Giu 01

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Ma perché quell’arrembaggio sconsiderato in acque internazionali, senza che Israele fosse minacciato nella sua sicurezza, discredita uno dei suoi valori fondativi: la superiorità morale preservata da una democrazia anche nelle circostanze drammatiche della guerra.

Gad Lerner

Nessuno di noi può vantare alcuna superiorità morale.

Lyndon

Mag 31

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Un premio nobel per la pace armato fino ai denti con coltelli e spranghe di ferro ha attentato alla sicurezza di Israele.

Israele, guidato forse da un novello cespuglio ardente, ha risposto alla minaccia. Ha risposto uccidendo.

Reazioni di sconcerto fra gli Occidentali, a volte persino di moderata indignazione.

Israele sembra tener duro e non accorgersi, non dico del terribile e disumano crimine commesso, cosa che non ci si può aspettare da una nazione che rinchiude in un recinto a morire degli esseri umani, mi riferisco alla stolta e incomprensibile incoscienza delle conseguenze politiche e diplomatiche di quanto accaduto.

Preoccupante è anche il vigliacco lassismo dell’Occidente che guarda, più o meno da vicino, un inesorabile processo d’imbarbarimento globale e non è in grado di reagire se non dando corpo ai propri peggiori fantasmi, rispondendo ai barbari in barbaro e cedendo lentamente e senza speranza la propria lingua all’oblio.

I morti in mare per mano di Israele producono o l’interessata e vile politica dell’impunità o l’odio antisemita. Non sembra esserci spazio per una sanzione civile del crimine commesso. Ci si sta già dividendo fra quelli che reputano l’accaduto come un legittimo gesto di autodifesa e quelli che con occhi iniettati di sangue gridano alla distruzione di Israele.

Gli stessi Israeliani non vedono cosa c’è in mezzo a tali estremi e, in una logica che sembra suicida, si dividono anch’essi in questo binomio folle e barbaro, si scavano una trincea sempre più profonda attorno e si trasformano in qualcosa di orribile, si trasformano in odio a senso unico, cieco e senza freni.

L’odio che vede mostri marini a largo delle coste inisidiare la sicurezza nazionale.

Lyndon

Apr 09

  

Ma può anche fungere da “Non Rassegnamoci stampa #15″…  

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Capita a volte, per ragioni che sarebbe lungo ed inutile qui prendere in considerazione, di sottrarsi a quelli che consideriamo nostri doveri e/o piaceri. Il rammarico, va da sé, aumenta quando è a questi ultimi che veniamo meno. Come, ad esempio, al piacere che riveste per me l’enumerazione,  insieme a voi e senza alcuna pretesa di completezza o ordine di importanza nella lista stessa, di quelli che sono gli eventi di recente occorsi in questo lembo di terreno antico su cui ci muoviamo, o poco oltre. Meglio poi se conditi da argute riflessioni e velleità interpretative. E allora, rotti gli indugi, partiamo con questa necessaria sanatoria di umanità dolenti.

 

Sembra doveroso intraprendere le danze dal dispiacere del Papa (che tra l’altro sembra essere una condizione piuttosto ricorsiva per il Santo Padre), solertemente comunicatoci dal Cardinal Bertone e causato dall’ondata di accuse che rimbalzano per il mondo circa la presunta capillare diffusione della pratica sessuale che cade sotto il nome di pedofilia tra le schiere del clero (o di pedofilie, e devo dire che ritengo questo plurale in voga ultimamente una agudeza giornalistica di altissimo livello). La considerazione più ovvia, da ateo, è quella di non capire come una situazione conclamata ed esplosa oltre ogni ragionevole dubbio non porti ad una conseguente, terribile e più che giustificata (questa è fede, non politica) ondata di indignazione nel mondo credente. Se io fossi cattolico, se io fossi andato in chiesa con frequenza e consapevolezza delle mie azioni, se avessi ricevuto i sacramenti dalle mani di chi, protetto dall’arroganza e da omertà mafiosa e nazista, poco prima o subito dopo ha infranto e calpestato ogni umana dignità - e non è un problema di bambini e di età omologabile per dar sfogo alle proprie pulsioni sessuali, ma di pura e semplice, ancestrale violenza e sopraffazione del forte su un debole quando il contesto lo legittima - se io, ancora, volessi continuare a credere in tutto ciò in cui ho creduto, beh, io non avrei un attimo di esitazione nell’urlare, sbraitare, richiedere a gran voce tutto ciò che è necessario ed indispensabile per impedire che ogni singolo esponente della Chiesa Cattolica, dal prelato di campagna al capo supremo Herr Ratzinger, sia messo nell’impossibilità di stuprare bambini, disabili o chiunque altro, di proteggere i responsabili e i colpevoli, di negare arrogantemente l’evidenza delle proprie o altrui colpe. Perché una cosa è certa, Dio e il suo braccio mediatico sulla terra nella persona di Gesù Cristo hanno detto tante cose passibili di interpretazioni forzate e sbilenche (cosa che ovviamente in questi duemila anni non ci siamo certo fatti mancare), ma di sicuro nessuno dei due ha espresso concetti che legittimino azioni pur lontanamente simili a quelle che questi maiali in abito talare hanno sempre fatto, stanno facendo e sembrano intenzionati a non voler interrompere  (e grazie a Giorgio Gaber per le numerose citazioni subdole, le mie, degli ultimi due periodi). A questo punto si potrebbe interpretare la loro monolitica guerra all’aborto come una legittima preoccupazione per una minaccia che possa preventivamente ridurre il materiale umano prezioso ed indispensabile alla soddisfazione delle proprie perversioni.

