Io porto le mutande
La perversione non ha limiti. La mia ancor meno e voglio vedervi tutti cadere in questo baratro (ma con al collo una bella cravatta camouflage, si capisce)
Saiola
Legno, lava, lavagna, livore e Lavoisier. E non dite di non sapere il perché. Voltandosi ha intravisto il motivo. “Odore di specchio” pensò… ________________________________________________________ Il tuo semi-quotidiano di Alta Dietrologia Applicata
La perversione non ha limiti. La mia ancor meno e voglio vedervi tutti cadere in questo baratro (ma con al collo una bella cravatta camouflage, si capisce)
Saiola
A tutti gli atei si comunica una notizia strabiliante:
Se a Umberto Bossi si propone la laurea honoris causa in Scienze della Comunicazioni si può affermare con certezza che non si ha più alcun bisogno di Dio per raccontarci come è nato l’universo.
Bisogna crederci, lo dice il Corriere della Sera, che fra il turbinio del sesso veneziano e delle notizie dal mondo politico italico - ormai allettante quanto un film porno visto e rivisto - ci dice che Stephen Hawking dà per buona ormai l’ipotesi di un universo autogeneratosi secondo una necessità intrinseca alle leggi della Fisica. Insomma, la storia non poteva che andare nel modo in cui è andata. Per usare le parole di Galilei nemmeno Dio può far sì che il fatto non sia fatto. E ciò vale sia per i meriti accademici di Bossi che per le ipotesi atee di genesi dell’universo.
Le due notizie apparentemente inconciliabili - e da un punto di vista logico e da un punto di vista umano - sono da ritenersi una vera manna dal cielo - l’espressione non ha alcuna tensione mistica s’intende - per tutti coloro che da sempre credono nell’assenza di disegni divini o di provvidenze amorevoli. Pensiamoci bene, nessuno scenario che abbia come fondamento tali entità regolatrici potrebbe ammettere la presenza della laurea a Umberto Bossi senza cadere in una spiacevole contraddizione. Nessuna inttelligenza divina permetterebbe che le si facesse l’affronto così grave di veder laureato il Signor Umberto Bossi.
Il problema però è che con l’inevitabile necessità e la cieca meccanicità del cosmo non solo si mette in cantina l’idea di Dio creatore - mantenendo al massimo per gli irriducibili l’ipotesi dell’esistenza di un Dio epicureo che se ne sta per fatti suoi senza far danno a nessuno - ma si afferma anche che la laurea a Umberto Bossi - ed eventi simili - è inserita in un cieco destino, in un progetto autogeneratosi che non potremmo mai cambiare.
Sinceramente, preferirei potermela prendere con qualcuno se certe cose accadono. E visto che gli uomini si defilano sempre in questi casi, dio sarebbe stato un ottima via di fuga per le mie frustrazioni.
Ma tant’è, per poter affermare che Dio non è necessario dobbiamo tenerci Bossi dottore e assumersi la responsabilità di aver fatto di tutto perché le cose andassero nel modo in cui non avrebbero potuto che andare.
Lyndon
La polemica circa l’applicazione Imussolini deve essere rimasta indigesta a quelli di Libero che, per proteggere la libertà di opinione in questo paese, hanno avuto una pensata geniale:
l’iphone è ancora per pochi, soprattutto il futuro di questo paese, gli over 60, faticano ad utilizzare i dispositivi elettronici di ultima generazione, allora perché non regalare i discorsi del caro scucchione raccolti in un bel DVD?
Elementare no?
Saiola back in action
La globalizzazione lancia sfide ardue. Sfide che però in quanto italiani non possiamo rifiutare. Il nostro Governo ha a cuore la sicurezza di noi cittadini e per questo ci protegge da minacce di ogni sorta. Ci protegge, il nostro scrupoloso Governo, persino dalla diffamazione. Esso non può permettere che le denigrazioni e le false notizie rovinino la reputazione degli onesti contribuenti.
Allora sì certamente! Per evitare che la menzogna dilaghi è necessario, nonché auspicabile, che chiunque si alzi e dica qualcosa su qualcuno o la scriva magari sul web, ricettacolo principale delle notizie diffamatorie, debba rettificare il proprio vilipendio alla verità in 48 ore.
Il Governo non è, dunque, soltanto accorto e di puntiglioso zelo nel difendere il cittadino dal pettegolezzo e dalle malelingue digitali, esso è anche depositario previdente della verità. Esso sa riconoscere quando la vede svolazzare nella rete digitale una notizia falsa. L’aspetta al varco, attende 48 ore e se non se ne chiede scusa per averla lasciata libera di maledire: giù con una bella multa salata.
Che dire, mie cari, noi non temiamo di certo alcuna sanzione. Noi siamo in perfetta sintonia con la verità. Noi confidiamo nel Governo che riconoscerà le nostre opinioni come conformi alla verità, al di là di ogni ragionevole dubbio.
Anzi a dirla tutta, soprattutto per tranquillizzare i nostri lettori, se il Governo dovesse seguire l’illuminato esempio cinese, potremmo tranquillamente aspirare a servire il bene comune, a servire la verità.
Sebbene il nostro contributo di certo non potrà nemmeno sfiorare ciò che è nelle potenzialità di certe aziende, assai vicine all’interesse comune, che in un immediato futuro garantiranno la qualità della rete proteggendo gli internauti da tutti quei pirati digitali che si servono dei peer-to-peer. Ci riferiamo a quei programmi che tanta potenza di rete risucchiano per sé e per sé soli, impedendo ad altre applicazioni di raggiungere velocità idonee per gli onesti internauti. Per fortuna è stata avviata già una fase di sperimentazione che individuerà con tecniche di avanzatissimo Network Management questi insidiosi, illegali e dispendiosi programmi.
Tutti i corsari, pirati infigardi delle rete saranno controllati e puniti come si conviene. Al contrario gli onesti saranno sempre riconoscibili nei loro corretti e perfettamente conformi a verità percorsi in rete.
Infine, quand’anche e in ogni caso quanto da noi fin qui dimostrato non dovesse bastare a certificare la nostra fedeltà, facciamo la solenne promessa:
Di dire la verità e soltanto la verità, lo giuriamo!
INTERSETTIVA VERACE E VERITIERA
P.S.
Si suggerisce al Governo di proteggerci anche dalle banconote “cattive”, seguendo un altro illuminante esempio.