“Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po’, non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility”.
Ce lo rammenta il direttore generale (a proposito di cultura=profitto) della Luiss, Pierluigi Celli, in un’accorata lettera al figliolo che potete apprezzare nella sua interezza in diverse edizioni on line dei giornali nostrani.
Ne consegue o deriva dal fatto che (scegliete voi) “[…]anche secondo Geoffrey Miller, uno psicologo evoluzionista, c’è ancora spazio per un uomo diverso da quello odierno - oggi si tende sempre più a scegliere un compagno di vita che ha successo dal punto di vista economico, una selezione naturale che tende a dare spazio alle persone più intelligenti” -”[…]. (sic)
Troviamo la notizia in un sentito articolo di Luigi Bignami (sarà quello della gloriosa casata del nozionismo applicato?mah!) che potete leggere integralmente qui.
A questo punto è ben probabile che “[…] quando abbiamo stabilito a Forte Fanfulla la sede della nostra Digital Desk, spiega Piergiorgio Bellocchio, figlio di Marco, eravamo felici di aver trovato uno spazio di 500 mq in cui poterci permettere moviole e teatri di posa, insomma più che un ufficio una factory, che offrisse a film e video maker l’attrezzatura e l’assistenza di cui hanno bisogno. Solo dopo abbiamo scoperto tutte le suggestioni cinematografiche che questo luogo conserva”.
Ci viene incontro questa esilerante cavalcata sul cosiddetto Pigneto Village, una sorta di vademecum per il piccolo radical chic che a ogni buon figlio di rettore non può certo mancare. In cui tra le altre cose apprendiamo che la factory, che badate bene in inglese vuole dire proprio fabbrica, è quel luogo dove il giovane virgulto esercita il suo sacrosanto diritto di non fare un cazzo perchè papà ha guadagnato abbastanza per le prossime dieci generazioni di noi coglioni da permetterci di dedicarci totalmente, e con magnifici risultati si direbbe, alla produzione culturale. E pace linguistica sia se una volta “fabbrica” era il posto dove lavoravano quelli che a tuo padre hanno permesso di diventare ciò che è e di conseguenza a te di essere l’inutilità che incarni. E chiediamoci, increduli ma durante l’aperitivo che è meglio, perchè questi…come hai detto che si chiamano? ah…operai, ora votano Lega Nord? “E chi è che lo vota sto Berlusconi? Aoh, mai uno che c’avesse il coraggio di ammetterlo!”…e così che dite, no?
Forse dovrei tornare a leggere meglio questa recensione dell’ultimo libro di Wu Ming ad opera di Giordano Teodoldi. Che ne dite? La sua foto spiegherà forse qualcosa?
Ti prego Beatrice Borromeo (ma lo sai che hai lo stesso nome della donna amata da Dante?Eh, proprio Beatrice, si…no, non Borromeo…che Dante sembra fosse eterosessuale, me l’ha confermato anche Alfonso Signorini, eh… no, dai! non scherzo…no, no, Silvia era quella di Leopardi…e certo che sono sicuro, no, non ti sto prendendo in giro…ma dai! te lo giuro! Me lo ha detto anche Pierre Casiraghi! Non pensi anche tu sia fighissimo) illuminaci tu: “[…]dai, no, non sono un’aristocratica…ma tu volevi chiedermi o no dell’avventura pazzesca che stiamo vivendo qui, in questo giornale?”... e certo…
Ma veramente io pensavo tu potessi aiutarmi di più…non so… «Cosa? Non ci penso proprio… Faccio un lavoro meraviglioso, e per di più in questo giornale senza padroni, senza editori, un piccolo paradiso nell’Italia dove la libertà di stampa è sempre più in discussione». Insomma, è uno sporco lavoro, questo di far finta di capirci qualcosa oltre che di ammiccamenti alle telecamere. (Vi prego leggete perchè a queste persone va impedita ogni possibilità di libera espressione…magari fatelo qui e se invece avete voglia di soffire ancora un pò documentandovi su cosa è potuto uscire dalla bocca della dolicocefala Beatrice - tranquilla Bea che a te lo spiego dopo - potete farlo qui, non dimenticando un sentito applauso al complice e pertanto coglione intervistatore).
Tranquilli, se vi viene da vomitare, non si tratta del virus mutato dell’influenza A. Ma fatevi vaccinare lo stesso. Hai visto mai?
Paolo