Mar 26

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A leggere Sara Ficocelli di Repubblica online i robot giornalisti, assemblati dall’ingegno nipponico e statunitense, riusciranno a risolvere il “problema della oggettività dell’informazione”. Al di là, ovviamente, di generare un considerevole rischio di perdere il posto per gli umani - ma si sa, siamo in tempo di crisi e questo è un argomento che perfora i giornali in gran parte degli articoli che vengono prodotti.

Ma torniamo all’oggettività. Il robot giornalista del futuro sarà in grado di scrivere, fare domande ad hoc, scattare fotografie. Il tutto grazie al criterio di “notiziabilità”, nel rispetto dell 5 W e, chi sa, forse anche delle prossime leggi della robotica.

Queste splendide invenzioni, dunque, saranno obiettive ma allo stesso tempo sapranno distinguere cosa sia notiziabile e cosa no. Alla Ficocelli, forse, sarebbe il caso di ricordare che la soluzione del problema dell’oggettività poco si confà al programma che dovrebbe guidare queste nuove macchine. Programma scritto da soggettivissimi uomini, secondo soggettivissime politiche editoriali. Cose assai lontane dall’oggettività.

Forse, però, i robot giornalisti venderanno meglio l’oggettività, la renderanno più verosimile e allora da questo punto di vista avranno risolto tutte le beghe legate alla furba e capziosa abitudine dei giornalisti umani di travisare le parole, di giocare con i fatti e di informare con interesse.

Può darsi che i politici intervistati dai robot giornalisti non potranno più smentire, non potranno più affermare di esser stati interpretati male. Un robot non interpreta, registra, un robot non pensa e quindi non può avere una coscienza politica e quindi non può essere un subdolo giornalista schierato da un certa parte.

Del resto è forse altrettanto probabile che dei robot giornalisti possano garantire ancora più diligentemente l’obbedienza della stampa. Una macchina meglio di un umano macchinizzato e asservito è strumento di gran lunga migliore per poter avere un’informazione di sistema, finalizzata a coccolare il cittadino o a pungolarlo nelle pulsioni che occorre sobillare al momento più opportuno.

Immaginiamoci un sistema d’informazione influenzato da interessi privati, quelli di chi fa pubblicità sui media e non quelli di chi usa i media. Interessi capaci d’investire in macchine parlanti, in giornalisti tuttofare: un comizio, un vernissage, una partita di calcio, un incidente diplomatico.

Macchine per l’informazione: l’evoluzione auspicata del moderno giornalismo.

Allora non ci sarà scampo, nessuna controinformazione, tutto omologato dai robot, dal criterio di notiziabilità, dalla rappresentazione ‘oggettiva’ della realtà. Vedremo il mondo per quello che è, ne conosceremo le minacce, le glorie, le paure, i pettegolezzi e gli scandali per quel che sono. Potremo fidarci senza remore dei futuri robogiornalisti. Alla fine leveremo ‘robo-’ li chiameremo solo giornalisti, dimenticandoci che al Corriere della Sera ci scriveva Buzzati.

Oppure potremmo sperare nella Intelligenza Artificiale e nel lavoro di pochi, recalcitranti scrittori che programmeranno i robot come strumenti di amplificazione della propria intelligenza umana. Costruiranno strumenti intelliggenti a loro volta e capaci, senza criteri di notiziabilità, di raccontare il mondo come gli umani, senza la pretesa di dire la verità ma di farcela comprendere e magari di farci discutere su di essa.

E al Corriere della Sera, in redazione, magari ad annoiarsi un po’ dei fatti di cronaca, ci sarà uno scrittore, umano o robot che sia poco importa.

