Serpeggia attorno a Castel Gandolfo, sopra le ultime pagine delle carte cristologiche di Joseph Ratzinger, l’accusa del mondo. Eppure al Pontefice pare non sia affatto grave che un tale lupo lo bracchi per tutta Europa, costringendolo a chiedere scusa e ad autoconfessarsi regalandosi una gradita autoassoluzione. Egli non si spaventa.
Non guarda con preoccupazione alla campagna mediatica di persecuzione. Probabilmente confida, Mr. Ratzinger, nel filo diretto con il suo Altissimo. O, più umanamente, ripone fiducia nel suo potere.
Poco importa se alle sue pie orecchie arrivono notizie del genere, provenienti dal suo giardino di casa. I valori della Chiesa vanno difesi a ogni costo.
Non sembra aver cura, il Papa, della dimostrazione inesorabile che nelle gerarchie di Santa Madre Chiesa il male si annidi non come isolato episodio - fra l’altro sempre passibile di perdono poiché è un peccato e non un reato - bensì come conseguenza sistemica dovuta a problemi organici ed endemici nelle modalità con cui si formano i sacerdoti.
Non c’è nessuna paura da parte dei Figli di Dio a mostrare il proprio vero volto: in netta opposizione a ciò che gli umani chiamano modernità.
Evidentemente in postilla alle virtù teologali ci deve essere, non completamente in bella vista, questa frase:
Qualsiasi cosa ti dicano, qualsiasi cosa ti accada: ricorda! Tu agghinderai il tuo volto con la bronzea espressione di tracotante e fastidiosa vittoria che trasforma le vittime in carnefici e i carnefici in perseguitati.
Lyndon

22:29 - 7-4-2010
Dio non chiede scusa.
Dio ha creato il Male, ha permesso l’Inferno e ha lasciato che l’uomo fosse figlio del peccato originale.
Dio, un giorno, scatenera’ l’apocalisse e ripristinera’ il suo regno di pace.
Dio ha dato inizio ai crimini e li ha vendicati, e’ stato geloso e ha propagato l’amore, ha fatto soffrire i popoli e ha riparato con la sofferenza di suo figlio.
Dio non ha mai chiesto scusa.
Dio e’ portatore di barbarie.