Lo sapevate? Sapetelo!Archivi

Mag 26

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La polemica circa l’applicazione Imussolini deve essere rimasta indigesta a quelli di Libero che, per proteggere la libertà di opinione in questo paese, hanno avuto una pensata geniale:

l’iphone è ancora per pochi, soprattutto il futuro di questo paese, gli over 60, faticano ad utilizzare i dispositivi elettronici di ultima generazione, allora perché non regalare i discorsi del caro scucchione raccolti in un bel DVD?

Elementare no?

Saiola back in action

Mag 14

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La globalizzazione lancia sfide ardue. Sfide che però in quanto italiani non possiamo rifiutare. Il nostro Governo ha a cuore la sicurezza di noi cittadini e per questo ci protegge da minacce di ogni sorta. Ci protegge, il nostro scrupoloso Governo, persino dalla diffamazione. Esso non può permettere che le denigrazioni e le false notizie rovinino la reputazione degli onesti contribuenti.

Allora sì certamente! Per evitare che la menzogna dilaghi è necessario, nonché auspicabile, che chiunque si alzi e dica qualcosa su qualcuno o la scriva magari sul web, ricettacolo principale delle notizie diffamatorie, debba rettificare il proprio vilipendio alla verità in 48 ore.

Il Governo non è, dunque, soltanto accorto e di puntiglioso zelo nel difendere il cittadino dal pettegolezzo e dalle malelingue digitali, esso è anche depositario previdente della verità. Esso sa riconoscere quando la vede svolazzare nella rete digitale una notizia falsa. L’aspetta al varco, attende 48 ore e se non se ne chiede scusa per averla lasciata libera di maledire: giù con una bella multa salata.

Che dire, mie cari, noi non temiamo di certo alcuna sanzione. Noi siamo in perfetta sintonia con la verità. Noi confidiamo nel Governo che riconoscerà le nostre opinioni come conformi alla verità, al di là di ogni ragionevole dubbio.

Anzi a dirla tutta, soprattutto per tranquillizzare i nostri lettori, se il Governo dovesse seguire l’illuminato esempio cinese, potremmo tranquillamente aspirare a servire il bene comune, a servire la verità.

Sebbene il nostro contributo di certo non potrà nemmeno sfiorare ciò che è nelle potenzialità di certe aziende, assai vicine all’interesse comune, che in un immediato futuro garantiranno la qualità della rete proteggendo gli internauti da tutti quei pirati digitali che si servono dei peer-to-peer. Ci riferiamo a quei programmi che tanta potenza di rete risucchiano per sé e per sé soli, impedendo ad altre applicazioni di raggiungere velocità idonee per gli onesti internauti. Per fortuna è stata avviata già una fase di sperimentazione che individuerà con tecniche di avanzatissimo Network Management questi insidiosi, illegali e dispendiosi programmi.

Tutti i corsari, pirati infigardi delle rete saranno controllati e puniti come si conviene. Al contrario gli onesti saranno sempre riconoscibili nei loro corretti e perfettamente conformi a verità percorsi in rete.

Infine, quand’anche e in ogni caso quanto da noi fin qui dimostrato non dovesse bastare a certificare la nostra fedeltà, facciamo la solenne promessa:

Di dire la verità e soltanto la verità, lo giuriamo!

INTERSETTIVA VERACE E VERITIERA

P.S.

Si suggerisce al Governo di proteggerci anche dalle banconote “cattive”, seguendo un altro illuminante esempio.

Mag 11

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La Binetti esulta. Insieme a lei un sorriso deve farlo anche l’ex ministro Fioroni. Sui titoli dei giornali ci va Maria Stella Gelmini. Credo però che a quest’ultima tocchi maggior gloria mediatica soltanto perché le è capitato di essere l’attuale ministro di turno della pubblica istruzione italiana. Immagino che tutti e tre, da buoni zelanti e pii cristiani, esultino all’unisono. (Questo anche per far riflettere sull’armonia delle sfere del complesso sistema politico nostrano)

La notizia è di quelle a cui siamo abituati.  E’ una notizia che ormai invecchia e diventa noiosa solo a scorrere le prime righe. In sostanza: la religione riassume un ruolo paritario alle altre discipline riconosciute dalla Repubblica nel concedere crediti agli studenti delle scuole pubbliche. E’ vero ci si affretta a dire che ciò varrà solo per quegli studenti che scelgono di avvalersi dell’insegnamento della religione. Per loro, dopotutto, tale disciplina diviene obbligatoria e, dunque, perché non far raccimolar loro crediti grazie allo studio religioso? A dirla così non fa una piega, quasi si stenta a credere che una cosa talmente lineare abbia ricevuto l’opposizione del TAR del Lazio, nonché la denuncia di associazioni laiche e non cattoliche - come si legge nell’articolo di Repubblica on-line. Però nel testo di Salvo Intravaia si omette - chi sa per quale motivo? - di sottolinare che il ragionamento addotto dal Consiglio di Stato non tiene conto del fatto che l’insegnamento della religione nelle nostre scuole è in realtà un catechismo malamente camuffato. Se, infatti, si trattasse di una desciplina che insegni agli alunni ad analizzare la religione in quanto sfaccettato e polimorfo fenomeno antropologico e storico, non vedo quali problemi ci possano essere nel dare a una tale disciplina dei crediti formativi - cioè un valore nel processo di crescita di un cittadino (suona meglio  vero?).

