AI-Mussolini
Luigi Marino a soli 25 anni sta accumulando un tesoretto. A piccoli passi vende per 79 centesimi ai “giovani adulti” dell’I-Phone d’Italia una raccolta completa dei discorsi del dittatore Benito Mussolini - lo chiamo così perché ne prendo le distanze osservandolo per quel che è stato: un dittatore.
A. Balbi e G. Gagliardi, le penne dell’articolo su I-Mussolini, si stupiscono che la generazione facebook, i ragazzi che comprano on-line e che possiedono un I-Phone possano essere interessati a una parte del nostro passato come se fossero dei nostalgici vecchi e piegati dal tempo. Forse ci sarebbe da dire alle penne di Repubblica che il paragone con la nostalgia del regime non tiene. I giovani adulti con l’I-Phone nel fodero non hanno nostalgia, per loro non si tratta di scaricare i discorsi del dittatore Benito Mussolini, si tratta di Mussolini, si tratta di un simbolo che non appartiene al passato ma al presente e al futuro di questi giovani-facebooked.
Non c’è prospettiva storica (al massimo si arriva a dire che era il nonno della Mussolini). Mussolini è un personaggio cool quanto il resto delle maschere che popolano la vita quoitidiana di questi “giovani adulti” - la ripeto questa espressione perché me ne piace l’ossimoro che crea, ossimoro immagino insospettato dalle penne di cui sopra. Mussolini vale Gandhi negli scaffali dell’App Store. Con entrambi si fanno dei tesoretti per chi vende e bella figura per chi compra.
Concludendo, ché troppe lettere su I-Mussolini non vanno utilizzate, mi chiedo cosa sia peggiore per la Repubblica: l’impossibiltà de facto e de jure di appellarsi all’apologia di reato oppure la mancanza di distanza nelle generazioni presenti che non fa dir loro:
Il dittatore Benito Mussolini.
Lyndon
