Manca poco a Natale e mi ricordo quando eravamo pieni di strafottente speranza. Convinti che tutto ormai ci fosse dovuto. Riscattare le umili origini, comprarsi una vacanza da ricchi, un’educazione per i propri figli, vederli conquistare il cuore di una bella bionda americana, quasi a rifarsi dello sbarco e della cioccolata.
Dimenticarsi la vecchiaia e vivere sempre da giovani rampanti. Godersi la vita senza stare a pensare a cosa sia veramente vivere, leggeri, spensierati. Certi che il domani sarebbe stato nostro.
La modernità presa così come veniva. Al diavolo tutto quello che avrebbe causato. Al diavolo le convenzioni e la tradizione, basta che se magna che se stia sempre come in vacanza. E va bene pure il figlio frocio. Che poi frocio, moderno, bisessuale, che ha viaggiato, che ha visto il mondo, che è stato con gli uomini e con le donne, che ha provato tutto, senza lasciarsi nulla indietro.
Quando si viveva al massimo.
Ora è tutto finito. I soldi sono finiti, Milano non è più da bere e sembra non voglia più fare invidia all’Italia e al Mondo, sembra voglia soltanto guardare a se stessa e fuori tutti gli altri. Cortina non è più un sogno realizzato ma una tappa bruciata e ora che vorremmo di meglio non possiamo nemmeno più sognare. Il mondo è ormai troppo piccolo, in vacanza siamo già stati ovunque, quel vuoto l’abbiamo riempito, ora dovremmo tornare a casa ma ci siamo accorti che al di là del salotto e del televisore HD, della payTV, del calcio in poltrona, non c’è più una casa a cui vogliamo tornare. Qualcuno l’ha fatta fuori, magari ci ha messo dell’immondizia, lucrandoci su. Ci aperto un giro di escort. Ci ha ammassato come merce degli immigrati clandestini. Ci ha strangolato qualcuno. Ci ha nascosto dei soldi.
Che popolo è quello che cerca costantemente una eterna vacanza da se stesso?
Lyndon
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