Il fatto è che così le cose non stanno. Lo sanno tutti. Lo sa chi esulta, che sia dotato di potere o che non lo sia. Lo sa chi si oppone a tali storture. Lo sa molto probabilmente il Signor Intravaia.

Ora, per quale motivo un giornalista di Repubblica non debba mettere in evidenza in modo chiaro come ciò che prima ha tentato Fioroni e che oggi riesce alla Gelmini è, nella sua pericolosa trasversalità, l’ennesimo colpo alla laicità della nostra morente Repubblica? Spero che Intravaia abbia remore diverse dal semplice fatto che lo stesso articolo avrebbe potuto avere Fioroni o la Binetti nel titolo e la Gelmini fra i politici citati. Ma, sapete? Ci credo poco che vi siano motivi diversi.

Intanto su un fronte più sostanzioso e succulento la Cei fa sentire la sua voce - e chi sa se alcuni neoeletti Vassalli non si affretteranno ad allinearsi. Il federalismo sembra essere cosa inevitabile anzi ormai per molti auspicabile. Mai come adesso le forze cattoliche hanno la possibilità di rimodellare l’assetto istituzionale del nostro Paese: un’ occasione forse anche più ghiotta dei Patti lateranensi. Si parla di solidarietà, di diritto alla vita e alla sanità, si parla di cittadinanza ai figli degli stranieri. Infine si ricorda di non lasciare indietro i bisognosi in questa corsa a diventare regionali. Tanto lo sappiamo che un’Italia ancor più campanilistica e divisa sarà ancor più debole di fronte all’internazionale e globalizzato mondo cattolico. Lo sappiamo, vero?

In conclusione una bella notizia - intendiamoci bella in relazione alle prime due. Nel profondo Nord-Est si potranno gettare le ceneri al vento dei cari estinti. Ci sono parecchie cose di cui accertarsi prima ma si può fare.

Ah! I miracoli dell’autonomia regionale!

Lyndon

Mag 06

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Stasera ad Anno Zero si sta parlando della casa di Scajola.

Nel servizio di apertura il giornalista ha intervistato Lori Del Santo, coinquilina dell’ex ministro, dal suo terrazzo con vista sul Colosseo.

Lo scambio di battute è andato più o meno così:

giornalista (affacciandosi dal terrazzo): “beh ma da qui si ha la vista più bella di Roma!”

Lori Del Santo: “no, non è la più bella, Roma è tutta bella!”

Alessandro

Apr 20

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Agli Intersettivi piacciono le mappe, ne segnalo dunque un paio dal New York Times:

1 & 2

Sempre da uno sguardo yankee giungono altri contributi al fenomeno naturle del momento, capace di ricordarci apocalittici e immediati destini, di oscurare l’inquinamento umano, e persino di rimandare la prima britannica di Iron Man 2.

Per chi invece avesse voglia di riflettere sulle magnifiche sorti e progressive e su quell’inesorabilità della natura che fa mostra di sé senza pietà, La Ginestra è un ottimo modo per fare qualche buona considerazione sugli ultimi sviluppi terrestri proprio a proposito di vulcani dormienti.

Infine, pongo un quesito che mi frulla in testa da un po’:

Quanto si nasconde di antropo-siamo-i-più-intelligenti-dei-viventi-centrismo dietro alla nuova religione ecologica - fra l’altro, “musicalmente” celebrata a breve proprio qui nella Capitale? Quanto c’è di egoistico e di ottusamente miope nel pensare che la Terra abbia a dolersi dell’effetto serra e del riscaldamento globale? Capisco le esigenze retorico-comunicative per far presa sul grande pubblico, ma opponendo agli inquinatori senza scrupoli dei santoni mezzi druidi, candidi e puri che si sincronizzano con MadreTerra e professano il Verbo Ecologista non rischieremmo di sostituire il cinico e stupido sfruttamento con un forse più pericoloso culto dell’ecosistema? Non si tratterebbe di una specie di risposta fideistico-new age alle mostruosità del capitalismo di ventura e senza scrupoli?

Insomma, per farla più semplice: a dar retta a chi ci dice di essere i salvatori della Terra, di prendere sulle nostre spalle il compito di salvaguardare la Terra dagli impuri inquinatori non passeremmo dalla padella alla brace?

Intendiamoci, non sto dicendo che opporsi ai cambiamenti climatici in corso sia sbagliato, che in quanto matrigna e inesorabile Madama Natura può pure andarsene all’Inferno. No, sto dicendo che ciò che stiamo distruggendo o ciò che vorremmo salvare non è la Terra è molto più onestamente la nostra casa. Alla Terra non interessa della CO2 in eccesso o del petrolio fra i coralli. Alla Terra non interessa punto. A suoi occhi - perdonatemi l’umana analogia - che erutti un vulcano islandese o spuntino le foglie agli ippocastani che stan di fronte alle finestra della stanza in cui scrivo non fa alcuna differenza.

La differenza la sentiamo noi. Se farà più caldo e i mari si alzeranno la differenza investirà noi non la Natura. Lei è per noi come quella che appare all’Islandese del dialogo.

Ciò che facciamo nel bene e nel male lo facciamo a noi stessi.  E riconoscere questa condizione dopotutto sarebbe il pungolo migliore per rimediare ai tremendi errori commessi.

Lyndon

intersettiva.it