Commentatori di commentatoriArchivi

Ott 12

Questa mattina mentre andavo a lavorare ho intravisto questo

o-mio-dio.jpg

 Pensavo non fosse possibile.

 Come al solito mi sbagliavo.

 Chi raramente sbaglia sono loro.

 Se invece volete sapere chi non è in grado di fare altro che collezionare commenti, allora andate qui.

 Saiola

Dic 20

Fortunatamente, La Repubblica ed il Partito Democratico non hanno rinunciato a raccontarci la loro versione dei fatti, suggerendo una nuova strategia della tensione e contribuendo ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, a farci capire come mai la sinistra italiana o quel che ne resta vive una crisi identitaria senza fine.

Il Partito Democratico, per bocca della sempre attenta senatrice Anna Finocchiaro, ha subito centrato il bersaglio: “Gli scontri alla manifestazione? C’erano degli infiltrati!“. Così ha tuonato massiccia l’elite democratica del paese, forte peraltro del recente corteo pacifico contro un Berlusconi dato inopportunamente per spacciato.

Repubblica non solo ha sottoscritto la tesi, ma ha rilanciato con un avvincente giallo (lo hanno definito proprio così): chi e’ l’uomo con la pala?!

Dalle pagine del quotidiano anche Roberto Saviano, che ha diviso le opinioni della nostra redazione nel recente passato,  ha avvertito l’urgenza di esserci e di mettere una buona parola, tra il complice e il paternalistico, con una lettera aperta agli studenti: la violenza è roba vecchia.

Ora, la mia premessa inutile e’ che le teorie idiote del centrodestra fanno ridere, proprio per la ragione opposta a quella sostenuta nel link. In realtà la Finocchiaro ed il PD sono carnefici e vittime di una pulsione tattica che li spinge ogni volta a fare la parte dei buoni, per non essere accusati di contiguità ideale con le violenze di piazza. Ma non ci sono dubbi che questa vicinanza sia inesistente, e non da oggi. La Repubblica poi e’ comica nel creare un insensato mistero, risolto nell’arco di 12 ore; infatti “l’uomo con la pala”, il provocatore mascherato, l’infiltrato neanche troppo segreto,  non era altro che un dimostrante sedicenne coinvolto negli scontri. Saviano aggrava, se possibile, la situazione, avendo indossato indebitamente i panni del pontefice che decide cosa è vecchio e cosa è nuovo, quali sono i metodi migliori e quali i peggiori per portare avanti una protesta. Nonostante la buona fede, si dimostra in odore di prossimità, mi si passi il paragone osceno, con Giampaolo Pansa, che divide e giudica la Resistenza secondo un astratto criterio, quello del buon senso decontestualizzato e staccato da qualsivoglia comprensione.

Il pericoloso clima da anni Settanta, anni in cui la maggioranza dei commentatori e dei politici inorriditi hanno tra l’altro fatto fortuna, viene agitato senza una particolare motivazione. Le avanguardie o le strutture (per usare termini tecnici ormai messi al bando da chi “certe cose le ha vissute”) presenti la mattina del 14 in piazza non avevano niente a che fare con il 1977. Sotto una lente che mostra la superficie, infatti, non si sono viste molotov o P38 e nessuno ha assaltato le armerie. Un finanziere ha impugnato una pistola per evitare che gli venisse sottratta e circondato da una ventina di persone è riuscito ad uscire indenne dall’aggressione, portando a casa l’arma e la pelle, grazie al cielo, sane e salve. Ho dei dubbi che negli anni Settanta se la sarebbe cavata. Ho dei dubbi che la gente presente fosse lì per sparare, fare barricate, “mettere a ferro e fuoco una città” come è stato scritto e detto con un’enfasi scioccamente allarmista da tante brave persone a modino.

Se un collegamento con altri decenni dev’essere trovato per forza, va ricercato probabilmente nella compattezza strategica di scuole ed atenei e negli scudi ironicamente ribattezzati “book bloc”, adottati in tutta Italia (e scommetto che molti di quei titoli costituiscono un vero rebus per parlamentari e opinionisti perbene).

Quello che proprio non si vuole o non si può capire è che non è in discussione cosa sia giusto e cosa no. Non so a voi, ma a me sembra cretino chiedere se sia giusta la violenza. E’ come chiedere se sia giusto ammazzare o rubare o essere mafiosi. No che non è giusto. Ma ogni caso e’ valutabile con lo stesso metro?

