Gen 20

Mentre al Senato approvano il processo breve sancendo la definitiva svolta autoritaria del governo. Mentre i democratici americani perdono il feudo kennedyano del Massachusetts mettendo in serio pericolo tutta l’agenda delle riforme della presidenza Obama (cosa dalla quale, nel migliore dei casi, si può trarre l’insegnamento che i cambiamenti epocali sono buoni solo per l’audience). La mia attenzione si focalizza - scioccamente, direte voi - solo sui dettagli che mi circondano.

Il nuovo film di Gabriele Muccino. Baciami ancora. Sottotitolo (immagino partorito da creativi strapagati): la storia di tutte le storie d’amore.

Ora  credo di poter accampare dei diritti. O meglio almeno uno in particolare. Illustro brevemente la situazione.

Regista dai meriti inconoscibili, o almeno ben nascosti, ma dalle responsabilità assai pesanti. Una fra tutte l’aver regalato al cinema italiano il fratello cerebroleso e compiaciuto di esserlo. Tralasciamo l’aspetto dell’arroganza (non autoproclamata, lo riconosco, ma accettata di buon grado - qualcuno deve pur fare questo sporco lavoro -) di ergersi ad interprete del “malessere del trentenne medio italiano”, quando tutt’ al più si può essere goffi affrescatori (e non ce l’ho con gli affrescatori) del ceto borghese simil-progressista e nepotista della città di Roma. Tralasciamo anche la reiterata perversione di concedere a  Stefano Accorsi la possibilità di esprimersi a livello umano e attoriale (isterico interprete di memorabili campagne pubblicitarie il cui unico merito è quello di aver impalmato la modella francese Laetitia Casta, il cui unico merito è, a sua volta, quello di essere bona). Insomma tralasciando tutti questi aspetti qui, che mi sono un po’ persa, ciò che resta è appunto il mio diritto. Quello di cui vi parlavo qualche riga addietro.

Il mio diritto è, in buona sostanza, quello di augurarmi (in questi giorni di melenso buonismo craxista) che Gabriele, o a limite Silvio - fa lo stesso - , Muccino venga prematuramente sottratto alle umane cure magari a causa di uno scontro automobilistico frontale con l’altrettanto valido Stefano Accorsi. Si, lo so cosa pensate adesso, che sono un po’ esagerata. Ma sapete come si dice, no? Melius abundare quam deficere! Beh, vale anche in questo caso. A me va bene anche se i due rimangono menomati a tal punto da non romperci mai più i coglioni con una qualsivoglia iniziativa di carattere cinematografico o di ogni altra natura comunicativa.

La vostra Carolina Scintilla

4 commenti sino ad ora

  1. 1 Carolina Scintilla
    15:37 - 21-1-2010

    Salve a tutti, sono la vostra Carolina. Rispondo qui alle richieste insistenti di numerosi dei nostri lettori che scrivono sul mio indirizzo di posta personale (biricchini!). La loro curiosità principale sembra essere il mio aspetto fisico e non so certo dargli torto. Mi metto nei loro fallocentrici pensieri. Penseranno infatti: “se questa è bona almeno un decimo di come scrive…che donna!”. Beh, diciamo che sono bella e affascinante molto più di un decimo di come scrivo (e ancora non avete visto niente!). Però diciamo pure che voglio, almeno per ora, conservare un pò di mistero. Proprio come hanno fatto i miei colleghi maschietti (che già sto facendo impazzire qui nella redazione). Però voglio anche venire incontro ai miei fan. Ecco qui, allora, che possiamo trovare una mediazione. Giù nel fondo pagina, accanto alla foto degli altri Intersettivi, ecco spuntare, sfocata, una foto della mia infanzia. Per il momento dovrete accontentarvi. La garanzia è una sola: sono cresciuta molto bene. Dentro e fuori!

  2. 2 intersettiva.it
    16:11 - 21-1-2010

    Confermiamo la belta’ ed il fascino assoluto di Carolina. Ahinoi, cavalieri deontologicamente perfetti!

  3. 3 S.Patrizio
    16:12 - 21-1-2010
  4. 4 Saiola
    14:24 - 3-2-2010

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