Ma come è mai possibile? Il ministro Giovanardi (è proprio lui, non un Gino Bramieri a cui qualcuno ha chiuso erroneamente la faccia tra due battenti di una porta e poi si è divertito a fare una plastica per farlo somigliare a Topo Gigio) riesce a protestare contro Annozero anche in questa sua versione per bambini dell’asilo nido (ricordiamo che la par condicio più che una prova di democrazia sembra uno di quei giochi che le maestre esauste a fine giornata impongono alla ciurma ancora scatenata: “forza bambini, tutti con la testa sul tavolo che facciamo il gioco del silenzio!). Una trasmissione il cui punto forte è stata la telefonata intervallata da lunghe “cadute di linea” del pontefice della musica italiana, sua maestà Adriano, che decretava la morte del Festival di Sanremo, guerra alla discendenza Savoia e appoggio incondizionato al telegenico Morgan, riesce comunque ad essere al centro delle attenzioni del nostro avveniristico governo.
Intanto parliamo contenti di letti di Napoleone scorciati, orche assassine che tengono alto il loro nome, di un’eterna promessa del pattinaggio che chissà per quale male oscuro non riesce proprio a vincere (riusciamo ad essere mediocri persino in questo - le speranze) e un po’ meno della prescrizione del processo Mills (badate bene a fine 1999 e non ad inizio 2000, quindi mi chiedo: e se i genitori di Gesù avessero aspettato a denunciare il figlioletto all’anagrafe - invece del 24 dicembre, il 1 gennaio - ora nonostante tutta questa storia infame, avremmo vissuto un anno in meno di berlusconismo), di una marea nera dolosa che sommerge un fiume, del ritorno ruggente - se mai se ne è andata - di ogni corruzione in Italia.
Fa sempre piacere fare delle piccole rassegne stampa.
INTERSETTIVA (affranta)