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Lyndon

Feb 03

Ci eravamo fermati all’applicazione, umile reportage “di valore storico” che non aveva né la presunzione né la voglia di esaltare le gesta del dittatore del Ventennio, al contrario di questo sito che nella sua spavalderia appare anche onesto. Lì per lì ci sembrava sciocco discuterne troppo. La commedia in questione vedeva come protagonisti un “imprenditore” 25enne, migliaia di gonzi fomentati che confondono la Storia con una busta di 4 Salti in Padella e Apple nello spinoso ruolo di ospite/giudice/erogatore di servizi. Ebbene, non si è fatta attendere la replica risentita di chi si è trovato e si trova ancora, suo malgrado, faccia a faccia con la nefandezza dell’uomo. E se Giovanni Sabbatucci tende a sminuire un po’ la faccenda, ricordando giustamente che comunque tira aria di sdoganamento, gli utenti della rete si esprimono nei modi più diversi. A chi si ostina ancora a sostenere che l’antisionismo e l’antisemitismo siano la stessa cosa, vorremmo dedicare questo spazio e un paio di sonore pernacchie libertarie. A Luigi Marino, l’imprenditore che adesso si paragona ad uno scrittore e ci informa di aver votato Casini, consigliamo invece di studiare e comprare dei libri con il ricavato fruttuoso della sua applicazione. Ma veniamo alla nostra missione. Quella di elencare i commenti più brillanti alla notizia, per tastare il polso a quest’Italia che vuole mandare gli stranieri a casa loro, intona cori contro i neri negli stadi, scarica iMussolini e, tuttavia, rifiuta di professarsi razzista o quantomeno ignorante.

Da www.tgcom.mediaset.it (provare per credere!):

Assurdo……indipendentemente da quanto successo, resta senza dubbio un fatto storico….adesso aboliamo la storia perchè gli ebrei non vogliono……!!!Io sinceramente mi sono rotto di sentire sempre sta storia della shoah…basta per favore, non continuino a piangersi addosso…!!!Perchè non si fa il giorno della memoria anche per i milioni di russi stermianti da Stalin….???” (AnDreA) - evidentemente preoccupato più dell’ex URSS che dell’Italia attuale -

“Chi ha paura di eventi avvenuti oltre 60 anni fa, evidentemente non ha la coscienza a posto e ha paura delle ombre.E’ meglio preoccuparsi invece della presenza di nostalgici del comunismo che si rifiutano di ammettere che questa ideologia è, grazie a Dio, finita tragicamente portando con sè milioni di morti (…)” (Carolus) - il cui nome cristianissimo lo pone al riparo dalla tragedia, fortunatamente -

” (…) poco tempo fa è uscita un’applicazione con lo stemma della falce e martello sulle guerre sovietiche e nessuno ha aperto bocca.La gente tende a ricordare un po’ quello che gli fa comodo. Non è esistito solo Hitler, ma anche i Gulag russi!” (simone) -  strenuo assertore della par condicio dittatoriale -

“la shoah basta sono passati 70 anni” (libero) - che sti ebrei trucidati senza motivo, diciamolo, gli hanno pure un po’ rotto il cazzo -

“Gli Ebrei si sono dimenticati quanti deportati sono stati salvati dagli Italiani, dall’Esercito Italiano e persino dai gerarchi fascisti” (Giovanni) - che giustamente rivendica il diritto di pisciare in testa agli ebrei, tanto ci sono debitori -

“perke mi capita spesso di trovarmi nei pressi della sinagoga di roma x lavoro, andate a vedere questi “signori” nelle ore di punta come pretendono di parcheggiare ovunque bloccando la strada o altre auto, facedosi riservare parcheggi” (mario) - perché passi tutto, ma sti stronzi adesso ci rubano pure il parcheggio davanti alla Sinagoga! -

“Perchè prendersela con Mussolini di un atto condotto e ideato interamente da Hitler? Mussolini è stato si un dittatore fascista, che ha come colpa l’essersi schierato dalla parte sbagliata duarante la 2° Guerra, ma il principio del Fascismo non era di certo l’antisemitismo!” (Guido) - che Mussolini era sì un dittatore, ma le leggi razziali non erano proprio razziali razziali come quelle tedesche -

“Si puo condannare il fascismo.. ma non bisogna rinnegare che la politica dell’epoca era per lo stato e per gli italiani, ai giorni nostri i politici di tutte le fazioni pensano solo a rubare e al loro portafoglio. Siamo nel 2010 e siamo ridotti a rimpiangere quei tempi” (Ale) -  che fascista non è, ma quanta nostalgia per quegli anni… -

“Qui non si inneggia all’odio, non è antisemitismo…lasciateci la Nostra Storia, i nostri eroi, i nostri errori…avete trucidato e massacrato il Duce, gli avete sputato sopra, lo avete calpestato ed impiccato…!” (Quintus) - che non inneggia all’antisemitismo, ma lasciategli stare il suo Duce, porello -

“A questo punto dovremmo dire agli americani di nascondere la loro bandiera perchè per gli indiani d’America è simbolo di sterminio…” (Daniele) - che se lo hanno fatto loro, perché non noi?

