Lug 07

Dunque, è vero siamo stati latitanti e alquanto poco semiquotidiani. Ce ne scusiamo sinceramente sia con voi lettori che con noi stessi.

Visto il prolungato silenzio, è bene offrirvi una ricapitolazione degli eventi intersettivi.

Andiamo per gradi, senza un ordine di valore o dalle pretese esaustive ma con la semplice convinzione che ogni punto della ricapitolazione ha la sua importanza intersettiva.

25 giugno 1950 - scoppio della guerra di Corea.

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Saviano su Falcone e Borsellino, sui professionisti dell’antimafia e sulla dignità di essere uomini. L’autore di Gomorra ne dice di cose terribili e belle, con una lucidità rara. Ascoltate bene le parole di Borsellino sulla necessità di pensare all’antimafia come un movimento culturale del Paese e delle generazioni più giovani. Parole che rispondono nel modo migliore all’uso strumentale dell’articolo di Sciascia sui professionisti dell’antimafia. Articolo che apre una prospettiva che Saviano non affronta a pieno - forse la sede non era la più adatta - ma che deve far riflettere parecchio sul nocciolo fondamentale del problema: la mafia è lo Stato e lo Stato è la mafia. Ma questa è solo una ricapitolazione e il tema va approfondito in post futuri…

Sentenze pilatesche ed eroi evocati con orribile tracotanza.

Maradona fuori dal Mondiale - l’Argentina prende quattro goal dalla Germania. Non ci si credeva che Maradona vincesse i Mondiali. Noi tutti lo sapevamo, al di là che l’Italia andasse avanti. Ne eravamo certi, al meno nella nostra intima anima letteraria, perché che bello sarebbe stato se l’Argentina avesse vinto il Mondiale. I Germani non hanno infranto un sogno dunque hanno confutato la verità. Lo hanno fatto con spietata forza agonistica, spazzando via l’Argentina e la nostra speranza, questa sì sola speranza, che fino in fondo, fino alla vittoria, ci si arriva senza un progetto, un’organizzazione, insomma senza la testa ma solo col cuore. Se avessero vinto, saremmo andati a lavoro più leggeri e spensierati, convinti di essere letterariamente vincenti.

E poi risse di piazza per sopravvivere, risse di palazzo per affondare ancora di più i denti, voci suadenti che ci dicono che tutto è magico. Parole che non fanno che dirci sempre più a grida sguaiate che la Repubblica muore sotto i colpi di agguerriti poteri locali e provinciali, che il re ha bisogno soltanto dei suoi vestiti invisibili per poter completare la sua opera di paradossale sonnifero delle coscienze e che a noi non rimane che la violenza.

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INTERSETTIVA RIASSUNTIVA

Mar 31

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L’Amore vince sull’Odio.

Gli innamorati, vittoriosi, guardano al futuro con rosea aspettativa, famelici. Vogliono tutto ciò che ritengono spetti loro per diritto - non ben precisato -  e lo vogliono per il Paese perché amano l’Italia e da essa sono amati. Pretendono quello che credono sia stato tolto loro da indebiti e ingiusti poteri.

Amano e per questo odiano tutti coloro che non condividono il loro amore. Hanno un’idea d’Italia da realizzare, un’idea con una diversa memoria e una lingua senza più gli orpelli degli accademici.

Cambieranno questo Paese alla vigilia del ricordo di una giovane unità, lo trasformeranno secondo i propri voleri.

E quando tutto ciò che gli innamorati hanno da compiere sarà compiuto, quando sarà come se si fosse giunti all’utlimo giorno di Babbo Natale, senza avere più la certezza di essere buoni o cattivi, allora chi chiamerete?

Quando saremo tutti innamorati, non ci sarà più nessuno da odiare, chi chiamerete?

Se non ci innamoreremo pure noi Intersettivi - e vi assicuro faremo tutto ciò che è in nostro potere e un pizzico oltre - risponderemo noi.

Sarete odiati come noi, certamente. Ma non preoccupatevi: La stagione dell’Amore non dura mai troppo tempo.

Lyndon

intersettiva.it