Il fantasma del 1994 è sempre più in salute e le analogie che richiama alla mente suggeriscono la corruzione che credevamo morta - addirittura alcuni di noi ci volevano convincere non fosse mai esistita se non nelle teste dei magistrati - e la soluzione, la panacea quasi divina di quei mali da Prima Repubblica: la discesa in campo del Cavaliere.
Per intenderci, il fantasma in questione non solo ci costringe a guardarci in faccia, per quel che siamo, ma ci ricorda anche che meriteremo qualcosa di nuovo, un altro salvatore senza macchia. Proprio come successe quando giunse chi riempì i vuoti di potere lasciati dallo scioglimento dei vecchi equilibri, quando dal fango sorse una nuova progenie di fiori e di funghi.
Il fango è tornato a coprire il giardino della Repubblica e ci si affretta a dividersi fra buoni e cattivi. Un baratro si sta aprendo e le forze che lo vorrebbero richiudere sguazzanno fra i bassi e nauseabondi umori rovesciati sulla pubblica piazza per l’occasione.
C’è chi ci ricorda però che rispetto a qualche anno fa il nuovo salvatore dovrà fare i conti con una realtà politica molto più frammentata. Chi aspira al trono di questa accozzaglia di feudi ora dovrà sentire molte più voci, accontentare molte più richieste e sfamare molte più bocche.
Il vuoto che si sta creando nella crisi ormai evidente dei due partiti che avrebbero dovuto trasformare in men che non si dica il panorama politico e civile degli Italiani è un vuoto in cui la periferia mangia il centro. Lo mangia con avidità e sembra non ne sia mai sazia. Il centro, lo Stato, da parte sua è senza controllo si lascia divorare quasi senza reagire o facendolo in modi sconclusionati e grotteschi.
Poi, da non perdere di vista chi fa da sempre proprio il motto divide et impera. Anche loro vogliono mangiare e se ne conoscono bene le non velate tendenze a cibarsi del corpo e del sangue di …
Fra poco festeggeremo 150 anni di unità. Sbrighiamoci! Ché almeno si possa godere della commedia.
Lyndon

15:31 - 24-2-2010
“Ci si affretta a dividersi tra i buoni e i cattivi”.
Si è così, è questo il momento di abbandonare la barca, di trovare una nuova riva dalla quale poter ricostruire un potere “alternativo” che di alternativo ha solo i nomi e l’immagine.
E questo è possibile perché, parafrasando quanto scritto da Paolo in un post precedente, si può essere qualsiasi cosa perché si può sempre cambiare la propria posizione, si può sempre cambiare la propria opinione perché, essendo tale, solo gli “stupidi” la sostengono per tutta la vita.
E’ questo un teatro di marionette, fatto di opinioni ballerine, cambiano le loro posizioni come i vestiti di scena perché, in fondo, quello che più importa è che l’operetta continui.
La corruzione non è “altro” rispetto a questo sistema di cose, anzi è funzionale nella misura in cui diviene l’acceleratore di una macchina impazzita, è l’enzima che catalizza la reazione, è ciò che fornisce senso, un senso del tutto misero e privato, ad azioni ed operazioni che, altrimenti, non avrebbero motivo di essere.
16:10 - 24-2-2010
Cito dall’articolo di Giuseppe D’Avanzo su “La Repubblica” e linkato sul tuo post: “Dovremmo finalmente prenderne atto senza ipocrisia. La buona politica ne dovrebbe prendere atto. La buona società dovrebbe imporre l’urgenza di affrontarla” (la corruzione, s’intende). Ma, insomma, io vorrei davvero prenderlo come un augurio genuino, e in qualche maniera credo che ci sia anche della “buona fede” in queste parole. Solo che non riesco davvero a capire a chi D’Avanzo si riferisca e mi piacerebbe scherzare dicendo questo. Ma così non è.
Ne è una riprova l’intento stesso dell’articolo, nobile e ciclicamente reiterato ad ogni nuovo e più grave scandalo. In attesa e speranza che chissà perchè l’ultimo costitusca la famosa goccia che fa traboccare il vaso.
Il problema è che sono passati indenni sopra le nostre teste la cancrena democristiana della prima repubblica, pentapartiti vari, stragi di stato, anni di piombo, estremismi veri e falsi, corruzioni e santificazioni, ingerenze religiose nella vita di uno stato sovrano come in nessun altro luogo al mondo, poteri mediatici ed economici intrisi di sangue e malavita.
E con loro ovviamente sono passati non indenni (perchè di solito ne hanno fatto le spese) ma inascoltati (sicuramente) anche coloro i quali hanno provato per lo meno ad affrontare questo stato di cose (Pasolini, Impastato, Falcone…)
Il mio enumerarli ora in maniera sconclusionata non fa che aumentare una volta di più il mare di illusioni e speranze disattese che circonda la nostra terra. Siamo tutti in attesa di scintille che non scoccheranno mai.
17:49 - 24-2-2010
Partiamo da un assunto: l’Italia è morta. Probabilmente non è mai nata, ma almeno una volta aveva una memoria condivisa o largamente accettata. Questo non c’è più. Un paese i cui cittadini si sentono legati a questo e a quello dimenticando del tutto le proprie radici somiglia ad un malato terminale che, pur riuscendo a camminare, sta lentamente marcendo dentro.
Gli italiani sono, davvero o per finta poco importa, smaliziati a tal punto da essere completamente indifferenti alla loro vita. Le occasioni che li uniscono sono dettate dalla sopravvivenza: una vittoria della nazionale di calcio, perché è un gioco e non permette di pensare; la lotta allo straniero, perché è l’ultima paura per sentire un fronte comune. La politica è vuota, la tangente e la mafia sono problemi secondari e li si pensa scollegati dalla vita quotidiana.
Il vaccino più potente non sono i giornali né i tribunali, ma la mentalità. La mentalità non la cambiano le campagne di Repubblica, non la cambia il giudice scrupoloso che fa il suo lavoro, non la cambia il politico onesto che ancora ci crede e non la cambia neanche il singolo che si impegna giorno dopo giorno. La mentalità è la serie B in cui siamo retrocessi tutti, accettando tacitamente ciò che avrebbe dovuto farci arrabbiare, dando linfa vitale a piccoli vampiri parassiti che forse anni fa avremmo avuto il coraggio di schiacciare come mosche, urlando mentre sarebbero serviti dei silenzi e restando in silenzio quando era lecito urlare.
Qualunque cosa accada, qualunque sdegno pubblico pervada le masse, qualunque cambiamento significativo si appresti a travolgere governi e partiti, ci troveremo di fronte ad un baluardo imbattibile costituito dalle tombe delle coscienze.
00:08 - 25-2-2010
Stasera Vespa sta facendo una trasmissione sulla principessa Sissi. Tra gli ospiti c’è anche la principessa Borghese che afferma di essere stata, da giovane, una ribelle perché si e’ sposata in comune a 17 anni.
10:03 - 26-2-2010
Piero Vigorelli a La7. Lasciate ogni speranza o voi che entrate…
10:37 - 26-2-2010
http://www.repubblica.it/economia/2010/02/25/news/vigorelli_telecom-2428631/
Quando si dice “finale col botto”!