Valutazione seria
Immàginati di essere parte di quei nomi che giudicano – novelli censori – le capacità degli Stati di contrarre debiti. Immàginati di essere parte di Standard and Poor’s o di Moody’s, insomma di lavorare per quegli spauracchi senza identità che sembrano essersi ritagliati per sé il ruolo di arbitri assoluti e incontestabili della nostra piccola felicità personale.
Guàrdati in mezzo a carte piene di proiezioni, modelli di crescita, previsioni di perdita, fluttuazioni, funzioni, rapporti, numeri, cifre, dati, etc. con gli occhi secchi, le tempie pulsanti e il monitor che ti sputa luce artificiale in faccia da ore. Poi, ecco un collega emergere da tutto questo con un’espressione che non riesci a mettere a fuoco completamente ma che dovrebbe essere ironica dal tono della sua voce: ti ho mandato un link, sveglia!
Allora, di nuovo occhi al monitor, leggi: nonostante gli zelanti sforzi del Pd di accorciare le ferie dei parlamentari italiani di una decina di giorni, i rappresentanti della Repubblica del Bel Paese andranno in ferie dal 3 di agosto al 12 di settembre. E proprio verso la fine di questo meritato periodo di riposo – e l’ironia del collega che ritorna, ora più chiara – cento deputati della Camera, sia di maggioranza sia di opposizione, se ne andranno qualche giorno in Terra Santa, in pellegrinaggio.
Vai oltre il solito sfottò per le tue origini italiane, per la tua abitudine di mangiare spaghetti e di amare la famiglia incondizionatamente, oltre, e poi ti ricordi della riunione del pomeriggio di ieri sui mercati europei, sul debito dell’eurozona e il capo in tailleur nero e camicia bianca che ti guarda dritto negli occhi per un istante, forse quasi con riprovazione, quando scorrono i dati italiani. Con tutto questo in testa rileggi il virgolettato “valutazione seria” e pensi che, mai quanto adesso, illudersi è il migliore antidolorifico per evitare di vedere come va in pezzi la tua piccola felicità personale.
Lyndon










