Andatevene a casa tutti per piacere e tornate da buoni cristiani!
Vadano a casa i nonni del Pd, vada a casa il nonno Berlusconi, largo ai quarantenni di tutti gli schieramenti, basta con le vecchie alchimie. L’Italia abbisogna di nuovi volti, di nuovi politici che ridonino lustro alla categoria e che portino il Bel Paese fuori dal guado limaccioso e puzzolente in cui i vecchi incartapecoriti e ultra pensionabili lo hanno abbandonato.
Matteo Renzi, con caparbia fiorentina, dà corpo al proprio malcontento e alla propria voglia di fare la storia d’Italia e di cacciare dalle poltrone i grandi vecchi del Pd, forse a costo di spezzar loro gli artigli che li ancorano saldamente al potere.
Di questi vecchi, cristiani solo a parole, ne hanno abbastanza anche i vescovi italiani. Si potrebbe obiettare che anche i vescovi sono vecchi ma un buon cristiano sa che ciò che vale per gli uomini non vale per i figli di cristo, in altre parole, sa benissimo che per vivere senza troppi pensieri è cosa buona e giusta girare le spalle alle contraddizioni. Bagnasco vorrebbe – e forse lo ha già ottenuto – dei cristiani responsabili. Li vuole politici impegnati a dare corpo alle speranza di ogni buon cristiano cattolico. Li vuole al potere.
C’è dunque aria di un new deal, di un nuovo patto per il nostro allegro baraccone nazionale. Basta col circo, le starlette mezze nude e il mito di un’Italia azienda capace di risolvere i problemi a suon di convention e slogan acchiappa casalinghe annoiate e mariti sessualmente frustrati.
C’è bisogno di competenza, responsabilità, diligenza, c’è bisogno di orientare lo zelo servizievole verso ideali più alti. Gli italiani devono ritrovare le proprie origini raccogliendosi nella fede, tornando a quella mater eclesiae che ormai ha esaurito la pazienza e li chiama a sé con composta e ma inesorabile autorità: La ricreazione è finita! Si torna in aula.
Come faranno a farsi eleggere i rampanti quarantenni? Bagnasco lo sa molto bene come faranno. Dovranno presentarsi agli elettori mondi da ogni peccato, con una faccia da bravo ragazzo o da figliuol prodico. I nuovi uomini della politica italiana dovranno allettare un elettorato che orfano di educazione civica e dimentico della cultura e della storia di questo Paese ha sete di punti di riferimento forti, ha bisogno di tradizione e di ossequiare un canone vincente e sicuro.
Un italiano che cerca sicurezza in qualcosa che sia comprensibile immediatamente, che sia a buon mercato, che non gli dia degli obblighi assoluti, che gli faccia capire che bene o male alla fine la si sfanga, che sia però autorevole, che abbia una storia fulgida, che sia potente come il più forte dei padri ma amorevole come la più dolce delle madri, cosa trova?
Trova la rete capillare, estesa su tutto il territorio italiano in modo esemplare e connessa con l’intero globo in modo altrettanto meticoloso, della Chiesa cattolica.
Un italiano che cerca rivalsa, che non vuole soltanto stare bene in famiglia, vuole gloria, potere, come una certa lusinghiera storia gli ha detto che merita per nobili natali cosa trova?
Trova il fascismo. Fenomeno di certo meno autorevole, meno sicuro di mamma chiesa. Ma si tratta di qualcosa che titilla l’altra voglia oscura di noi italiani: tornare grandi svuotando su tutto ciò che si metterà contro il nostro odio per la nostra mollezza meticcia, la nostra bastardaggine che ci ha privati della forza imperiale di quei nobili natali che vivono solo nelle storie al sapore di nostalgia.
I diciottenni che andranno a votare la nuova classe politica, che avranno a noia i vecchi di ogni schieramento vorranno politici conservatori, che li guidino che li manduchino – permettetemi questo latinismo orribile ma che rende l’idea della voglia di una mano ferma che ci guidi fuori dal buio.
E allora, spazio alla nuova Repubblica, cristiana, rispettabile, autorevole e forte. Lunga vita ai nuovi quarantenni, a quegli Italiani a cui i grandi vecchi che si sentono ora il fiato sul collo avevan promesso ricchezza e prosperità spensierate. Lunga vita ai nostri nuovi politici, bamboccioni un po’ viziati alla guida di un popolo che di nuovo non vuole avere nulla se non l’ordine.
Lyndon, back in town



