Giu 10

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I rutti avrebbero salvato il mondo. Noi in preda al più naturale degli istinti: la fame, avremmo influito sul corso degli eventi del nostro pianeta ospitante.

Sembrerebbe quindi che proprio seguendo l'istinto naturale del predatore abbiamo finito per vestire i panni degli inquinatori, dei sovvertitori dell'ordine naturale del pianeta sin dalla preistoria.

Le lance e la caccia alla megafauna hanno avuto lo stesso ruolo del disatro della BP, dell'effetto serra. Anche se ai tempi invece di favorirlo lo ritardammo, allungando il freddo.

Ora, al di là dei dubbi che legittimamente si possono nutrire sull'effetto climatico dei rutti di mammut, la lettura di questo curioso studio mi fa venire alla mente i pensieri dell'agente Smith a proposito della classificazione biologica degli umani. Ricordate? Gli umani non sono mammiferi, per il loro rapporto con l'ambiente dovrebbero piuttosto appartenere ai virus.

E le orde di cacciatori preistorici, affamati di carne di mammut o di qualche altra megamacelleria ambulante come se ne trovavano soltanto una volta, in effetti si sono comportati come dei virus. Lo hanno fatto però con una inseroabile e naturale incoscienza, proprio come i virus. Non hanno scelto di proposito: "Bene Signori, siamo qui oggi riuniti per decretare la fine dei rutti di mammut e l'inizio dell'Antropocene"

Le orde di cacciatori cacciavano per sopravvivere e sopravvivendo hanno probabilmente contribuito a mutare il clima terrestre.

Noi, loro eredi contemporanei, siamo virus allo stesso modo? Cioè, stendiamo oleodotti su fondali oceanici e inquiniamo l'atmosfera per sopravvivere?

Soprattutto facciamo quel che facciamo per inconsapevole fame o per miope scelta di mercato?

L'agente Smith colpisce lo spettatore con la sua digressione biologica. Ma dimentica che gli uomini di oggi - quelli che per lui costituiscono i raccolti di Matrix - hanno la consapevolezza di quanto fanno - almeno per quanto riguardo coloro che creano i modi di produzione e sostentamento del consorzio umano mondiale - e agiscono nel modo più lontano possibile dalla cieca necessità naturale.

Se fossimo dei virus, dunque, non avremmo alcuna colpa, non faremmo altro che essere noi stessi. Come fecero i cacciatori di rutti.

Gli umani di oggi, al contrario, scelgono coscientemente di modificare il proprio ambiente fino ad esaurimento scorte, infischiandosene di qualsiasi ricerca di armonizzazione con l'ambiente.

Noi siamo coscientemente virali, fabbri della nostra realtà.

E come il più grande dei fabbri rischiamo di trasformare noi stessi insieme al pianeta che ci ospita, ché se si fa inferno la Terra noi finiamo per farci diavoli.

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Lyndon

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