Ottobre 2011Archivi
Farewell
Resistere! E resisteremo?
Il Principe dovrebbe cadere. Il Principe non cade e non vuole farlo. Nessuno nella folla urla: “è nudo! Il Principe è nudo!” perché tutti sognano di regnare senza nemmeno uno straccio addosso. Folli a tal punto da pensare che il gorgo che ci sta inghiottendo è trascurabile e che l’unica cosa importante è arraffare il possibile, come dei drogati in crisi d’astinenza che sbavano e schiumano per una dose di metadone.
Mentre il mondo fuori si decompone, noi non riusciamo a smettere di pensare che ciò che conta è colpire il nemico, farlo sanguinare e soffrire di più, vorticando fino all’annientamento totale.
La battaglia contro le intercettazioni e la libera circolazione delle idee on-line non è forse giustificabile ora se non da questa ottica di reiterata legge del taglione: tu mi fotti la reputazione con le mignotte e i pappa, io ti lego le mani anche a costo di imbavagliare l’intera rete se necessario.
Così finiremo semplicemente per fare il gioco di sciacalli e avvoltoi che non attendono altro che divorare le nostre carcasse. E già stanno bevendo dalle pozze di sangue che sgorga dalle nostre ferite.
Quindi la domanda è: quanto tempo ancora pensiamo di resistere?
Per quanto riusciremo a essere convinti che le nostre vite stiano davvero seguendo la falsariga di quello che crediamo debba essere vivere?
Di quanto tempo abbiamo bisogno ancora?
Dal canto mio, faccio molta fatica ad ammettere che non possa far più nulla per raschiare dal fondo ancora un poco di speranza.
Faccio molta fatica, e voi?
Lyndon
LAPIDARI
La prima è ovviamente un sonoro sti cazzi per questa pantomima processuale, segnale della nostra - stavolta non solo italiana - affezione verso ciò che davvero è di scarsa importanza di questi tempi.
Ci concediamo però il lusso di ricordare quel coglione di Top Gun americano, che in pieno delirio Tom Cruise, ha causato la strage del Cermis.
In quell’occasione abbiamo riavuto indietro Silvia Baraldini, ferma restando la nostra più totale disponibilità a concedere basi aeree per effettuare il più grande e indiscriminato bombardamento a tappeto con armi convenzionali e non dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Quello nell’ex-Jugoslavia.
La seconda, più leggera, è un autocelebrazione della nostra consueta chiaroveggenza. Ve l’avevamo pur detto che il rocker di Zocca è solo un patetico reduce tossico degli anni ‘80. Musicalmente ed umanamente. Ma è sempre possibile peggiorare, non c’è dubbio.
I soliti poveri vecchi stronzetti



