Il mio (pseudo)amico Radovan
Radovan Karadzic, lo psichiatra sterminatore arrestato dopo 13 anni di latitanza, dichiara candidamente, di fronte alla Corte Penale per i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia, che la sua era una guerra giusta perché santa. Fa sua la mistica bellicosa, che per tanti anni ed altrettanti conflitti ha costituito una giustificazione perfetta per chi compiva massacri. In nome di una fede, di un ideale, del bene, si può sconfiggere il male. Nella seconda arringa difensiva ha rincarato la dose, sostenendo che il massacro di Srebrenica non c’è mai stato: ne è stata esagerata la portata, è solo un mito.
Non c’è molto da aggiungere. O forse sì. Perché i giornali nostrani che riportavano la notizia online si sono resi protagonisti di un curioso movimento. Al contrario di quanto accade normalmente, gli spazi dedicati ai commenti degli utenti non compaiono da nessuna parte.
Ad esempio Il Corriere della Sera non rende commentabile l’articolo; il Tgcom, che tradizionalmente riserva un piccolo box sulla destra agli utenti, offre una pagina piatta; Il Messaggero sembra non sapere cosa sia accaduto e non riporta neanche la notizia.
Il Giornale rappresentava un unicum: fino a ieri sera era possibile leggere dei commenti, da stamattina non più. E’ probabile che sia dovuto al fatto che su una trentina di opinioni, più della metà si dicevano favorevoli al criminale di guerra Karadzic, con messaggi di solidarietà e di autentico cordoglio. La vera vittima, il capro espiatorio della storia fatta ancora una volta dai maledetti vincitori è proprio Rado, altro che islamici bosniaci. Molta gente, d’altronde, non resiste al fascino della guerra santa e giusta e bella e buona, e quando sente parlare di musulmani uccisi apparecchia la tavola e fa festa. Ci dispiace che sia stato tutto cancellato, avevamo pronta una nuova edizione della rubrica Commentatori di commentatori dedicata all’apologia della mattanza etnico/religiosa e invece niente (sorge un dubbio legittimo: che ci abbiano voluto prevenire?).
Vabbè, non disperate: le fantastiche avventure del crocifisso nelle scuole vanno avanti. E i cristiani clericali italiani, uniti in un frattiniano tripudio, possono finalmente ribadire che il bene trionfa sul male.
S.Patrizio
