Terra terra, ovvero se mi lascio guidare dalla panza
Masi chiama in diretta Santoro e si adegua alla moda del momento. Che poi la cosa buffa non è neanche l’intromissione a scopo intimidatorio, quanto il fatto che gli incursori incazzati adorano tagliare corto ed attaccare in faccia all’interlocutore di turno per non prendere inculate, un po’ come si faceva con gli scherzi al telefono per evitare di essere riconosciuti o di sentire risposte offensive.
Ma sì, è tutto uno scherzo. Signorini, Iva Zanicchi, la Santanchè, una comitiva di zoccole - e con questo termine intendo esprimere un antisessismo totale - senza nessuno scrupolo, vecchi abbronzati con il viso rifatto e i capelli finti/tinti. E’ uno scherzo.
Gioca Rosy Bindi, che ad Annozero dice di credere nei dieci milioni di firme che il PD vuole raccogliere per mandare a casa Berlusconi. Gioca quando dice che il PD può vincere le elezioni politiche con mille “se” e mille “ma”, specie dopo le primarie di Napoli, o che anche gli elettori del PDL ormai si pongono seri dubbi su Berlusconi e quello che gli sta intorno. Fa quasi simpatia.
Al contrario di Italo Bocchino, che afferma chiaro e tondo che il mandante dell’affaire-Tulliani è Berlusconi, che il ministro degli Esteri Frattini è solo un servo e che loro, Futuro e Libertà, pretendono le elezioni, vogliono andare al voto possibilmente a breve.
E’ questa la differenza. Nonostante tutte le remore, la solfa del “Paese che non accetterebbe e non capirebbe il voto” ha rotto i coglioni. E uno come Bocchino fa una gran figura, basta guardarlo mentre parla, fissare i suoi occhi, scrutare le narici che si allargano, la bocca in una smorfia disgustata. E’ questa la differenza. Futuro e Libertà è il risultato di un’operazione voluta e portata a termine da un gruppo di “bastardi” che conosce la politica, col pelo sullo stomaco e l’assertività come parola d’ordine.
Comincio ad accarezzare l’abusata idea della stima, mio malgrado.
S. Patrizio

