Giu 14

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The unending rose

A los quinientos años de la Hégira
Persia miró desde sus alminares
la invasión de las lanzas del desierto
y Attar de Nishapur miró una rosa
y le dijo con tácita palabra
como el que piensa, no como el que reza:
Tu vaga esfera está en mi mano. El tiempo
nos encorva a los dos y nos ignora
en esta tarde de un jardín perdido.
Tu leve peso es húmedo en el aire.
La incesante pleamar de tu fragancia
sube a mi vieja cara que declina
pero te sé más lejos que aquel niño
que te entrevió en las láminas de un sueño
o aquí en este jardín, una mañana.
La blancura del sol puede ser tuya
o el oro de la luna o la bermeja
firmeza de la espada en la victoria.
Soy ciego y nada sé, pero preveo
que son más los caminos. Cada cosa
es infinitas cosas. Eres música,
firmamentos, palacios, ríos, ángeles,
rosa profunda, ilimitada, íntima,
que el Señor mostrará a mis ojos muertos.

J. L. Borges

Perché ogni uomo è in una vita tutti gli uomini nel tempo come ogni libro è in una volta tutti i libri nella biblioteca.

Intersettiva La Memoriosa

Nov 26

Quando mi capita, guardo X-factor, con interesse.
Mi piace vedere il carrozzone mediatico condito da incazzature, sbuffi, populismo di buon mercato e idiozie varie.
Quello che più mi interessa però è il tentativo spesso maldestro e ingabbiato, di creare un “prodotto” musicale (e qui potete mettere tutti gli aggettivi che volete: efficace, convincente, vendibile ma soprattutto l’ormai immancabile, fresco).

Ieri sera, la serata della semifinale, quella in cui i giovani cantanti sono chiamati a cantare il “loro” inedito, questo tentativo si è rivelato in tutta la sua miseria.

Sotto trovate i filmati di due dei quattro inediti: vi prego ascoltateli con attenzione (non che siano così complessi eh!).

Bene ora vi chiedo: avete anche voi questa sensazione di incazzatura mista ad incredulità?

Mi spiego meglio. Questi giovani virgulti sono il frutto del lavoro di 12 settimane, intenso immagino, dei “migliori” musicisti-arrangiatori- produttori del mercato discografico italiano.

Ripeto, questo gruppo di geni, ha lavorato per tre mesi (pagati da noi), pensando, facendo, discutendo, tutto il giorno, di musica.

Ora mi chiedo è possibile (e qui devo dare atto a Morgan che è stato l’unico a dirlo durante la trasmissione) che il massimo che si riesca a produrre è un motivetto fischiettante, con un testo ridicolo oppure una scopiazzatura maldestra di un pezzo di Pappalardo?!?! Oh cazzo, Pappalardo, avete capito?

E’ possibile che questi - i musicisti-arrangiatori-produttori - non siano neanche in grado di copiare, che ne so, da qualcuno che ha fatto la storia della musica pop? Devo credere che Pappalardo sia il loro riferimento musicale? Devo pensare che non siano in grado di scrivere qualcosa di più complesso che “quanto è bello vedere nascere un’emozione”?

Alessandro

intersettiva.it