Prima o poi si sarebbero dovuti raccogliere i frutti di un clima politico avvelenato e povero, che ha trasformato l’Italia in un gigantesco stadio popolato da tifosi accecati. E i frutti sono arrivati. E’ stata la riuscita impresa di una classe politica sbandata, stancante, lontana, spocchiosa, sbruffona e parassitaria: farcire di nichilismo ogni prospettiva futura ed azzerare la percezione della speranza nel domani. Ammaestrare la società fino a farla vivere nell’incertezza totale, spegnere le idee seminando qualunquismo e omologazione, far credere che il più scaltro e il più spietato corrisponda al più brillante, mettere un paese sotto una cappa di sorda cupezza che non si respirava da molti anni.

Anche le domande e le riflessioni che appaiono normalmente condivisibili diventano stupide. Leggendo qua e là per la rete, tra quotidiani e pensieri sparsi, serpeggiano preoccupazione e sdegno per la macchina incendiata, per la vetrina rotta, per i bancomat dati alle fiamme. Molte, troppe chiacchiere sulle cose. Questa è l’altra faccia della violenza tanto condannata, e da un certo punto di vista si tratta di una violenza ancora peggiore di quella fisica, perché ignora completamente sentimenti umani come la rabbia e la frustrazione, preferendogli il valore contabile degli oggetti e del consumo: le automobili, i negozi del centro, gli sportelli bancari. Il dato, clamoroso eppure normale, sta nel fatto che tanto a destra quanto a sinistra la forma mentis di base è identica. Anzi, ci si e’ ormai talmente tanto berlusconizzati, che proprio certe reazioni vengono prima derise e compatite con sufficienza da tutti, salvo poi essere temute e stigmatizzate allorché  prendono forma concreta. Quando il gioco si fa duro, insomma, i duri non cominciano a giocare, ma si defilano e chiudono la porta con una doppia mandata.

 Allora si ricorre alle categorie del passato, quel passato che, come detto sopra, ha fatto la fortuna di un’enormità di personaggi illustri. Tuttavia il tempo scorre, i comportamenti mutano, le sensibilità si affievoliscono, scompaiono. Nessun manifestante di oggi, fatti salvi nostalgici novantenni, vorrebbe vivere in URSS o in Cina o nella Cambogia di Pol Pot. Si fa largo una generazione che ignora il concetto stesso di guerra fredda, di socialismo reale, che non riesce a concepire il Muro di Berlino, che non ha un nonno nato prima del 1945. Che da 16 anni a questa parte identifica la politica e un pezzo di storia d’Italia con Silvio Berlusconi e gli strascichi delle sue azioni, con la Lega e i suoi slogan da discount della civiltà.

Oggi uno studente calabrese fuori sede somiglia a un americano che frequenta un campus, ieri a Roma e a Milano si inneggiava al compagno berlinese o cecoslovacco o polacco e lo si invidiava pure, nascondendone le sofferenze e le privazioni. E’ molto semplice, quindi, fare paragoni inappropriati per chi ha un lavoro prestigioso e dopo la pensione continua ad occupare poltrone e scrivanie. Si sente dire spesso che i “giovani” (categoria vaga che parte dai 16 ed arriva ai 35 anni) non hanno valori, non hanno ideali, sono cresciuti davanti alla tv e alla Playstation. Ma chi ha contribuito ad abbattere i valori e a vandalizzare gli ideali, ad elevare la televisione a Verbo, a lasciare i figli soli in un mare anaffettivo, sacrificandoli sull’altare della competitività e delle ambizioni personali?

Il vero timore dei rappresentanti del buon senso sta nel guardarsi allo specchio e vedere riflessa l’ombra di un ragazzo incappucciato che lancia un sampietrino. Hanno plasmato una generazione costretta a fermarsi sul presente, che pretende a gran voce ciò  di cui ha bisogno, e ne hanno paura, poiché sanno quanto egoismo e quanta indifferenza verso il prossimo può stare in una simile attitudine. Dopo il Sessantotto e la militanza degli anni Settanta, dopo il crollo delle ideologie, dopo aver fatto tesoro della corruzione materiale e morale, si trovano a dover competere con chi è nato e cresciuto tra cinismo e spregiudicatezza. E non sono abituati.

