Mar 19

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Nostra Signora Violenza torna a mostrare il volto da lei più amato, concreto, fisico e terribile. E’ stanca di vestire i panni verbali e tediosi degli scontri politici e questa volta ha bisogno di tornare a se stessa, alla sua essenza orribile.

Nostra Signora Violenza riprende il volto di Stefano Cucchi, ce lo ricorda ora, dopo mesi, raggelandoci sotto le vesti di un racconto asettico di morte e di abbandono. Il ricordo di un corpo martoriato e picchiato, lasciato morire perché senza la protezione di nessuno, emerge nell’eco distorta di giustificazioni, di distinguo, di rettifiche, di disanime, di sentenze, di voglia di vendetta e di bisogno di nascondersi.

La responsabilità di quanto fatto dallo Stato, da chi in nome della Repubblica ha giurato di proteggere, da chi in nome di qualcosa di ancor più antico ha giurato di curare, si iniziano a delineare, uscendo lentamente da una nebbia viscosa.

Si parla di omicidio preterintenzionale e colposo. Si parla soprattutto di un ragazzo che per aver protezione e ascolto ha smesso di bere e mangiare pur sapendo di andare incontro alla morte.

Noi siamo, per ogni volta che a Stefano Cucchi è stata negata la proprià dignità umana e civile, di fronte a chi lo ha ucciso a ricordare. Esistiamo, per ogni ferita inferta, di fronte a chi lo ha picchiato. Non dimentichiamo, per ogni minuto lasciato trascorrere invano, coloro che si sono nascosti.

Facciamo tutto questo perché noi siamo Stefano Cucchi e non vorremmo mai essere il sangue pesto di Nostra Signora Violenza.

INTERSETTIVA

1 commento sino ad ora

  1. 1 intersettiva.it
    11:57 - 22-3-2010

    Perchè questo è ciò che può succedere a chiunque di noi in uno Stato dove si è persa ogni minima traccia di diritti umani:

    http://www.abuondiritto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=231:resoconto-uva&catid=38&Itemid=1

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