Gen 18

Quale migliore occasione per dare sfogo all’endemica ipocrisia occidentale se non un terremoto di proporzioni bibliche. Ecco allora spuntare, accanto alle tristemente note gare di solidarietà, il roboante dramma dei connazionali. Che poi altrimenti che gli facciamo fare alle migliaia di giornalisti accorsi con la consueta divisa e acconciatura di emergenza (”Vengo bene con questa luce? Si vedono nell’inquadratura le macerie dietro di me?”). Noi intanto ricordiamo che la nazione di Haiti divide territorialmente l’isola di hispaniola con la ricca enclave capitalista della Repubblica Dominicana. Lasciamoci ricordare un pò di storia e geografia con la consueta perfezione e chiarezza da Jared Diamond. Mentre deploriamo il consueto stile da sciacallo di Vittorio Zucconi in odore di “white man’s burden” (sicuramente inconsapevole che altrimenti corriamo il rischio di sovrastimare il direttore).

A Stefania Craxi, prodottasi ieri sera nel siparietto commemorativo per il padre borseggiatore nello speciale del TG1, vanno le nostre più sentite condoglianze per la tragica e prematura dipartita del padre borseggiatore, appunto. Vedendola seduta sull’amata sedia vuota nel giardino del suo “covo” di Hammamet, non possiamo però non domandarci leggitimamente “chissà dove l’inimitabile scippattore del garofano rosso l’avrà fregata?”.

Di palo in frasca. A proposito del filmato dell’aggressione a Luca Barbareschi. Pare che la cosa sia una bufala a scopo promozionale. Non possiamo che dolercene. E visto che non fa mai male, ricordiamo anche a lui (sempre fregiatosi di essere stato suo amico) che il rapinatore monarca del PSI, Bettino, è proprio andato!

Infine una notizia positiva. Come richiesto ormai da tempo e a gran voce (ed Intersetttiva è stata capofila in questa battaglia), al Prof. Umberto Eco è stato accordato il privilegio di disporre di un sito interamente dedicato al suo essenziale Curriculum Vitae. La cosa ci rallegra profondamente, giacchè possiamo vantarci di annoverare tra i nostri collaboratori della prima ora anche l’esimio Professore. Per quanto egli ami intrufolarsi nelle nostre pagine camuffato dai più originali  nom de plume. A voi il divertimento di scoprire quali.

Buona settimana!

INTERSETTIVA (senza peli sulla lingua)

4 commenti sino ad ora

  1. 1 Lupo Ortenzi
    20:30 - 18-1-2010

    Ma perchè Craxi è morto? Ma che davvero? E così? Tutto di botto? E de che poi? Ma non lo sapevo! Sta cosa è terribile!
    Me toccherà fondà un partito a me a sto punto. Altrimenti qui andiamo tutti al gabbio, c’è poco da scherzà…co tutto quello che se semo fregati…

  2. 2 S.Patrizio
    23:14 - 18-1-2010

    Barbareschi ha riproposto, in forma diversa, lo sketch a sorpresa gia’ mostrato anni fa durante alcuni programmi Mediaset, dove ando’ mascherato per promuovere lo show “Il grande bluff” (qui vediamo un Mike Bongiorno divertito dalla simpatica irruzione: http://www.youtube.com/watch?v=77z6UbGxVN4&feature=related ). Ci avevamo sperato, ma non si puo’ avere tutto dalla vita.
    Per quanto riguarda il ladro Bettino Craxi, da annotare l’immancabile riflessione della vecchia portinaia saccente Giampaolo Pansa nel suo Bestiario, che ha trovato casa sulle pagine del Riformista. Una cosa che doveva forse verificarsi prima, dal momento che il giornale in questione pur autocollocandosi a sinistra e’ molto apprezzato, se non apertamente sostenuto, a destra. Ebbene, il Pansa nella rubrica che porta avanti ormai da anni e anni (e che ha rotto i coglioni, se il suo autore 75enne ancora si compiace dei soprannomi affibbiati a questo o quel personaggio), pensa bene di sputtanare un po’ l’ex PCI, poi PdS, poi DS ed ora PD, focalizzando l’attenzione su un punto cruciale: a forza di fare i comunisti duri e puri, quelli del PCI si allontanarono da Craxi e oggi, vittime della lungimirante maledizione socialista, ne pagano le conseguenze in termini politici. Non una parola, ovviamente, sui motivi di quella lontananza. Neanche due righe sul fatto che il partito di Craxi avesse solo il nome a ricordare la tradizione socialista, ne’ un accenno a figure storiche del riformismo come Lombardi e Mancini. Macche’. Al vecchio revisionista piace andare controcorrente e nel solito modo subdolo dire le cose tra le righe: avete seguito gli esempi sbagliati, vi siete infilati in un ginepraio da soli, non avere capito che la strada imboccata da Craxi era quella giusta per la conquista del potere. E complimenti per l’acume!
    Licio Gelli quest’anno compira’, forse, 91 anni.
    Aspetto fiducioso un elogio funebre di Giampaolo Pansa, che ricordera’ come fu stolta la classe dirigente comunista a non entrare in blocco nella P2.

  3. 3 Andrew Longfellow
    00:06 - 19-1-2010

    L’altro giorno mi trovavo a Glasgow, da mia zia Margareth, era il suo compleanno. Leggevo prima dell’ora del tè alcune delle vostre riflessione sul vizio tutto italiota del arebesco storico, del colpo di fioretto illusionista, che h dato forse il meglio di sé proprio sulla vicenda Craxi. Mia zia Margareth mi ha detto poi a cena che un giorno incontrò l’allora vostro primo ministro. Mi ha detto che le sembrava troppo alto per essere italiano. Io le ho risposto che infatti ha scelto di morire lontano dall’Italia. Lei mi ha chiesto per quale motivo un uomo così stimato abbia scelto l’esilio. Io gli ho risposto che gli Italiani ci hanno messo un po’ troppo tempo ad arrivare all’altezza di Craxi. Ci sono arrivati in ritardo e adesso piangono, nella consapevolezza che dovranno fare lo stesso con Berlusconi. Mia zia Margareth mi ha detto che non mi capiva affatto ma che capiva invece quanto potesse essere italiana la statura di Berlusconi.

  1. Voglio suonare come Les Claypool ovvero Tutto troppo facile. | intersettiva.it

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