Ma tant’è.

Dalla parte dei cattivi ufficiali, quelli che senza indugio hanno seguito la lezione del Grande Vecchio, fioccano nel frattempo le provocazioni (ma senza pala, per la serenità di Repubblica):

Alfredo Mantovano, che sarebbe tra le altre cose un magistrato, ha proposto il Daspo per i manifestanti, riducendone le istanze a tifo da curva. Il mite terrorista Gasparri, asciugata la bava agli angoli della bocca, di fronte alle telecamere ha alzato la posta offrendo una pacifica soluzione alla cilena: e perché non un bell’arresto preventivo?

Maroni valuta. Forse tenterà un colpo da maestro: introdurre la tessera del manifestante, dopo quella del tifoso. In tal modo prenderebbe due piccioni con una fava; da un lato schedare chi partecipa ai cortei, dall’altro assicurarsi che chi distrugge un bancomat, lo faccia almeno in maniera indolore, con una carta di credito in tasca.

Un’ottima mossa, che piacerebbe al paese.

maschere_antigas1.jpg

S. Patrizio

Mag 21

manvsgod_2.jpg 

Alcuni apprendono la notizia del giorno - che è una pillola di scienza per mandar giù un fiotto di bile da crisi, per sperare o temere guardando a tempi futuri - come segno della intelligenza degli umani. Peccato che gli stessi pensino che sia altrettanto intelligente adorare un sudario.

Altri si chiedono - usando l’intelligenza in modo più appropriato - cosa voglia dire per la genetica e soprattutto per i suoi risvolti filosofici aver creato una cellula sintetica, dalla riconosciuta paternità digitale. Cioè: essersi spinti in quella zona d’ombra che separa vita da non vita, aver acceso l’interruttore che permette a una serie chimica di autoreplicarsi, quali conseguenze ha nel nostro modo di vedere il soffio vitale che ci anima?

Di nuovo la biologia e la genetica ci mettono di fronte al posto che gli uomini hanno in natura, ci chiedono in che misura dobbiamo sentirci diversi e speciali di fronte all’inesorabile matrice naturale.

Questa scomoda domanda è forse - più o meno consciamente - presente nel commento dell’attore Rutger Hauer.

Se quell’interruttore fosse stato possibile girarlo per i replicanti, le loro cellule si sarebbero potute riprodurre come quelle degli umani e il tempo di morire e di vivere sarebbe stato condiviso da entrambi. E il discrimine fra replicanti e umani si sarebbe dissolto come lacrime nella pioggia.

E forse saremmo potuti essere anche più vicini ai nostri amici d’infanzia.

Lyndon

Feb 04

Gli Dei Intersettivi, più nobili, potenti e vendicativi di quelli comunemente adorati dalla stolida massa, si sono alzati durante un’assemblea del pantheon al gran completo e con sguardo torvo e incazzato hanno dato un’occhiata quaggiù. “Questi nostri protetti stanno insistendo, vediamo un po’ perché“, devono aver pensato. E, zac!, manco a farlo apposta, ecco che lo strale ha colpito iMussolini, assumendo sulla Terra le sembianze di Luciano Sovena, amministratore delegato dell’Istituto Luce. Ora voi direte che dietro si cela una vile faccenda  economica, che questi file si possono trovare ovunque, che la nostra non è vera fede e blablabla. Ma il dato è molto più complicato di quel che si può immaginare e certi eventi si verificano per un volere superiore, di cui noi non abbiamo colpa. Convinti? No? Eppure è più o meno la spiegazione che, in termini mondani, ha voluto dare l’imprenditore Luigi Marino, il quale nel frattempo aveva miracolosamente visto raddoppiare il prezzo della sua trovata. Il Nostro, infatti, ha detto che la responsabilità sul materiale non è mica la sua, è di Apple. Adesso sarete più convinti, sì? A dare man forte all’autore si sono levati gli scudi ormai indistruttibili degli imussoliniani, uniti in nome della  libertà telematica dittatoriale (sì, lo sappiamo, non significa un cazzo) e della Patria virtuale, con una parola d’ordine sola, categorica e impegnativa: vincere!

