Aprile 2010Archivi

Apr 30

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Sarebbe potuto bastare un cucchiaino di zucchero sciolto in un bicchiere d’acqua per vivere.

Sarebbe potuto bastare non essere picchiati per vivere.

Sarebbe potuto bastare non essere abbandonati per vivere.

Sarebbe potuto bastare che qualcuno non commettesse omicidio per vivere.

Lyndon

Apr 30

Caro duce, se ti assicuravi con la Geniallloyd, dopo un sacco di legnate, potevi a limite pure guadagnarci qualcosa!

Dovrai accontentarti invece, oltre che del misero “mazzolin di fiori” della foto,  di aver lasciato a questa fanfarona nazione ferite profonde ed una naturale propensione all’oblio e alla mistificazione delle proprie colpe e miserie.

D’altronde tu eri grasso, basso e pelato ma pensavi di essere un gran fico…

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La galleria completa  (invero risibile a parer nostro)

INTERSETTIVA L’ANTIFASCISTA

Apr 29

Fuori onda.

In onda.

Impazza la moda di Fini, soprattutto a sinistra. Restiamo trepidanti, in attesa del prossimo strappo, del prossimo dito alzato contro il Capo, della prossima dichiarazione sui doveri della politica reale. Lampi di entusiasmo e frenate lente.

Sarà. Ma se si continua così, a me

S. Patrizio

Apr 28

Quando avevo all’incirca dieci anni, da bambino stitico qual’ero, trascorrevo molto tempo seduto sul gabinetto.

Nell’attesa non era insolito per me ripiegare la testa tra le ginocchia fino ad affacciarmi, in cerca di panorami e con gli occhi ormai capovolti, in quell’interstizio rettangolare delimitato in alto dal bordo lucido della cosiddetta tazza, in basso dall’estremità inferiore della tavoletta d’appoggio e sui lati dai due tasselli plastici di sostegno e contatto di quest’ultima con la prima.

La  figura che si stagliava allora al mio orizzonte era portentosa. Il mio pisello, così lo chiamavo a quel tempo, altri non era se non un magnifico, superbo ed imponente elefante.

E non parlo di una somiglianza. Le linee tondeggiati del mio scroto a far da cranio simmetrico e massiccio dell’animale, il pene riccioluto e morbido ad interpretare la proboscide ciondolante (non avevo allora malizia per quel che concerne le dimensioni e il paragone mi sembrava più che valido). La pelle presaga di un’imminente peluria che rafforzava ancora di più l’idea di quella cute crespa e screziata, morbida ma più consistente del normale, punteggiata di peli che non si trovano in nessun altro luogo, della quale tutti noi immaginiamo sia rivestita la carne del singolare animale (l’equivoco è d’obbligo ed involontario, ma son sicuro che sebbene non tutti abbiano avuto modo nella loro vita di avere un’esperienza tattile diretta con entrambi i termini del confronto, sicuramente l’hanno avuta con almeno uno dei due, ma chi può davvero dirlo?). L’effetto era maggiormente garantito se l’orario della visone coincideva con quello di un tardo pomeriggio primaverile in cui il bagno, senza ancora bisogno di luce artificiale, era spazzato da quel bagliore soffuso e odoroso che penetra in quella stagione da una persiana socchiusa. A quel punto era facile scorgere tra i contorni e le chiazze frastagliate della figura due occhietti spersi nell’enorme testone e socchiusi nella gran luce urlante della savana che tutto avvolge.

Sotto di me, in attesa di qualcosa, in quello che doveva essere il mio bagno, c’era un elefante. Nessun errore. Nessun dubbio. E tutto sommato, perché averne?

Quando di tanto in tanto mi capita ora di voler rivivere la stessa esperienza (non sono più stitico ed espleto le mie funzioni con velocità e piuttosto di frequente) non riesco più a ritrovare lo stesso potere ipnotico nella figura che si scorge in quell’orizzonte.

E mi domando perché.

Non sono le parti del mio corpo ad esser cambiate, mi sembra, ma la mia fantasia.

Paolo

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Solo molto più tardi ho iniziato a dar fuoco alla tua auto…

Apr 25

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Ci libereremmo da noi stessi
Se fossimo più accorti e saggi.

Liberiamo i cani per oggi, che corrano
E uccidano!

Lìberati e fuggiamo.

Oggi il sole è pieno dei nostri respiri.

Forse dovrei scrivere una lettera d’addio.

Oggi hanno liberato mio padre.

E se fossimo diventati migliori
Avremmo ancora un futuro?

Il prato è ancora umido.

Avremmo potuto scegliere un’altra storia.

A casa non c’è più spazio per le bandiere.

Perché non mi hai lasciato andare via?

Eppure avremmo potuto vincerla.

Rimani stanotte.

Domani a lavoro nessuno avrà voglia di raccontare.

Oggi è un giorno di festa per chi ha voglia di celebrarla.

Possiamo sempre inventarci qualcosa di più grande
Da combattere.

Dici che non verrà?

Perché non hai portato tua sorella?
Temevi che potesse imparare qualcosa?

Se foste stati più saggi, avreste lasciato la città
Molto tempo fa.

Passami quella bottiglia di vino
Oggi non possiamo restare a secco.

Il pomeriggio è troppo caldo per giocare.

Vattene! Mi fai schifo.

Al mare sarebbe stato tutto più bello.

Lo sai che la spiaggia mi mette tristezza?

Il tuo colletto è pieno di lacrime.

Lyndon

intersettiva.it