato di chiamarsi così, sebbene all’anagrafe risulti solo come 120) insisteva a spiegarmi. Mirabile il 4° movimento della sinfonia per elenchi puntati e cambio di cartuccia di inchiostro ciano. E non riesco a togliere gli occhi da dosso a Miss Sileno dalla barba bianca 2009.  

Più tardi anche luigi.petrazzoli@alici.it con “ottenere l’accoppiamento più grande che hai immaginato” ribadiva l’impossibilità anche teorica di un congegno che riduca il numero di decessi da sfoglio di rivista patinata, specie se ecocompatibile. Ricordandomi quanto fosse ormai fuori moda pensare ad una privatizzazione delle guerre, anche solo a livello parziale. 

Avrei potuto a quel punto decidere se stilare una classifica delle migliori marche di benzina nell’ultimo decennio o accordarmi con il folletto che vive nella presa elettrica dietro alla mia scrivania per una serata mondana. Sembra sia un gran viveur.  

Ho invece preferito collaudare la pertica metallica installata per migliorare i tempi di accesso al piano operativo dell’ufficio. Sottratta nottetempo alla vicina caserma dei pompieri, è costata il sacrificio di ben dodici dei nostri migliori uomini. Spero non se ne abbiamo a male. Loro e i pompieri. I nostri canguri oleatori la lubrificano di continuo. 53 secondi netti. 

Prima di tornare alla mia relazione su “Rischi connessi all’installazione di zanzariere negli igloo”, ho ritenuto opportuno entrare in alcuni vicini negozi nel tentativo di vendere quanta più competenza possibile. Nonostante io abbia offerto cifre anche ingenti, non sono riuscito a liberarmi di alcunché.

Certo di trovare nuova posta elettronica che indichi la via, mi sono allora incamminato verso casa.

Guaire come faccio di solito sarebbe stato a quel punto piuttosto inutile.

Paolo

intersettiva.it