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	<title>Commenti a: E pluribus unum de sta ceppa!</title>
	<link>http://intersettiva.it/2010/05/07/e-pluribus-unum-de-sta-ceppa/</link>
	<description>Legno, lava, lavagna, livore e Lavoisier. E non dite di non sapere il perché. Voltandosi ha intravisto il motivo. "Odore di specchio" pensò... ________________________________________________________ Il tuo semi-quotidiano di Alta Dietrologia Applicata</description>
	<pubDate>Sat, 19 May 2012 18:45:27 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Paolo</title>
		<link>http://intersettiva.it/2010/05/07/e-pluribus-unum-de-sta-ceppa/#comment-642</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 12:34:51 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.repubblica.it/economia/2010/05/10/news/intervento_banche_centrali-3948805/
Mi domando chi trova giovamento da questi scossoni di mercato...sicuramente tanti piccoli risparmatori...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/05/10/news/intervento_banche_centrali-3948805/" rel="nofollow" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.repubblica.it');">http://www.repubblica.it/economia/2010/05/10/news/intervento_banche_centrali-3948805/</a><br />
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		<title>Di: Lyndon</title>
		<link>http://intersettiva.it/2010/05/07/e-pluribus-unum-de-sta-ceppa/#comment-641</link>
		<dc:creator>Lyndon</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 May 2010 17:56:43 +0000</pubDate>
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		<description>Sul dorso greco della moneta da 2 Euro è raffigurato il mito di Europa, rapita da Zeus sotto forma di toro bianco. L’ho vista non molto tempo fa: leggere le lettere greche su una moneta “di casa” mi rende orgoglioso, stupidamente e illusoriamente orgoglioso. In quelle lettere vedo l’unum che dovrebbe, potrebbe legarci: tutti noi plurimi europei. Ingenuamente l’alfabeto greco mi ricorda il mio personale corrispettivo delle radici cristiane o del mercato unico, della zona euro, dei vari accordi. Un corrispettivo che, se fosse da tutti condiviso, sarebbe davvero l’unico modo per coesistere insieme e, perché no, per essere grandi. Non si chiama in causa l’orgoglio e l’ingenua illusione un po’ stupida se non si sogna di essere grandi, di guidare oltre il baratro il mondo.
Ma lo stesso errore che faccio con l’Italia lo faccio con l’Europa: tendo a immaginare, a sperare che possano davvero essere ciò che penso siano.
Così non è. E non lo è nemmeno di fronte alla rovina che inizia (strana coincidenza?) dalla porta orientale: la Grecia. La Democrazia Ellenica sta cadendo sotto i colpi del mercato, scoprendosi soltanto un reparto aziendale ormai improduttivo, in crisi, senza più alcun interesse a esser salvato. Il resto di noi si salva alla spicciolata, incapace di capire il nuovo (o forse dovrei dire il vecchio) che avanza.
E pure avevo lo schiribizzo e la tracotanza di credere che di fronte agli imperi che da Oriente incalzano trovassimo il modo di guarirci da noi stessi. Di guardarci in faccia, riconoscere il pericolo e rimboccarci le maniche. Credevo (ingenuo!) che davanti alla marea che monta, la nostra diversità in fondo si sarebbe potuta trasformare in forza, pensavo che in fondo avremmo potuto non solo sopravvivere alla tempesta ma che uniti avremmo indicato una strada alternativa. Una strada che sta nella nostra storia come la gemma più preziosa. Una strada fatta di pensiero libero e critico, di diversità che si arricchiscono confrontandosi, avendo visto dal vivo l’orrore. Ero sicuro che quanto di buono abbiamo fatto alla fine ci salvasse.
No, così non è, cadiamo nel Tartaro, come i Titani siamo sconfitti perché disuniti, perché incapaci di vedere la nostra forza: E pluribus unum!
Rimpiangeremo la nostra miopia, il nostro egoismo, rimpiangeremo la nostra codardia, il non aver osato di scegliere, forzando i tempi.

