All’arrembaggio teutonico!
Avevo sperato di scrivere questo post in tono trionfale. Con tanto di bandiera, teschio-munita e tibie incrociate in campo nero, svolazzante sul cupolone vitreo del Reichstag.
Ora il 2,0 % del Piratenpartei Deutschland, il partito pirata tedesco nato sul modello dell’omologo svedese Piratpartiet (riuscito a portare persino a Bruxelles un proprio rappresentante), è di sicuro al di sotto delle aspettative e delle stime pre-voto (6%), che lo incoronavano nuovo ago della bilancia del Bundestag .
E l’Unione cristiano-democratica della Merkel (che è bene ricordarlo non ha alcun corrispettivo nel nostro panorama politico) pur saldamente al comando del bastione mitteleuropeo, deve guardare con attenzione all’imperiosa ascesa del liberal-democratici di Guido Westerwelle (anche qui nessuna sovrapponibilità con formazioni italiche) senza dover più tener conto, visto il tracollo, dei socialdemocratici ( e forse qui qualche similitudine la possiamo anche riscontrare).
Comunque sia, mi chiedevo ingenuamente perché la politica economica dell’Unione che impone, in rispetto delle tristemente famose quote-latte, l’importazione del buon liquido bianco, non può allo stesso tempo in maniera coercitiva (l’unica che funziona) obbligarci all’importazione di un po’ di vecchia e nuova, ma sempre sana, pirateria.
Noi abbiamo parecchio in cambio da dare.
Paolo