2 commenti sino ad ora

  1. 1 Alessandro
    13:31 - 18-5-2010

    L’articolo è davvero terribile.
    E lo è perché, al di là della forma (che non sempre condivido ma “de gustibus…”), centra in modo netto il nocciolo della crisi drammatica che sta attraversando questa società.
    La antinomia tra “capitalismo industriale” e “ceto criminale” è talmente vera che sempre più spesso è possibile assistere a delle dichiarazioni e manifestazioni contraddittorie all’interno della stessa “borghesia”.

    In altre parole è “paradossale” come, in alcuni casi, i principali critici (e in Italia gli unici) della distruzione del sistema educativo nazionale e del “general intellect”, facciano parte della stessa borghesia che governa.

    Vi ricordate la “lettera” di Celli al figlio? Credo che sia un valido esempio di queste “antinomie”.

    Il dramma “etologico” però, è che in questa nuova fase, le modalità operative del capitalismo finanziario sono le modalità tipiche di un virus così potente che non è in grado di lasciar sopravvivere la propria vittima prima di moltiplicarsi, arrivando così ad un annientamento generale.

  2. 2 Lyndon
    15:01 - 18-5-2010

    Il dramma “etologico”, terribilmente evocato, lascia spazio al ricordo di alcune ipotesi lontane più di mezzo secolo:
    http://www.golemindispensabile.it/index.php?_idnodo=16935&_idfrm=61
    E mi induce a pensare che sulle ceneri della borghesia delle grandi rivolozioni occidentali, gli sciacalli criminali saranno facilmente incatenati da forze provenienti da un tempo in cui la libertà che oggi perdiamo inesorabilmente non è mai esistita.
    Mi riferisco al “nuovo capitalismo” che cela il volto di giganti con gli occhi a mandorla che suonano le trombe del nostro Ragnarök.

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