Novembre 2011Archivi

Nov 09

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Con la solita lentezza anche il nostro governo cade, seguendo l’inevitabile destino che ha colpito Spagna e Grecia. Piano-piano ci siamo arrivati anche noi a dover rendere conto della crisi, anche se appariva solo una “moda passeggiera” fino a poco fa.

Abbiamo fatto resistenza ma alla fine meccanicamente anche noi dobbiamo chinare il capo sotto il peso di ingranaggi più grandi e inesorabili del nostro capriccio di far le cose all’italiana, tirando la corda, facendo i furbi fino all’utlimo istante.

E’ dunque per una conseguenza, dovuta alla crisi e al complesso modo di risponderle che l’Europa (Francia/Germania) sta attuando, che il governo italiano cade: ultimo carrarmatino che di fronte al tiro avverso dei dadi cede il territorio. Non c’è stata nessuna democrazia delle istituzioni o altre sue declinazioni che siano state capaci di strapparci la maschera berlusconiana. Senza lo sgretolarsi del sistema finanziario europeo  il Cavaliere avrebbe finito - incontrastato -  la sua legislatura, mantenendo saldo il dominio del suo show.

Se il nostro tiranno e il nostro perverso amore per lui fossero stati fatti a pezzi da qualcosa che non fosse finanziariamente determinato, se avessimo avuto l’ardire di seguire idee e indignazione, rabbia e scontento, se avessimo saputo coltivare il nostro giudizio, allora forse la caduta di Berlusconi avrebbe potuto avere a che fare con noi, con una nostra presa di coscienza del veleno che ci siamo sparati in vena per quasi vent’anni (parlo ovviamente delle ultime sirighe di veleno).

Non è così e lo vedo negli occhi dei cani che mordono le vesti del re.

Ma forse quando vedremo che il nostro marcio non verrà lavato via da un governo di transizione o dalla vittoria del Pd/terzo polo, allora ci renderemo conto di avere ancora l’ago in vena e di avere una dignità da rifondare.

Lyndon

Nov 07

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Da un punto di vista tattico-politico è ormai certezza: il governo rischia davvero di cedere, di sgretolarsi. La catastrofe è incaranata da uno dei simboli della politica berlusconiana: Gabriella Carlucci. Tale tasselo fondamentale per la maggioranza tradisce e passa all’Udc, il verdetto è ineluttabile e ha un sapore di divina punizione.

Forse la strada per i nuovi moderati è quella di chinare ancora una volta il capo sotto una spruzzata di cenere per ricevere un altro mandato divino e salvare questo nostro stanco paese.

Lyndon

Nov 06

 

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Addio alle vite degli altri

mentre noi sopravvissuti speriamo che il nostro dio personale

ci dimostri anche alla prossima disgrazia

quanto più tenga a noi che a qualsiasi altro estraneo,

dopo - come ora - fingeremo alcune lacrime e spereremo che anche gli altri riescano a ingraziarsi

il proprio dio.

 

Lyndon

intersettiva.it