 

Ma voltiamo pagina. Recep Tayyip Erdoğan, Primo Ministro turco dice che Israele (paese con il quale solitamente l’illuminata democrazia islamica ha buoni rapporti militari) è “una minaccia per la pace regionale”. E giù polemiche. Non sono d’accordo. La frase in sé per sé è una semplice constatazione di un dato di fatto ed equivale più o meno ad affermare che, con buona probabilità, il “Pecora” Buontempo avrebbe difficoltà a prender casa a Christiania, no? Però è cosa risaputa, la real politik ha ben poco a che fare con i dati di fatto. Così l’Iran non può e non deve continuare le ricerche nel campo del nucleare, che a noi gli iraniani ci piacciono solo quando mandano i messaggini di dissenso contro il regime  su Twitter e fanno la rivoluzione su Youtube. La Cina oscura Google e Obama, dopo aver dato il via alle trivellazioni petrolifere in Alaska, come diceva la stolida Sarah Palin, firma l’accordo di riduzione dell’arsenale nucleare con Medvedev,  primo ministro russo che conta più o meno come le Fær Øer ai gironi di qualificazione dei Mondiali di calcio.

Comunque sia, “la resistenza nella scuola nei programmi scolastici è sottointesa”, ci rassicura la Lega Nord mentre Alemanno si rallegra di aver trovato una buona soluzione per abbattere il muro marmoreo che protrude dalla teca dell’Ara Pacis di Meyer. “Non favorisce il dialogo tra città e fiume”, dice lui, e mica i muri li possono abbattere solo a Berlino, aggiungo io. C’è da rimpiangere i tempi dei congressi socialisti con piramidi in vetro di Gae Aulenti!

 

A chi sta seguendo invece la serie televisiva Boris 3, che ha forse acuito un po’ i toni di satira politica, mi permetto di proporre questa mia vecchia considerazione in merito. A distanza di tempo, magra consolazione, mi sento di poter dire di aver avuto ragione praticamente su tutta la linea.

 

Per fortuna ci viene in soccorso l’arte. Red Canzian, già talentuoso bassista dei Pooh, vara il suo talent show personale, ma con tutti i distinguo del caso - esilarante la spiegazione del nome della sua fondazione. Lui cerca i Beatles, dice, e a soli 50 anni di distanza dal loro esordio, come biasimarlo. I coraggiosi possono dare uno sguardo al palinsesto concertistico emanazione dei fasti musicali italici (astenersi deboli di cuore) oppure rinfrancarsi con il coraggioso film di Rocco Papaleo. E voi che dite? Merseyside o Lucania Beat?

 

Barbara D’Urso, intanto, ex conduttrice ma anche aspirante partecipante allo Show dei Record per entrare nel Guinness dei primati (punta all’elezione della donna più anziana che sembra avere perennemente sedici anni e mezzo, ma senza l’“aiutino” chirurgico, badate bene, mentre è stata squalificata dalla categoria per il più alto numero di cazzate detto in un’unica trasmissione - il premio è andato ad una qualsiasi edizione del TG1 di Minzolini), conduce la sua personale campagna mediatica contro l’aborto. Ecografie in diretta di starlette che pensano che l’utero sia quello della Riforma Protestante e che tra l’altro probabilmente sono ovipare. Lei estasiata dice: “Posso fare un applauso alla vita?”. Certo che puoi, Barbarona! Tuttavia più che un applauso alla vita in generale sarebbe il caso di fare un applauso alle forme di vita intelligente. E tu, pur rientrando, temo, nella prima categoria, sei certamente esclusa dalla seconda.

 

Intanto sono 176 giorni che Stefano Cucchi aspetta la verità ed una degna sepoltura. 

  

Paolo

Feb 02

Osservando il rinnovato afflato d’amicizia che pervade il Presidente del Consiglio nel tendere la mano a Israele contro la minaccia iraniana, passato da poco tempo il giorno della memoria, la redazione di Intersettiva ha ritenuto opportuno segnalare un’interessante riflessione di Vittorio Beonio Brocchieri su ciò che ricordiamo insieme, dimentichiamo insieme e soprattutto su quanto di oscuro abbiamo fatto senza mai riconoscerlo pienamente.

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Valzer con Bashir

Memorandum intersettivo

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