“Tutti che parlano male del Duce e poi vanno in piazza con i volti coperti a urlare slogan cretini contro chiunque non ha le loro stesse idee e distruggono citta’ nel nome della pace. Ma i partigiani comunisti, hanno fatto solo del bene?” (luca) - che il Duce fa rima con pace -

“SCANDALIZZATEVI ANCHE PER I TATUAGGI,LE BANDIERE E LE MAGLIETTE DI CHE GUEVARA,CHE ERA UN ASSASSINO.E IL COMUNISMO UCCIDE TUTT’OGGI E OPPRIME.CON IL LORO REGIME,CHE VORREBBERO IMPORRE ANCHE IN ITALIA (…)” (Roberto) - che lotta contro la ferrea imposizione del comunismo guevarista in Italia e nel mondo -

“Mussolini e Hitler fanno parte della storia che piaccia oppure no e cosi!! Se tanto hanno da lamentarsi questi ebrei dovrebbero farsi un bel esame di coscienza,visto che ogni anno ci tartassano con la shoah,dovremmo veramente mettere tutto in chiaro,con un bel censimento visto che ci sono numerosi revisionisti storici che stanno dimostrando da anni che i numeri non sono esattamente quelli pubblicati un motivo ci sarà se ogni tanto anche qualche prete che alza la voce per negare l’olocausto,o no?” (Angela) - che guarda alle cifre: sei milioni? Saranno al massimo tre-quattro! -

“Sono d’accordissimo con Gaetano. Il Duce ha fatto tantissime cose buone ma chissà come mai viene sempre ricordato per quelle cattive…” (Rino) - che dubbioso si chiede come mai un dittatore venga ricordato per ciò che è stato -

“Gli antichi romani hanno portato civiltà ovunque, questa è una realtà storica! Chiunque vada a guardare al cinema un film sull’antica Roma, è sempre in veste antiromana. Perchè? Questo lo hanno deciso gli ebrei.” (Luigi) - che rammenta a tutti di vedere film “in veste antiromana” - 

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“Che sciocchezze a parte che questa è storia pura, ma in rete si trova ciò che si vuole…fieri che sia l’applicazione + scaricata” (Giorgioud) - che è semplicemente fiero della storia pura -

“iMussolini non si tocca, se è l’applicazione più scaricata ci sarà un motivo. Nessuno vieta di fare l’applicazione iPartigiani, iComunisti etc etc. C’è purtroppo ancora qualcuno che vorrebbe ristabilire il clima di terrore degli anni 70 : quei gruppuscoli di banditi che un tempo chiamavano radical-chic. Ma non erano altro che una faccia più presentabile del più tetro terrore comunista.” (Marco) - che ha capito a pieno lo spirito delle applicazioni e teme il più tetro terrore dei banditi radical chic -

“Si ricorda ch in Italia ci sono circa 57 milioni di Italiani, (escluso gli stranieri exstra comunitari ecc.) e una piccola minoranza non puo impedire a un popolo di conoscere la storia, bella o brutta che sia” (Nino) - che oltra agli exstracomunitari mo’ ci si mettono pure ste minoranze ebraiche… -

“Che palle! Vietiamo anche le magliette del Che, a me danno parecchio fastidio.” (Da) - che il Che deve avergli ammazzato qualche parente -

“Vogliono cancellare la storia perchè, se la si studia per davvero, tante nozioni imparate a pappagallo si smantellerebbero per far posto ai ragionevoli dubbi ed alla ricerca di un’altra verità.” (Nemo profeta) - dal nick esaustivo, che non ascolta i discorsi a pappagallo, ma ci trova la verità -

“Dobbiamo andare a rivedere i numeri dell’olocausto…..bisogna tirare fuori tutto, quantifichiamo anche quanti soldi hanno fatto gli ebrei con questa storia….guardiamo il censimento di quel periodo…… La verita’ verra’ fuori. Mussolini e Hitler fanno parte della storia!” (Sole) - che auspica una visura camerale dei morti per rendere giustizia a Mussolini e a Hitler - 

