Mag 11

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Il lutto questa volta - per un semplice caso - lo si dovrebbe portare per la morte, ennesima e reiterata, del diritto e della civiltà - nel senso di saper vivere insieme ad altri esseri umani, trattandoli da esseri umani.

I colpevoli saranno puniti, solo se saranno accertate delle responsabilità. E questo è come accanirsi su un cadavere.

Il ragazzo pestato dopo Roma-Inter non è stato riconosciuto in quanto cittadino della Repubblica. E’ stato identificato, con tremenda superficialità se non con orribile cattiveria, come un pericoloso individuo, alias: un ultrà! Gente che fa cose del genere.

Non servono i documenti, basta una presunta occhiata storta per identificare un idividuo. Anzi per scioglere l’individuo in uno scatolone di pregiudizio e non vedere più l’umano ma solo l’odio che fa venir la bava alla bocca.

Morale della favola:

Camminiamo chini, a testa bassa, al collo abbiamo le corde pesanti di Nostra Signora Violenza. Lei ci sta sempre accanto e ha i volti più disparati. S’annida ovunque e sa che la serviremo anche se dovessimo aver l’ardire di sciogliere la corda che ci stringe il collo.

Lei vincerà sempre finché saremo divisi in due sole categorie:

vittime e carnefici.

Lyndon

1 commento sino ad ora

  1. 1 Paolo
    19:51 - 11-5-2010

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