Immaginiamo per un momento che l’Italia sia una paese unito da Nord a Sud, un paese in cui si condividano fattori aggreganti (che valori ci sembra un tantinello esagerato) di identità nazionale quali la religione, la famiglia, la patria, la solidarietà, la libertà di pensiero. In pratica quelle cose che in gergo calcistico si dice “facciano spogliatioio”, che poi altro non è se non una pietosa locuzione (whisful thinking direbbero gli inglesi… e domandiamoci perchè tutti cerchiamo di imparare bene l’inglese - ovvio, per raccontare cazzate con più stile) per enucleare il concetto “è una pippa ma vediamo se riusciamo a cavarne qualcosa di buono”. E tant’è che proprio detta elencazione di buone intenzioni ricorre in maniera più o meno esplicita ma sicuramente trasversale (o bipartisan se preferite continuare il trend anglofilo, che paura…) nei discorsi, nelle dichiarazioni o nei programmi di chiunque si senta autorizzato a dare un senso al proprio apparato fonatorio o comunicativo in senso più ampio (non valgono ad esempio i borborigmi di Gasparri).
Comunque, tornando a noi, non vi abbiamo mai preso in giro e sappiamo che una richiesta come quella iniziale necessita di un certo qual sforzo. Così, mentre voi vi impegnate a tal fine, noi proviamo ad andare avanti con il ragionamento.
Quali ostacoli si potrebbero frapporre tra questa visione paradisiaca e la realtà? Nessuno, apparentemente. No, scusate, ci siamo espressi male: nessuno. Apparentemente. L’ostacolo è un avverbio.
State ottenendo qualche risultato? Riuscite a sentire l’orgoglio pervadervi? Forza, non prendiamoci in giro, nessuno di noi è capace di tanto… e allora …
La realtà è che questo è un paese frammentato geograficamente e culturalmente ed esistono movimenti locali che sono diventati partiti di governo, con esponenti di primo piano che con la concordia e l’unità ci si fanno, prosaicamente, un nodo al cazzo senza il bisogno di chiedere scusa. Nella realtà, esiste anche un Ministro della Difesa, che pure è capo dell’esercito, il quale in seguito al pastrocchio delle liste regionali spara frasi a caso come queste, facendosi scudo con la democrazia e la libertà che gli hanno permesso di stare dove sta, nonostante le digerisca poco e male.
E allora quasi non si fa caso a notizie come questa. O se ci si fa caso, le si minimizza. Tuttavia ci stavamo chiedendo in quale misura si debbano considerare la democrazia e la libertà in un caso simile. Ci stavamo chiedendo se sia la quantità o la qualità a prevalere, perché ormai sembra che avere una maggioranza voglia dire fare come cazzo ci pare (abbiamo cercato di rendere questo ultimo concetto nel più consono inglese senza inficiarne la portata semantica. Dopo brevi consultazioni, abbiamo desistito).
Insomma, dov’è il problema se un tizio qualunque decide di prendere contatti con questo sito, di aderire alle loro proposte, di comprare magari un bel costume di carnevale (solo 160 dollari per il completo in raso è un affare, lasciatecelo dire) e di indossarlo per qualche simpatica rimpatriata fra amici? La libertà è sacra in una democrazia, ma a quanto pare ormai il magico binomio viene usato con una certa discrezionalità.
Vogliamo dar retta al Presidente del Consiglio, prenderlo in parola. E ci aspettiamo pertanto che si faccia qualcosa per questa gente incappucciata ed i loro sacrosanti diritti. Che poi, a ben guardare, per come siamo ormai abituati, cosa propongono di tanto anomalo?
Un Santo e un Fighissimo qualunque

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