Tecnologia mon amour
La TV vince ancora. I telefonini sono radicati nei desideri italici con una forza inumana e il web nostrano è lento e con un tasso di penetrazione da fanalino di coda. E poi i giovani sono quelli fra noi più on-line.
Lasciamo stare l’aspetto linguistico - la scelta di “tasso di penetrazione” è orribile, semplicemente e tristemente orribile. Per non parlare del solito e feticista amore per l’ovvio della ’scoperta’ che sono i giovani quelli più on-line di tutti noi. Lasciamo stare che è meglio.
Concentriamoci sul fatto che la televisione vince ancora e che la rete italiana assomiglia più a un’enorme e iperamplificata versione ad alta tecnologia di “radio serva” piuttosto che al web, proteiforme realtà virtuale di connessione e comunicazione d’idee. Soffermiamoci sul fatto che per noi uno schermo piatto val bene una messa. Sul comandamento che non avrai altro telefonino che l’ultimo uscito.
Se considerassimo tale risvolto forse non ci stupiremmo del fatto che lo zelo igenico-sanitario di qualcuno si fa tremendissima caccia. Forse capiremmo che minacciare censure al web italiano non è niente di più che un effetto di scena.
Domandiamoci: se un giorno avessimo bisogno di svegliarci e riprenderci qualcosa che ci è stato sottratto, riusciremmo a ricordarci come si usa il web?
Ho la presunzione di dire che se ci sarà questo bisogno, noi saremo qui a colmarlo.
Lyndon