Aprile 2010Archivi

Apr 25

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Ci libereremmo da noi stessi
Se fossimo più accorti e saggi.

Liberiamo i cani per oggi, che corrano
E uccidano!

Lìberati e fuggiamo.

Oggi il sole è pieno dei nostri respiri.

Forse dovrei scrivere una lettera d’addio.

Oggi hanno liberato mio padre.

E se fossimo diventati migliori
Avremmo ancora un futuro?

Il prato è ancora umido.

Avremmo potuto scegliere un’altra storia.

A casa non c’è più spazio per le bandiere.

Perché non mi hai lasciato andare via?

Eppure avremmo potuto vincerla.

Rimani stanotte.

Domani a lavoro nessuno avrà voglia di raccontare.

Oggi è un giorno di festa per chi ha voglia di celebrarla.

Possiamo sempre inventarci qualcosa di più grande
Da combattere.

Dici che non verrà?

Perché non hai portato tua sorella?
Temevi che potesse imparare qualcosa?

Se foste stati più saggi, avreste lasciato la città
Molto tempo fa.

Passami quella bottiglia di vino
Oggi non possiamo restare a secco.

Il pomeriggio è troppo caldo per giocare.

Vattene! Mi fai schifo.

Al mare sarebbe stato tutto più bello.

Lo sai che la spiaggia mi mette tristezza?

Il tuo colletto è pieno di lacrime.

Lyndon

Apr 22

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Le Monde mette a disposizione questa terribile visione del male.

Mentre alcune teste si tagliano da sé.

E a noi rimane semplicemente di non dimenticare quali occhi potremmo trovarci quotidianamente di fronte.

Lyndon

Apr 20

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Agli Intersettivi piacciono le mappe, ne segnalo dunque un paio dal New York Times:

1 & 2

Sempre da uno sguardo yankee giungono altri contributi al fenomeno naturle del momento, capace di ricordarci apocalittici e immediati destini, di oscurare l’inquinamento umano, e persino di rimandare la prima britannica di Iron Man 2.

Per chi invece avesse voglia di riflettere sulle magnifiche sorti e progressive e su quell’inesorabilità della natura che fa mostra di sé senza pietà, La Ginestra è un ottimo modo per fare qualche buona considerazione sugli ultimi sviluppi terrestri proprio a proposito di vulcani dormienti.

Infine, pongo un quesito che mi frulla in testa da un po’:

Quanto si nasconde di antropo-siamo-i-più-intelligenti-dei-viventi-centrismo dietro alla nuova religione ecologica - fra l’altro, “musicalmente” celebrata a breve proprio qui nella Capitale? Quanto c’è di egoistico e di ottusamente miope nel pensare che la Terra abbia a dolersi dell’effetto serra e del riscaldamento globale? Capisco le esigenze retorico-comunicative per far presa sul grande pubblico, ma opponendo agli inquinatori senza scrupoli dei santoni mezzi druidi, candidi e puri che si sincronizzano con MadreTerra e professano il Verbo Ecologista non rischieremmo di sostituire il cinico e stupido sfruttamento con un forse più pericoloso culto dell’ecosistema? Non si tratterebbe di una specie di risposta fideistico-new age alle mostruosità del capitalismo di ventura e senza scrupoli?

Insomma, per farla più semplice: a dar retta a chi ci dice di essere i salvatori della Terra, di prendere sulle nostre spalle il compito di salvaguardare la Terra dagli impuri inquinatori non passeremmo dalla padella alla brace?

Intendiamoci, non sto dicendo che opporsi ai cambiamenti climatici in corso sia sbagliato, che in quanto matrigna e inesorabile Madama Natura può pure andarsene all’Inferno. No, sto dicendo che ciò che stiamo distruggendo o ciò che vorremmo salvare non è la Terra è molto più onestamente la nostra casa. Alla Terra non interessa della CO2 in eccesso o del petrolio fra i coralli. Alla Terra non interessa punto. A suoi occhi - perdonatemi l’umana analogia - che erutti un vulcano islandese o spuntino le foglie agli ippocastani che stan di fronte alle finestra della stanza in cui scrivo non fa alcuna differenza.

La differenza la sentiamo noi. Se farà più caldo e i mari si alzeranno la differenza investirà noi non la Natura. Lei è per noi come quella che appare all’Islandese del dialogo.

Ciò che facciamo nel bene e nel male lo facciamo a noi stessi.  E riconoscere questa condizione dopotutto sarebbe il pungolo migliore per rimediare ai tremendi errori commessi.

Lyndon

Apr 17

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Dopo quasi dieci anni apprendiamo che anche Osama Bin Laden ha avuto problemi con i tecnici che gli hanno istallato la parabola.

Oltre alle succose “news” che ci fornisce Olimpio, preoccupandosi di specificare che quando c’è di mezzo il Califfo (???) è “difficile separare fatti e finzione” (peccato che, a causa di questa difficile separazione, “qualcuno” non se la stia passando benissimo), fonti vicine alla Farnesina mormorano che il tecnico abbia nicchiato di fronte alla richiesta della fattura da parte di Osama.

Dalle nostre parti invece, c’è aria di festa per la Sindone: processioni con stranieri al guinzaglio (cit. tra i quali africani, albanesi, brasiliani, cingalesi, filippini, nigeriani), VipS, Cantanti (anche Jazz, perché dicono che il Jazz faccia tanto bene al lino), e prostrazioni a terra da parte degli “uomini nuovi del potere“.

E mentre gli “ex-pirla” diventano geni della finanza, i “romani” confermano i loro luoghi comuni più tristi.

appunto, due de passaggio!

Ma non preoccupatevi perché c’è sempre di peggio.

E con questa compiaciuta e tracotante professione di ignoranza vi salutiamo, ci andiamo a fare una bella navigata sperando che, nel frattempo, un po’ di polvere possa seppellirli.

INTERSETTIVA la Vulcanica

intersettiva.it