Mag 11

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Il lutto questa volta - per un semplice caso - lo si dovrebbe portare per la morte, ennesima e reiterata, del diritto e della civiltà - nel senso di saper vivere insieme ad altri esseri umani, trattandoli da esseri umani.

I colpevoli saranno puniti, solo se saranno accertate delle responsabilità. E questo è come accanirsi su un cadavere.

Il ragazzo pestato dopo Roma-Inter non è stato riconosciuto in quanto cittadino della Repubblica. E’ stato identificato, con tremenda superficialità se non con orribile cattiveria, come un pericoloso individuo, alias: un ultrà! Gente che fa cose del genere.

Non servono i documenti, basta una presunta occhiata storta per identificare un idividuo. Anzi per scioglere l’individuo in uno scatolone di pregiudizio e non vedere più l’umano ma solo l’odio che fa venir la bava alla bocca.

Morale della favola:

Camminiamo chini, a testa bassa, al collo abbiamo le corde pesanti di Nostra Signora Violenza. Lei ci sta sempre accanto e ha i volti più disparati. S’annida ovunque e sa che la serviremo anche se dovessimo aver l’ardire di sciogliere la corda che ci stringe il collo.

Lei vincerà sempre finché saremo divisi in due sole categorie:

vittime e carnefici.

Lyndon

Mar 09

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Ai cattolici la confessione viene insegnata e descritta come un atto di rinascita. Vengono chiamate in causa immagini e sensazioni di un vero e proprio lavaggio dalle impurità. Nel confessore il cattolico trova l’abbraccio caldo del perdono divino e cancella il proprio senso di colpa, si monda dai peccati e non ci pensa più.

Oltre alla macchia, anzi insieme ad essa, in realtà la confessione lava via la responsabilità delle scelte compiute. Gli uomini che chiedono il perdono e che ottengono il perdono rinascono come bambini senza peccato ma anche senza responsabilità e coscienza degli errori commessi.

L’oscurità del peccato viene sciolta nell’assoluzione divina e quindi si pretende che perdonare voglia dire dimenticare.

La confessione toglie il peso delle brutte azioni, controlla che tipo di brutte azioni vengono compiute in modo puntuale e dettagliato e, soprattutto, crea coscienze a responsabilità limitata, legandole in un costrittivo vincolo paternalistico, bloccandone la crescita e condannandole a un costante stato da infanti - nel senso di incapaci di parlare quindi di essere adulti.

Al di là di queste caratteristiche di imperio, la confessione è ultimamente tornata di moda anche per il vertice della Chiesa di Roma. Il perdono e le scuse, in questo caso, non vengono però richieste sommessamente e a capo chino in un oscuro confessionale, sotto lo sguardo a un tempo grave e accondiscendente del confessore. In questo caso le scuse sono gridate con orgoglio e protervia in un classico della tattica: attaccare per difendersi.

E sembrerebbe che gli offesi, coloro che sono stati toccati dalle conseguenze dei peccati per cui si procalma il perdono, debbano incassare le scuse e ringraziare il cielo per la magnanimità di un gesto tutt’altro che dovuto.

Gli uomini bruciati, umiliati e trucidati devono accettare le scuse. I bambini distrutti e condannati all’oscurità per sempre devono ritenersi fortunati: la Chiesa si scusa con loro!

Soprattutto, i peccati che prima si volevan nascondere ora sono semplicemente cancellati. Obliati da un tribunale divino in cui il peccatore è confessore di se stesso e assolutore dei propri peccati.

Ancora più pericolosamente questo tipo di scuse cancella le responsabilità delle azioni compiute dalla Chiesa,  che rinasce, con un trucco da teatro, candida e monda dai suoi peccati ma che, a differenza del resto degli umili e mortali questuanti di perdono, conserva un uso della parola tutt’altro che infantile, anzi, verrebbe da pensare a una lingua doppia e bifurcuta.

Una lingua a cui però ricorderei:

Excusatio non petita!

Lyndon

Mar 02

I salti mortali de Il Sole 24 Ore per presentare ai propri elettori quattro nuovi sottosegretari freschi di nomina fanno venire il mal di mare. Tanto per sottolinearvi qualche passaggio, così in ordine sparso:

ma lui si definisce “neotatarelliano” - Avvocato di diritto internazionale con precoci esperienze lavorative - poi ha acquisito esperienza ed è diventata una frequente ospite delle trasmissioni televisive - aveva già ricevuto i gradi di sottosegretario - grazie alla sponsorship politica di Ignazio La Russa

Più vertiginoso ancora il racconto - sempre per le penne del Sole - delle familistiche e grottesche dinamiche di scelta dei posti di comando. Spiccano il fisioterapista del Milan, il geometra di Arcore e prima inter pares: l’igienista del premier. Tre delle personalità di rilievo scelte per guidare il futuro della Regione più ricca del nostro Paese.

Con il Corriere si passa ai tremori della Terra. La penna di Caprara si chiede se ultimamente non si balli più del solito su questa briciola di pianeta. Si lamenta, il Caprara, dell’inesattezza della giovane sismologia, scienza imprecisa e incompiuta a suo parere, e lancia un miracoloso sguardo verso la ricerca che verrà, quasi a dire: non è colpa dell’uomo se accadono i terremoti senza che si possano prevedere, sono faccende imprevedibili o quasi.

Ah buon vecchio caro Fato che tutto vedi e che da ogni responsabilità ci sollevi…

Dopo tutto questo girare puntiamo i piedi e godiamoci almeno un istante di immobilità, prima di tornanre a credere di muoverci.

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