Un’ultima illusione – che sta a me e a voi mantenere in vita. Quando ci trasformeremo in un blocco monocorde sotto l’incantesimo e la forza dei Leviatani d’Oriente, non lasciamo morire le ultime fiammelle di libertà! Non lasciamoci morire completamente!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul dorso greco della moneta da 2 Euro è raffigurato il mito di Europa, rapita da Zeus sotto forma di toro bianco. L’ho vista non molto tempo fa: leggere le lettere greche su una moneta “di casa” mi rende orgoglioso, stupidamente e illusoriamente orgoglioso. In quelle lettere vedo l’unum che dovrebbe, potrebbe legarci: tutti noi plurimi europei. Ingenuamente l’alfabeto greco mi ricorda il mio personale corrispettivo delle radici cristiane o del mercato unico, della zona euro, dei vari accordi. Un corrispettivo che, se fosse da tutti condiviso, sarebbe davvero l’unico modo per coesistere insieme e, perché no, per essere grandi. Non si chiama in causa l’orgoglio e l’ingenua illusione un po’ stupida se non si sogna di essere grandi, di guidare oltre il baratro il mondo.<br />
Ma lo stesso errore che faccio con l’Italia lo faccio con l’Europa: tendo a immaginare, a sperare che possano davvero essere ciò che penso siano.<br />
Così non è. E non lo è nemmeno di fronte alla rovina che inizia (strana coincidenza?) dalla porta orientale: la Grecia. La Democrazia Ellenica sta cadendo sotto i colpi del mercato, scoprendosi soltanto un reparto aziendale ormai improduttivo, in crisi, senza più alcun interesse a esser salvato. Il resto di noi si salva alla spicciolata, incapace di capire il nuovo (o forse dovrei dire il vecchio) che avanza.<br />
E pure avevo lo schiribizzo e la tracotanza di credere che di fronte agli imperi che da Oriente incalzano trovassimo il modo di guarirci da noi stessi. Di guardarci in faccia, riconoscere il pericolo e rimboccarci le maniche. Credevo (ingenuo!) che davanti alla marea che monta, la nostra diversità in fondo si sarebbe potuta trasformare in forza, pensavo che in fondo avremmo potuto non solo sopravvivere alla tempesta ma che uniti avremmo indicato una strada alternativa. Una strada che sta nella nostra storia come la gemma più preziosa. Una strada fatta di pensiero libero e critico, di diversità che si arricchiscono confrontandosi, avendo visto dal vivo l’orrore. Ero sicuro che quanto di buono abbiamo fatto alla fine ci salvasse.<br />
No, così non è, cadiamo nel Tartaro, come i Titani siamo sconfitti perché disuniti, perché incapaci di vedere la nostra forza: E pluribus unum!<br />
Rimpiangeremo la nostra miopia, il nostro egoismo, rimpiangeremo la nostra codardia, il non aver osato di scegliere, forzando i tempi.</p>
<p>Un’ultima illusione – che sta a me e a voi mantenere in vita. Quando ci trasformeremo in un blocco monocorde sotto l’incantesimo e la forza dei Leviatani d’Oriente, non lasciamo morire le ultime fiammelle di libertà! Non lasciamoci morire completamente!</p>
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		<title>Di: Valerio Mele</title>
		<link>http://intersettiva.it/2010/05/07/e-pluribus-unum-de-sta-ceppa/#comment-639</link>
		<dc:creator>Valerio Mele</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:58:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://intersettiva.it/2010/05/07/e-pluribus-unum-de-sta-ceppa/#comment-639</guid>
		<description>Un esempio di "violenza degli anarchici fuori controllo" in Grecia: 

http://www.youtube.com/watch?v=hkQ4YsRlFxI</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un esempio di &#8220;violenza degli anarchici fuori controllo&#8221; in Grecia: </p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hkQ4YsRlFxI" rel="nofollow" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.youtube.com');">http://www.youtube.com/watch?v=hkQ4YsRlFxI</a></p>
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		<title>Di: E pluribus unum de sta ceppa!- Rivistaeuropea</title>
		<link>http://intersettiva.it/2010/05/07/e-pluribus-unum-de-sta-ceppa/#comment-638</link>
		<dc:creator>E pluribus unum de sta ceppa!- Rivistaeuropea</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 12:49:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://intersettiva.it/2010/05/07/e-pluribus-unum-de-sta-ceppa/#comment-638</guid>
		<description>[...] Vai alla fonte      Condividi questo post: [...]</description>
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