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Gen 25

Il Guardian lo definisce un sensibile cambiamento di rotta dell’amministrazione Obama riguardo ai rapporti con la Cina.  E oggi Federico Rampini  parla degli attacchi hacker a Google in un’interessante prospettiva, tirando in ballo il buon vecchio uso della pirateria di Stato e mettendo in luce i possibili scontri fra titani per il possesso della rete.

La Cina ovviamente nega qualsiasi sua partecipazione agli attacchi, né confermando né smentendo il copione dei Pirati al soldo della Regina tirato in ballo da Rampini, ma si cura di sottolineare che tali beghe non hanno alcuna pertinenza o cittadinanza a livello internazionale. Insomma gli States stessero al loro posto che il web cinese è cosa cinese.

La questione nazionale - che tanto fece penare a sinistra in un tempo ormai immemorioso - esplode investendo la rete e dividendo i difensori del globo connesso e libero da quelli che invece difendono la spazio virtuale come fosse la terra che abitano.

Un’esplosione che però, bisogna ricordare, ha un sapore estremamente mercantile, lontana dal furore patriottico. Di nuovo i Pirati di regime.

Fra gli occidentali le perplessità etico-politiche sulla censura cinese avevano ragion d’essere sin dai primi albori del web. Si fa strada solo ora una vera preoccupazione perché in realtà i problema è: come possiamo fidarci di Google se il suo motore di ricerca non vende lo stesso servizio in tutta la rete. Come possiamo fidarci se g-mail è violabile da un governo e non da un altro. Insomma, ci sono due spazi mercantili sovrapposti che non seguono le stesse regole e che ledono il rapporto di fiducia fra aziende e consumatori.

Soluzione: giungere a un equilibrio mercantile fra quelle potenze che hanno l’obiettivo di dominare la rete e la sua particolare libertà di “esprimere” prodotti da vendere. Un equilibrio che di fatto rompe la visione aperta e interconnessa della rete che ha ispirato superficialmente le parole della Clinton. Se, infatti, si tratta di spartirsi il mercato del web si giungerà a tracciare dei confini di potestà politico-economica, creando zone differenti non necessariamente o completamente interconnesse, cioè dei cyber-spazi nazionali, dimenticandosi naturalmente di tutto quello che sta dietro al prefisso ‘inter’.

Come si fa a parlare di connessione globale della rete se il caos che regna sovrano riguardo al diritto che regola i rapporti fra Stati è evidente davanti agli occhi di chiunque voglia guardare? Non possiamo aspettarci nulla di diverso per il web non appena emergono interessi economici di rilievo.

Non ci si può indignare e invocare la libertà d’espressione se per accaparrarsi il mercato cinese si è issata alta la bandiera del regime, piuttosto che rimanere fedeli al modello aperto e libero del web. Perché sorprendersi se poi il regime stesso sguinzaglia le proprie navi pirata, esercitando il suo arbitrario potere contro possibili minacce? Il patto col “diavolo” si fa perché si riconosce di non poter vestire i panni dell’angelo fino in fondo.

Le acque dove surfiamo sono piene di polvere da sparo e l’aria tutta intorno grida ancora gli arrembaggi. Se però fra i flutti procellosi intravedete un piccolo ma elegante e veloce legno, con una bandiera con campo nero e in bianco una piccola ‘i’ fra parentesi quadre, non abbiate paura quelli là sopra non sono al soldo di nessuna regina e non fanno questioni sul passaporto.

Lyndon

Gen 13

Va bene. Lo ammetto e confesso. Non sto più nella pelle.

Erano mesi che aspettavo che il piccione viaggiatore mi raggiungesse dai miei feudi in Asia Minore. Più di una falange di lombrichi semantici ho spedito sulle sue tracce. Nulla! Solo qualche misero frammento di arcobaleno ne ho ricevuto in cambio.

E invece stamattina, appena immerso in piscina, ti apro il mio indirizzo di posta elettronica e ci trovo una sua comunicazione. Di quelle che ti fanno davvero tremare i polsi. Capite? Una sua comunicazione! Una sua comunicazione. Di lui in persona. Di lui. Del Re. Il Re indiscusso di tutte le spirali quantiche sugli schermi a nord-est del 12° Pixel. Lui in persona. Sua maestà tecnocratica in ASCII e codice binario rcc.maas@hetnetli.nl.

Io credo sia giusto riportare la sua comunicazione in versione integrale. Eccovela:

  • 12.01.2010/wong - Hello, my name is Peter Wong from Hong Kong. I have a business that I want to offer you. This projects worth 44.5Million Dollars and you will have a 50% share from the total amount. I will give you the full details in my next e-mail and what I need from you. So if you are interested please contact me back at my personal address hsb95peter@yahoo.comi.hk - Peter Wong 

Ci credete ora? E ne capite l’importanza? Eh? Io per prima cosa mi sono levato le pinne e ho posato la fiocina sul faldone di destra. Ho cercato di cambiare un toner di pensieri, respirando secondo la progressione di Fibonacci, e di non strepitare convulsamente dalla gioia.