 Sempre da qui :

Potrebbero anche attaccarsi alle leggi contro la propaganda fascista, me se lo facessero si coprirebbero di ridicolo con l’effetto di rendere i fascisti assai piu’ simpatici all’opinione pubblica. Infatti, in un paese in cui da sinistra si levano voci sulla liberta’ di stampa, vedere gli stessi personaggi che invocano la censura sulle idee altrui e’ a dir poco cabarettistico.” (Gianluca) - secondo il quale le vittime della Shoah sono cabarettisti di sinistra -

“Io l’applicazione l’ho installata sul mio Iphone e la consulterò tutte le volte che vorrò. Alla faccia di certi benpensanti.” (Leonardo da Vinci) - nomen omen: genio che ha fregato i retrogradi -

“Se fossero stati i discori di Stalin (1.500.000 persone giustiziate - vedere wikipedia) o Lenin nessuno avrebbe fatto polemica. La solita liberta’ della sinistra: sei libero di pensare e di esprimerti solo se hai le mie stesse idee.” (Marco) - che la pensa come Gianluca sugli ebrei aggiungendo che se sei fascista non hai mica le stesse idee degli altri -

“iMussolini non c’è più: rimossa ??? un buon motivo perchè io non acquisti (come programmato) un i-Phone !!!” (Stefano) - che avrebbe voluto spendere 600 euro solamente per scaricarsi iMussolini -

“Ebbene, continuiamo pure a rimanere un popolo di CAPRONI dove si puo´ solamente parlare di comunismo, pacifismo e di buco dell´ozono… Per chiudere:il diritto di democrazia non e´ mai esistito o, meglio detto esiste solo per certi individui… MA VERGOGNAMOCI” (Alpago75) - che pudicamente riflette sul popolo italiano caprone, manco l’applicazione l’avessero scaricata tutti -

“Ipocriti comunisti, dovrebbero mettere al bando anche questa parola a nome di tutti i morti che il comunismo stesso ha fatto all’epoca (…) Cmq, dopo questa ennesima notizia ho deciso di vendere il mio iPod 8 gb. NOn vale la pena di scaricare più nulla da AppStore.” (Mark) - che è un po’ come Gianluca e Marco e un po’ come Stefano e a proposito, a qualcuno interessa il suo iPod? - 

“Non tutta l´Italia ha vissuto lo stesso periodo con la stessa partecipazione in prime persone.” (Gigi) - che fa le dovute distinzioni -

“Mi chiedo se si sarebbe scatenato lo stesso pandemonio se invece di IMussolini, ci fosse stato IStalin, ha ammazzato lo stesso numero di persone di Hitler, e qualcuno sostiene anche di più. Aaahh! Ma che stupido, i suoi morti valgon meno, perchè lui la guerra l’ha vinta! Pazienza, tanto l’aplicazione ho fatto in tempo a scaricarla ;-))” (Angelo) - che ragiona su vincitori e vinti, ma alla fine lui sì che è furbo -

“I ragazzi di sinistra che ci danno dei fascisti non conoscono la storia e sono ottusi perchè vedono solo il Duce come nemico (…)” (Oberto) - che conosce la storia, come Gianluca, Marco e Mark, e nonostante gli diano stranamente del fascista è  amico del Duce -

la-jetee-man-2.png

Siamo passati anche qui, per leggere i moderati:

Di questo passo oltre alla storia, costoro vorranno cancellaranno anche i libri di Pansa? Decisione sciocca” (Pulmino) - che se gli tolgono i libri di Pansa come si fa? -

Mi sembrano matti . Perchè non abolite anche il “De bello gallico” (Plicplio) - che tra Mussolini e Giulio Cesare non c’è proprio nessuna differenza -

“la cosa che mi fa ridere è che ci si scandalizza per queste cose sul fascismo quando ricordiamo che il comunismo ha fatto MOLTI più morti del fascismo in tutto il mondo” (Psycoma) - che ride mentre fa la conta dei morti -

“Posso scaricare un film Porno, giochi violenti, ma il discorso del Duce no… Qul’è il motivo? Un motivo serio intendo, non da comunista. Io ho l’I-phone ma di scaricare i discorsi del Duce non me ne è mai fregato niente, ora invece farò di tutto per averlo, in barba alla censura!!!!!!” (Paolo81) - che dopo il porno e i giochi violenti adesso deve proprio ribellarsi contro questi censori! -

