Ott 29

Difendere i propri soldati dalla crescente minaccia talebana? Oppure lasciare l’Afghanistan e rifiutare una guerra a tutti gli effetti che non ha nulla di difensivo?

La Germania si interroga e viene interrogata sul suo comportamento di fronte l’offensiva talebana che nell’utlimo periodo si è fatta decisamente più pesante proprio nella zona sotto la gestione tedesca. L’esercito teutonico si è visto costretto a bombardare un nugolo di umani fra cui si pensava potessero esserci dei pericolosi nonché facinorosi talebani ribelli - che ovviamente umani non sono, si sa, semplicemente esseri. Vi lascio immaginare la scena, anche solo soffermandosi sulle parole, evitando di guardare cosa esse evocano.

La Germania, come il nostro Paese, rifiuta la guerra, e prende le armi solo per difendersi, si dice per la storia recente che entrambe le Nazioni hanno avuto. Ovviamente - e quanto è meschino questo avverbio - noi siamo meno ligi alla parola data, soprattutto se scritta nella Costituzione. Di solito invece i Germani sono più corretti. Eppure il risultato è lo stesso, accanto ai ribelli il fuoco tedesco uccide non per difesa ma per offesa, nella logica più folle della guerra: l’assassinio.

Come si può pensare di resitere ai tempi oscuri che ritornano come una risacca oceanica, quando la parola data e scritta nella Costituzione di una Nazione diviene lettera morta, bombardata da un raid aereo?

Spesso sento dire che il nostro Vecchio Continente e quanto a esso è legato del Nuovo siano le uniche riserve di civiltà in cui trovare la soluzione per i mali di questo e del prossimo tempo a venire. Sono convinto che a rovistare bene si troverebbero perle preziose, scritte probabilmente in molte Costituzioni - e quindi, al meno in teoria, non così esoteriche. Ma non credo che a nessuno interessi quanto di prezioso ha la nostra storia, perché si è troppo occupati a vivere quanto di più oscuro abbiamo già vissuto.

Lyndon 

Ott 27

L’odioso quanto terribile eufemismo missione di pace è un’espressione del linguaggio umano dall’ipocrisia velenosa e tossica.

Claudio Magris qui nota quanto pericoloso sia per la pace non accorgersi della guerra, non avere il coraggio di chiamare col proprio nome un atto di violenza, a partire dall’individuo fino a giungere alla politica delle Nazioni.

Tedeschi scoprono ora che in Afghanistan la loro è sempre stata una guerra e iniziano adesso a nominarla col suo nome, dopo aver cercato in ogni modo di chiudere gli occhi per non ricordare l’orrore delle guerre con la ‘G’ maiuscola e ordinate solo fino al numero 2 - quasi ad assicurarsi che non ve ne possano essere altre.

Io, ho paura d’addormentarmi in una lattiginosa  sospensione del giudizio.

Lyndon

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