La mamma del coglione è sempre incintaArchivi

Apr 11

Si muovono le legioni del Cristo attorno al Soglio Pontificio. E contro il nemico si lanciano strali e moniti dal vecchio sapore di sempre.

Dalle parti capitoline, che prima di tutto son papaline, si è sviluppato il senso dell’ironico ridere contro il vomito che esce dalle fogne a cielo aperto.

Come si dice: ridemo pe’ nun piagne de noi stessi!

Lyndon

Mar 27

Sono sincero, l’ignoranza non mi permette di sapere in quale altro paese del mondo un Primo Ministro collochi tra i bastoni che impediscono alle sue ruote di girare un conduttore televisivo. A dire il vero, non so neanche dove lo stesso conduttore dedichi sistematicamente ogni suo discorso al Primo Ministro.

Sui piatti dell’ipotetica bilancia, tuttavia, il peso delle due figure è nettamente squilibrato a favore della prima, se non altro perché un Presidente del Consiglio dovrebbe guidare la vita di un intero paese, incarico che non è delegato a chi guida trasmissioni in televisione. Certo, questo è un discorso puramente razionale. In Italia, attualmente, il Premier è anche, e soprattutto, un uomo di spettacolo che indossa spesso e volentieri i panni dell’intrattenitore. Quindi è normale che si verifichino casi simili e che vengano usati i classici espedienti della rivalità professionale per mettere a tacere l’antagonista che tenta di rubare la scena.

Ma, dicevo, c’è uno squilibrio. Perché il primattore può servirsi dei comprimari della compagnia, mentre l’odiato avversario, con antipatia e faziosità, raccoglie da solo i frutti delle sue intuizioni e suscita, in bene e in male, curiosità, eccitazione e interesse.

A questo punto deve subentrare il coup de theatre. In genere le condizioni sono due e sono opposte: o te li fai amici quando non puoi sconfiggerli oppure alzi il livello dello scontro. Si sta battendo la seconda strada, vista l’impossibilità di percorrere la prima. D’altronde il solco era stato tracciato. Smarcarsi da ogni responsabilità, passare da aggressori ad aggrediti, far ricadere le colpe sullo sfidante ed annichilirlo con un argomento a cui non si può replicare.  Incredibilmente, l’uomo più amato d’Italia riceve a stretto giro di posta non una, ma due minacce di attentato alla sua vita. E tutto ciò in seguito allo show dell’odio. Sarà un caso?

 Il cerchio si stringe intorno al nemico. Un conduttore televisivo.

S. Patrizio

Mar 23

 Tranquilli, si riferiva al segno zodiacale.

[Via Manteblog]

Saiola

Mar 16

Immaginiamo per un momento che l’Italia sia una paese unito da Nord a Sud, un paese in cui si condividano fattori aggreganti (che valori ci sembra un tantinello esagerato) di identità nazionale quali la religione, la famiglia, la patria, la solidarietà, la libertà di pensiero. In pratica quelle cose che in gergo calcistico si dice “facciano spogliatioio”, che poi altro non è se non una pietosa locuzione (whisful thinking direbbero gli inglesi… e domandiamoci perchè tutti cerchiamo di imparare bene l’inglese - ovvio, per raccontare cazzate con più stile)  per enucleare il concetto “è una pippa ma vediamo se riusciamo a cavarne qualcosa di buono”. E tant’è che proprio detta elencazione di buone intenzioni ricorre in maniera più o meno esplicita ma sicuramente trasversale (o bipartisan se preferite continuare il trend anglofilo, che paura…)  nei discorsi, nelle dichiarazioni o nei programmi di chiunque si senta autorizzato a dare un senso al proprio apparato fonatorio o comunicativo in senso più ampio (non valgono ad esempio i borborigmi di Gasparri).

Comunque, tornando a noi, non vi abbiamo mai preso in giro e sappiamo che una richiesta come quella iniziale necessita di un certo qual sforzo. Così, mentre voi vi impegnate a tal fine, noi proviamo ad andare avanti con il ragionamento.

Quali ostacoli si potrebbero frapporre tra questa visione paradisiaca e la realtà? Nessuno, apparentemente. No, scusate, ci siamo espressi male: nessuno. Apparentemente. L’ostacolo è un avverbio.

State ottenendo qualche risultato? Riuscite a sentire l’orgoglio pervadervi? Forza, non prendiamoci in giro, nessuno di noi è capace di tanto… e allora …

La realtà è che questo è un paese frammentato geograficamente e culturalmente ed esistono movimenti locali che sono diventati partiti di governo, con esponenti di primo piano che con la concordia e l’unità ci si fanno, prosaicamente, un nodo al cazzo senza il bisogno di chiedere scusa. Nella realtà, esiste anche un Ministro della Difesa, che pure è capo dell’esercito, il quale in seguito al pastrocchio delle liste regionali spara frasi a caso come queste, facendosi scudo con la democrazia e la libertà che gli hanno permesso di stare dove sta, nonostante le digerisca poco e male.

E allora quasi non si fa caso a notizie come questa. O se ci si fa caso, le si minimizza. Tuttavia ci stavamo chiedendo in quale misura si debbano considerare la democrazia e la libertà in un caso simile. Ci stavamo chiedendo se sia la quantità o la qualità a prevalere, perché ormai sembra che avere una maggioranza voglia dire fare come cazzo ci pare (abbiamo cercato di rendere questo ultimo concetto nel più consono inglese senza inficiarne la portata semantica. Dopo brevi consultazioni, abbiamo desistito).

Insomma, dov’è il problema se un tizio qualunque decide di prendere contatti con questo sito, di aderire alle loro proposte, di comprare magari un bel costume di carnevale (solo 160 dollari per il completo in raso è un affare, lasciatecelo dire) e di indossarlo per qualche simpatica rimpatriata fra amici? La libertà è sacra in una democrazia, ma a quanto pare ormai il magico binomio viene usato con una certa discrezionalità.

Vogliamo dar retta al Presidente del Consiglio, prenderlo in parola. E ci aspettiamo pertanto che si faccia qualcosa per questa gente incappucciata ed i loro sacrosanti diritti. Che poi, a ben guardare, per come siamo ormai abituati, cosa propongono di tanto anomalo?

Un Santo e un Fighissimo qualunque

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