Questa, signori, è una parte d’Italia. Su 10 pagine, per un totale di 50 commenti, in un paio di messaggi si leggevano condanne o perplessità. Per il resto slogan, volutamente tralasciati, e illuminanti opinioni “sotto la sinuosa egida della democrazia e della libertà”. Commenti e opinioni di chi, siamo sicuri, potrebbe perfino esibire a smentire ogni accusa di totale idiozia il famoso “pezzo di carta”, il titolo di studio, conquistato chissà come e dove e vediamo bene con che risultati. Non che fosse in dubbio d’altronde il più irreversibile collasso di ogni residua speranza di intelligenza. Tirate qualche somma, se volete. Se poi non vi riesce e volete solo proteggere l’integrità storica, non avete che da prendervela con il comunismo sovietico. Alla prossima.

S.Patrizio

Set 30

Si faccia un giro qui.

Poi, con tutta calma, si rifletta un poco sull’attuale situazione storica, magari e metaforicamente, concedendosi il lusso di una bella torre, dalla quale osservare con comoda acribia.

E’ da un po’ che rifletto sugli eventi dell’arena mediatica di questi ultimi tempi. Le minacce giudiziarie del premier, la risposta a tali minacce di chi si erge ora come paladino della libertà e contro il suo “infrangimento” insorgerà il 3 di ottobre prossimo.

Nel vorticare consueto di parole su tanto emergente argomento, ultima oggi precipita dalla prima persona del favellare governativo: “farsa”. E il teatro esce dalla metafora e può gridare ormai di essere reale.

Farsa, dice il premier, manifestare per la libertà di stampa e d’espressione nel nostro Paese, ridicola manifestazione di et cetera

Lo scopo del premier, forse, è sempre lo stesso da qualche tempo, cioè prendere tempo – nel modo più outrée possibile – prima di finire, prima d’uscir di scena e chiudere baracca, prima che la destra che ha portato al potere si macchi di parricidio. Ma al di là di questo presunto suo scopo, “farsa” non è forse un buon modo di descrivere la lotta dell’ultim’ora per la libertà di stampa e d’espressione in Italia?

In quale cassetto giacevano le dieci domande prima dell’ultimo scoppiettante scandalo sul premier? Soprattutto, dove stavano i paladini di oggi mentre l’informazione giornalistica e televisiva iniziava a imputridire? Quando sulla bilancia dei giornali i soldi dei lettori impallidivano di fronte a quelli degli inserzionisti, quando si iniziò a chiedere ai giornalisti di comunicare piuttosto che raccontare, di informare piuttosto che di riflettere. Dove giacevano addormentati i facinorosi di sabato 3 ottobre quando l’inverno del nostro scontento si tramutava in soporifera estate e le menti di chi avrebbe dovuto tener svegli i cittadini della Repubblica ronfavano già da tempo?

Si parla oggi di attacchi del Governo, si parla di crisi grave della democrazia e giustamente problemi del genere iniziano a puzzare anche a Bruxelles. Ma noi – intendendo i lettori dei giornali colpiti, noi che vorremmo dire e stampare ma temiamo la censura – dove eravamo quando i primi e più agguerriti inquisitori e censori della libertà non iniziammo a essere altri che noi stessi?

Perché ci si accorge adesso che la nostra democrazia traballa? E siamo certi che traballi per colpa di un uomo, per quanto potente? Non siamo stati noi  a permettere a quest’uomo di accumulare potere, a volere che fosse in tutto lo specchio delle nostre virtù e dei nostri vizi? E non siamo noi ora a rinfacciargli questo potere perché, inconsciamente, non lo vediamo più abbastanza degno di rifletterci? Non lo vediamo più abbastanza capace di rappresentarci?

Ci accorgiamo ora di questo “infrangimento” soltanto perché il re ha perso il suo carisma e di conseguenza sta perdendo il suo potere. La nostra libertà agonizza da anni e forse è ciò che volgiamo perché chi è libero sul serio è l’unico responsabile delle proprie scelte.

Lyndon

intersettiva.it