“fra un pó anche le librerie dovranno eliminare dagli scaffali i libri su fascismo, nazismo, comunismo? i loro proprietari saranno accusati delle nefandezze di questi regimi solo perché li mettono a disposizione? ma la vogliamo finire con questa aberrante, illegittima, antidemocratica situazione per cui quando si parla di qualcosa che tocchi, anche minimamente e lontanamente, l’argomento “ebreo” la societá si deve inchinare a questi diktat?” (Galberio) - che non sopporta più l’argomento “ebreo” e tutela gli storici come Luigi Marino -

“ora per parità di diritti eliminiamo anche le bandiere e le magliette con falce e martello, i discorsi di Lenin e Stalin, così come i loro nomi che deturpano le Vie delle città italiane…” (Mino79) - che “tutto il mondo è un App Store” -

“il fatto della denuncia di Cinecittà è solo l’appiglio legale, c’è qualcuno che vuole nascondere la Nostra Storia perché sa di essere in malafede quando parla di Democrazia , c’è andata bene , potevamo essere anche noi Jugoslavia !!!!”(Nickname Nickname) - che ha capito tutto, ma tutto -

“I fatti sono testardi e la storia, prima o poi, si prende la rivincita. Perché temere, nel 2010, la verità?” (Gantonio) - che la storia e la verità la cerca nei discorsi di Mussolini -

“Com’è che se erano i discorsi di Stalin non avrebbero alzato sto polverone? Anzi, magari li avrebbero raccomandati a scuola.”(Kontorotsui) - che si sa, notoriamente Stalin faceva discorsi agli italiani -

“Spero che la decisione del ritiro sia dovuta solo al tentativo di evitare una denuncia per violazione del diritto d’autore. Qulasiasi altro motivo sarebbe una resa vergognosa alla prepotenza inaccettabile delle lobby ebraiche nostrane e d’oltremare.” (Emigra) - che non vuole arrendersi all’infame complotto giudaico-massonico -

“Visto che è stata rimossa(e i motivi credo siano diversi dal non aver pagato i diritti alla Luce) invito tutti i possessori di uno smartphone ad andare su youtube e divertirsi ascoltando Benito alle prese con la piazza compiacente. E’ tutto gratis e se si vuole ampliare la conoscienza, ci sono anche quelli di Adolf. Avendo tempo c’è qualcosa anche su Losif(stalin) e Saloth Sar(polpot ma solo documenti)” (Lolly71) - che li chiama tutti per nome, avendoli conosciuti in rete -

Ora, non sappiamo chi vincerà questa causa, né se si andrà davvero in tribunale. Ci importa poco. Dopo i commenti riportati, che sono una minima parte rispetto ad un pensiero piuttosto diffuso, si può veramente ritenere l’Italia un paese di individui capaci di intendere e di volere? Gente che fa contorsioni mentali impressionanti, pur di non riconoscere una minima responsabilità nei genocidi del secolo scorso, gente il cui unico  scopo è identificare un nemico contro cui fare gruppo. Gente che di fronte all’obiezione etica cerca la prima scappatoia utile e ci si infila spedita.  Non mi sorprenderei se tra qualche anno uscisse fuori un quadro tipo: i comunisti e gli ebrei si erano alleati segretamente per far salire il socialista Mussolini al potere, voltandogli poi le spalle dopo averlo condotto ad una svolta autoritaria per passare da vittime ed ottenendo così il controllo sulle decisioni politiche italiane ed europee. Il tutto magari corroborato da qualche leggendario documento saltato fuori ex abrupto dal solito doppiofondo di valigia/intercapedine/diario segreto o a questo punto pure da una custodia di iPod. In passato stronzate simili hanno attecchito. E nulla al momento lascia pensare ad un possibile irrobustimento del senso critico del “commentatore medio”. Danno da pensare in particolare i richiami alla democrazia di persone sedicenti libere.  A rigor di logica per parlare di democrazia e libertà tutto si dovrebbe fare, tranne parteggiare per una dittatura. Tentando, tra l’altro, di salvarla con un’argomentazione tanto imbecille quanto indegna: la gara tra i tiranni mondiali a chi ucciso meno e meglio. Ma, appunto, procedere per logica è un esercizio troppo faticoso. Alla prossima.

S.Patrizio

intersettiva.it