Ed è stato lì che qualcosa è cambiato. Lì che ho avuto il colpo di genio. Lì che ho davvero capito di saper fare il mio lavoro. E perché?

Perché, cari miei, più o meno nello stesso momento mi è caduto l’occhio anche su questa missiva, arrivata il giorno prima attraverso le scimmie urlatrici e le loro liane. Ho creduto per un istante di aver bisogno di una flebo di domini web. La comunicazione di cui vi sto parlando, proveniente dal caro VIAGRA©Best Supplier@heret.org, è questa:   

Il mio nome è il Dott. John Williams il nuovo Plc della Banca internazionale
del direttore International la Remittance Department Zenith. Ciò è di
informarlo che che riceviamo un’istruzione di pagamento ed andiamo avanti
ordine dalla banca centrale della Nigeria (CBN) e dall’ufficio del presidence
liberare il vostro pagamento dovuto eccessivo del contratto, prego noi voglia
apere se date il SIG. ALI MOHAMMED andate avanti altro per cambiare le vostre
informazioni di attività bancarie perché ci ha fatto un nuovo resoconto per
cambiare le vostre proprie informazioni di attività bancarie, prego sappiamo se
siete informato di questo.
DR.JOHN WILLIAMS
Zenith internazionale Bank
  

Un qualunque cefalopode non al mio stesso livello di punti premio avrebbe potuto non cogliere la grandezza dell’evento ed avrebbe lasciato sfumare tutto nel consueto magma digitale. Ma non me. Non me davvero! O non-io forse. Comunque io l’occasione l’ho colta al volo. E già. Perché io, lo sapete bene, sono anche amico di  50@ex.comay.com.tw.. Si, proprio 50, avete annusato bene. E 50 il prossimo anno mi scriverà proprio questo (la consecutio temporum è solo una malattia, fatevela passare):  

I  am Suriya Jungrungreangkit,  former  Thailand transport  minister during Thaksin Shinawatra regime which was outsted  by a military coup on Sept 19 2006,and  Martial law was imposed by the Council for Democratic Reform, now called the Council for National Security. After the Sept 19 coup, i would have called you on phone , but because  the new government is  taping   the past government  officials phone numbers, so it is  no longer safe for me to call you, that is why i think it is safe to send you this mail. we are placed under surveillance.
However my main point of contacting you is to seek your sincere suggestion and guideline to invest in your country. And please because of my previous position in the government, i do not need to tell you of the absolute confidentiality  which we both must have to observe, if we are to go into investment, or rather if you are to help me in investing in your country.
I  decided  to  contact  you  now  that  I  am  very  sure  that  all  eyes  are  not  on  us as  it  was  when  the  problem  first  began  though  we  are  still  going  to  court  but  the  environment  is  good  now  to  handle  the  transaction  very  safely.
From the brief  explanation  of my present situation right now, you will understand my position  with the government now.
I  thank you very much for taking time to go through my mail, and hope to read from your reply soon, .Thanks for your anticipated co-operation and my regards to your family.
Good luck,and feel free to contact me on my email  for now, until arrangements are made.
yours sincerely,
Minister, Suriya Jungrungreangkit.
  

Ora, non vorrei offendervi con la spiegazione di ciò che mi sembrava ovvio fare, ma è lampante come il ponte tibetano dal quale penzolo in questo istante, e così in un solo invio ho avuto modo di resettare tutti i miei debiti e allo stesso tempo essere orgoglioso di aver compiuto del Bene Virtuale.

Non ci crederete ma ho semplicemente dato ad ognuno di loro l’indirizzo email dell’altro.

E ora sono qui, beato e mentre gli squali andini cercano di mordermi i talloni, a sfogliare le partecipazioni di nozze di questa triade che già da principio mi è apparsa come indissolubile.

Paolo

Gen 07

Ero eccitato come un bambinetto in un luna park all’idea della mia prima conference call importante.
Quando poi mi hanno staccato il cavo di rete dall’innesto che mi sono recentemente fatto installare in prossimità dell’aorta addominale, mi sono ricordato che da bambino i luna park non mi sono mai piaciuti e nello stesso istante credo di aver pensato (guardate le registrazioni): “ Ma che cazzo è una conference call?”

Paolo

Dic 27

Natale è la festa dei bambini e, si sa, ai bambini piacciono i cartoni animati.

Questo Natale però, in pieno stile intersettivo, voglio segnalarvi un cartone un pò diverso, o meglio un audio cartone “recuttato”, opera di Elio e le Storie tese (anche se è un pò vecchiotto…).

Alessandro

grazie al Cappellaio Matto, il massimo esperto di cartoni animati.

intersettiva.it