Mah!Archivi

Giu 07

aaaaa.jpg

Ho sentito dire che probabilmente Michele Santoro non sarà presente con il suo Annozero nei palinsesti RAI della prossima stagione, e che, sempre con il beneficio del dubbio, avrebbe addirittura già concluso una trattativa per migrare su LA7 con tutta la sua redazione. Su questa emittente, infatti, gli sarebbe garantito il diritto di proseguire con il genere, a lui congeniale, della docufiction, come la chiamano gli addetti al settore.

Ma non sono sicuro di tale informazione. Voi ne sapete per caso qualcosa?

Non riesco a trovare altre notizie in merito e purtroppo non credo che i media si interesseranno molto alla cosa.

Nemmeno si stesse parlando della scelta della sua prossima velina bionda …

Quello della foto

Mag 04

“Un centinaio tra dischetti, cd e dvd. Almeno dieci hard disk, le memorie che contengono i segreti dell’organizzazione. E cinque, potenti computer” (La Repubblica – 5 maggio 2011 da “Tutti i segreti di Al Qaeda nel covo di Bin Laden” di Angelo Acquaro)

 floppy.jpg

 … ma non si fatica a trovarlo riportato anche  su molti quotidiani e blog nostrani.

Non volendo io credere all’ipotesi che l’odiato barbuto si fosse ridotto a salvare informazioni sul celebre supporto dell’illustrazione qui sopra (anche per la convinzione che sia piuttosto difficile trovarne in quantità quando vivi in mezzo al deserto), ho deciso di risalire un po’ più su nella catena della disinformazione mondiale: qui e qui ad esempio.

Non nascondendovi anche un brivido di simpatia per il “turbantato” di cui sopra nell’eventualità che l’ipotesi potesse rivelarsi fondata (pensavo: “sai che culo a salvarsi l’intera planimetria del WTO su un floppy!), penso però di potermi avventurare nella traduzione del “thumb drive” citato e cavarmela liberamente con un “pennetta USB”…e che cazzo!

Paolo il “cotenna”

Nov 03

yuppies111.jpg 

Manca poco a Natale e mi ricordo quando eravamo pieni di strafottente speranza. Convinti che tutto ormai ci fosse dovuto. Riscattare le umili origini, comprarsi una vacanza da ricchi, un’educazione per i propri figli, vederli conquistare il cuore di una bella bionda americana, quasi a rifarsi dello sbarco e della cioccolata.

Dimenticarsi la vecchiaia e vivere sempre da giovani rampanti. Godersi la vita senza stare a pensare a cosa sia veramente vivere, leggeri, spensierati. Certi che il domani sarebbe stato nostro.

La modernità presa così come veniva. Al diavolo tutto quello che avrebbe causato. Al diavolo le convenzioni e la tradizione, basta che se magna che se stia sempre come in vacanza. E va bene pure il figlio frocio. Che poi frocio, moderno, bisessuale, che ha viaggiato, che ha visto il mondo, che è stato con gli uomini e con le donne, che ha provato tutto, senza lasciarsi nulla indietro.

Quando si viveva al massimo.

Ora è tutto finito. I soldi sono finiti, Milano non è più da bere e sembra non voglia più fare invidia all’Italia e al Mondo, sembra voglia soltanto guardare a se stessa e fuori tutti gli altri. Cortina non è più un sogno realizzato ma una tappa bruciata e ora che vorremmo di meglio non possiamo nemmeno più sognare. Il mondo è ormai troppo piccolo, in vacanza siamo già stati ovunque, quel vuoto l’abbiamo riempito, ora dovremmo tornare a casa ma ci siamo accorti che al di là del salotto e del televisore HD, della payTV, del calcio in poltrona, non c’è più una casa a cui vogliamo tornare. Qualcuno l’ha fatta fuori, magari ci ha messo dell’immondizia, lucrandoci su. Ci aperto un giro di escort. Ci ha ammassato come merce degli immigrati clandestini. Ci ha strangolato qualcuno. Ci ha nascosto dei soldi.

Che popolo è quello che cerca costantemente una eterna vacanza da se stesso?

Lyndon

Ott 16

Se non fossimo così maledettamente materialisti, ci verrebbe da dire “Arrivederci”, ma probabilmente si tratta solo di un banale addio.

Se ne va così, nel silenzio generale dell’Italia da cronaca nera di bassa lega, Angelo Infanti, aka Manuel Fantoni aka Cesare Cuticchia e tanti altri, compreso il sornione corteggiatore di Magda.

Non ci interessa ripercorrere qui una carriera costellata di ruoli grandi e piccoli, più o meno generosa. Angelo Infanti ha dato voce, in diverse occasioni, ai faciloni simpatici, ai maneggioni annoiati, agli esponenti di un machismo esteriore a tratti ridicolo, ai fanfaroni che hanno fatto tutto e il contrario di tutto e amano ingigantire le proprie gesta. Quando si dice, insomma, le physique du role.

Ci piace pensare che, giunto di fronte a San Pietro in vestaglia di seta nera, abbia detto, con uno scatto del collo, ”Lei è della Sip?” e che poi gli abbia raccontato un’ultima storia incredibile e inverosimile.

borotalco31.jpg

- E Simon Pietro com’è?

- Mmm… Potresti trova’ de mejo…

Intersettiva, la commossa

intersettiva.it