Homo homini lupus
Per chi gioca nella squadra di dio le regole non esistono. Al massimo questi pii giocatori si appellano a valori non negoziabili a comandamenti d’origine sovrumana. Rimane però il dubbio riguardo la capacità di costoro di poter far parte fino in fondo di una Repubblica democratica, fondata sul diritto.
Del resto se per giocare in questa squadra si deve avere lo sguardo della fede per osservare il mondo, si deve credere ciecamente e ad ogni costo nei valori fondamentali - senza avere la benché minima esitazione - allora la forma di governo che più si confà a squadre del genere sarebbe molto più vicino a una tirannia o a una monarchia assoluta.
Che bisogno c’è di un Parlamento se chi governa lo fa seguendo i Principi Veri? Che bisogno c’è della legge e del diritto se chi esercita il potere è ispirato dall’Amore? Che bisogno c’è di essere cittadini elettori di una democrazia quando basta essere buoni cristiani per poter vivere sereni?
Alla vigilia di un voto che mai così sfacciatamente ha messo in bella mostra l’allergia cronica di questo Paese per la legalità e il rispetto dei valori civili della Repubblica, le dichiarazioni di Bagnasco e del più bravo fra gli zelanti sono come veleno su un cadavere e dimostrano che ormai siamo solo cani randagi che si mordono l’un l’altro in mezzo alla polvere.
Lyndon

13:02 - 24-3-2010
Sorprende di volta in volta come non sia nemmeno uno il segnale di progresso della nostra forma istituzionale. L’ingerenza della Chiesa nelle vicende politiche dello Stato Sovrano che la ospita si è addirittura rinforzata, palesandosi in tutta la sua arroganza una volta liberatasi della copertura omologata fornitale dalla Democrazia Cristiana.
Le nuove punte di diamante della Politica Vaticana, abili nel fare la voce grossa in una dialettica mediatica che è ormai l’unica realtà conosciuta dall’elettorato, sono ora molto più dirette di prima nelle indicazioni di voto e nell’indottrinamento delle loro schiere. Sebbene la cosa sia ovviamente preoccupante, potrebbbe (in un panorama informativo più sano del nostro, ovvio) riscrivere la possibilità di interagire con i vari cardinali senza più mediazione istituzionale, considerandoli a tutti gli effetti dei politici e non degli uomini di fede. Che partecipino quindi alle tribune politiche, quando riprenderanno, ma in studio, non in collegamento telefonico, facciano dei comizi per le strade, mettano dei manifesti elettorali, perchè di politica stiamo parlando e non di fede, di controllo di voti e favori e non di principi morali. Si sottopongano al contradditorio e le loro costruzioni, trincerate nei palazzi del potere, potrebbero sciogliersi molto facilmente. Anche un bambino, se libero, potrebbe palesemente rendersi conto dell’assoluta inconsistenza di principi secondo i quali, non un dio, ma degli altri uomini fallaci e indifesi proprio come noi, dovrebbero aver trovato delle soluzioni universali a condizioni e problemi esclusivamente del singolo ed unico individuo. Se poi questi stessi individui, nel tentativo di spiegare al bambino di cui sopra le loro ragioni, dovessero anche cercare di toccarlo in una maniera che niente ha a che vedere con l’Amore che spesso predicano, beh, a quel punto avremmo tutti più chiaro di chi stiamo parlando, no?
12:30 - 31-3-2010
Mio caro Lamberto, non credo che ti sarà di conforto ma qui ci son parole ben spese e intelligentemente articolate sulla tattica di difesa a oltranza e ad ogni costo della gerarchia ecclesiastica della Chiesa Cattolica.
Ovviamente c’è un oceano di distanza che aiuta a far uscire certe cose su un quotidiano di risonanza mondiale piuttosto che un blog come il nostro.
http://www.nytimes.com/2010/03/28/weekinreview/28bruni.html