Mar 27

Sono sincero, l’ignoranza non mi permette di sapere in quale altro paese del mondo un Primo Ministro collochi tra i bastoni che impediscono alle sue ruote di girare un conduttore televisivo. A dire il vero, non so neanche dove lo stesso conduttore dedichi sistematicamente ogni suo discorso al Primo Ministro.

Sui piatti dell’ipotetica bilancia, tuttavia, il peso delle due figure è nettamente squilibrato a favore della prima, se non altro perché un Presidente del Consiglio dovrebbe guidare la vita di un intero paese, incarico che non è delegato a chi guida trasmissioni in televisione. Certo, questo è un discorso puramente razionale. In Italia, attualmente, il Premier è anche, e soprattutto, un uomo di spettacolo che indossa spesso e volentieri i panni dell’intrattenitore. Quindi è normale che si verifichino casi simili e che vengano usati i classici espedienti della rivalità professionale per mettere a tacere l’antagonista che tenta di rubare la scena.

Ma, dicevo, c’è uno squilibrio. Perché il primattore può servirsi dei comprimari della compagnia, mentre l’odiato avversario, con antipatia e faziosità, raccoglie da solo i frutti delle sue intuizioni e suscita, in bene e in male, curiosità, eccitazione e interesse.

A questo punto deve subentrare il coup de theatre. In genere le condizioni sono due e sono opposte: o te li fai amici quando non puoi sconfiggerli oppure alzi il livello dello scontro. Si sta battendo la seconda strada, vista l’impossibilità di percorrere la prima. D’altronde il solco era stato tracciato. Smarcarsi da ogni responsabilità, passare da aggressori ad aggrediti, far ricadere le colpe sullo sfidante ed annichilirlo con un argomento a cui non si può replicare.  Incredibilmente, l’uomo più amato d’Italia riceve a stretto giro di posta non una, ma due minacce di attentato alla sua vita. E tutto ciò in seguito allo show dell’odio. Sarà un caso?

 Il cerchio si stringe intorno al nemico. Un conduttore televisivo.

S. Patrizio

3 commenti sino ad ora

  1. 1 Duccio Il Roboante
    16:29 - 31-3-2010

    Ciao a tutti! Ieri sera, l’ammiccante Enrico Letta, con quel suo ghigno beffardo da ministro ombra, in un indimenticabile puntata di “Porta a Porta” ha detto più o meno (tradotto dal politichese ma molto simile, ve lo assicuro, e come al solito si può verificare per i dubbiosi su Youtube o affini): “Mah, se qualche mese fa, dopo lo scandalo cocaina e trans di Marrazzo, qualcuno ci avesse detto che stasera saremmo stati qui a discutere del fatto che abbiamo quasi vinto le elezioni regionali del Lazio con una candidata di cui non ce ne frega davvero un cazzo e che ovviamente oltre ad alienarci quella parte di elettorato cattolico a cui stiamo leccando il culo da anni e che comunque, visto che fa parte di un partito di matti - come noi d’altronde - destava considerevoli e comprensibili dubbi anche in chi, pur preferendo votare il Maestro Mazza piuttosto che non votare, pur ben sapendo che noi vorremmo in potenza rubare nella stessa maniera in cui lo fa Berlusconi, ma che preferiamo farlo conservando una facciata di moralità e di rispetto per i lavoratori dementi e non in maniera plateale come i nostri avversari, e considerando pure che dall’altra parte hanno schierato la Sora Lella e ripristinato l’importanza centrale dell’invidia come vizio capitale elevando la guerra senza quartiere ai “rosiconi” a paradigma politico, ma visto e considerato anche il fatto che sempre quegli altri hanno pure mandato il Gabibbo a consegnare le loro liste elettorali e che ancora nondimeno noi sospettiamo che in fondo questa cosa gli abbia fatto gioco … perché così hanno potuto fare ancora di più leva sul fatto che a noi ci rode un po’ il culo perché ci siamo fatti scrivere il programma elettorale da Jimmy il Fenomeno e Paolo Limiti…beh…insomma…Vespa (nda. salivante come non mai)… non ci avrebbe creduto davvero nessuno!”
    Ecco. Ora io sono piuttosto concorde con questa visione. D’altronde lo sappiamo bene tutti. Il rugby in Italia, pur tra un consenso di pubblico sempre maggiore e la sua ambasciata mediatica presso l’Isola dei Famosi con Dennis Dallan, non è uno sport che possa avvalersi di una tale diffusione capillare come invece è per il calcio, in maniera tale da permettere la naturale formazione di un vivaio giovane che cominci a produrre giocatori interessanti in grado di competere con nazioni che invece vantano una lunga tradizione in questo sport, cosa che giustifica ampiamente il fatto che nonostante qualche smozzicata vittoria qua e là che assume immediatamente toni epici, noi si continui a prendere botte in ogni luogo (nda. ma anche in ogni lago) con parziali da elezioni bulgare… perché, vedete, il rugby…non solo è un gioco dal sapore antico i cui connotati atletici ci riportano ad una dimensione di sana e maschia competitività…ma anche, ma scusate… ma che blog è questo?…ah, ma come, ma che cazzo c’è scritto qui? ma che fesserie sò queste?… ma me sò sbagliato, no, cazzarola, questo non è “Agli amici della Palle Ovale, Enrico Letta fa un po’ cacare!”…mi devo essere sbagliato…vabbè, avevo scritto un po’ di cose, comunque, vabbè, vedete un po’ voi se riuscite a cavarci qualcosa di buono…che palle però…

  1. Agli amici della Palle Ovale, Enrico Letta fa un po’ cacare! | intersettiva.it
  2. C’est la vie … | intersettiva.it

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