A volte succede che il mio masochismo affiori prepotente. Per definizione, il masochista prova un sottile piacere nel farsi del male. E’ per questo che mi soffermo sui commenti presenti sotto gli articoli dei vari quotidiani online. Fosse per me andrebbero aboliti all’istante, ma leggerli è dannatamente attraente. Masse di egregi signor nessuno che si scatenano furenti, desiderose di comunicare le loro imperdibili opinioni in tre righe. Noi, che siamo dei pignoli classificatori, abbiamo rintracciato anche vari gruppi comportamentali, che tuttavia non riveleremo, lasciandoli all’arguzia dei nostri fedeli lettori.
Alcune premesse d’obbligo: il mercatino della glossa liofilizzata è aperto a destra e a sinistra, è trasversale. Va molto di moda dare del disinformato al prossimo, possibilmente attraverso l’uso del lei che rimarca un’inesistente distanza. Sono apprezzate in maniera particolare le storpiature dei nomi, le velleità politicamente scorrette, le provocazioni infantili e le spiritosaggini becere, in perfetto stile quattrocchi sparapidocchi. E per finire, si guarda sempre in casa d’altri per giustificare ed evitare di ammettere il proprio torto.
L’esempio per eccellenza è Il Giornale diretto magistralmente dal misurato Vittorio Feltri che, in completa sintonia con i suoi lettori, ci ha abituato da tempo ad una certa sobrietà.
Per oggi non pubblicherò nulla, poiché la redazione è in pieno fermento e ci sono nuove urgenze. L’introduzione è già abbastanza lunga e può fungere da aperitivo.
Alla prossima puntata, con le prime, emozionanti perle dal popolo dei commenti!
S.Patrizio
10:49 - 19-1-2010
Come sempre i nostalgici dell’Unione Sovietica non smettono mai di rimpiangere i “bei tempi” andati.
Per questo non smetterò mai di ringraziare professionisti come il direttore Feltri.
13:48 - 19-1-2010
Gentile Vittorio P. (Peltri?), quanto hai ragione…
15:54 - 19-1-2010
Quando non basta l’insulto si ricorre alla storpiatura del nome, ridicolizzando chi non è d’accordo con noi ma demonizzandolo.
La seconda repubblica (come ricordato dallo stesso compianto Craxi) nasce su questa logica demonizzatrice di cui la sinistra ex (?) comunista è stata campione e che sembra intrinseca ormai a tanti blog che popolano internet e
che, come ha correttamente ricordato il pres. della camera qualche tempo fa, non sono tanto diversi dai gruppi degli anni 70…
17:51 - 19-1-2010
Quale storpiatura?
Forse che P. e’ un cognome? Potrebbe essere, eh, attenzione. Hai visto mai che finalmente abbiamo scoperto chi e’ il padre di Melissa P., a proposito di blog, internet e puttanate.
La seconda repubblica, sempre che sia nata, ha visto finora il trionfo di uomo solo al comando, sodale di quel ladro fuggito sulle calde spiagge tunisine e guardato a vista da gorilla ben pagati.
Sono d’accordo anche io, in fondo, con l’ottimo paragone dell’ottimo Schifani, tant’e’ che su Facebook il gioco di “Ammazza il clandestino” lo ha introdotto il trevoltebocciatoallamaturita’ nonche’ candidato alle regionali Renzo Bossi. Molto strano, a tale proposito, che il celeberrimo Giornale ( http://www.ilgiornale.it/milano/in_lista_regionali_anche_figlio_bossi/18-01-2010/articolo-id=414700-page=1-comments=1 ) non abbia aperto i famosi commenti agli utenti per questa faccenda, vero?
17:52 - 19-1-2010
Mi correggo, non era “Ammazza il clandestino” ma un piu’ elegante “Respingi il clandestino”.