Mar 02

I salti mortali de Il Sole 24 Ore per presentare ai propri elettori quattro nuovi sottosegretari freschi di nomina fanno venire il mal di mare. Tanto per sottolinearvi qualche passaggio, così in ordine sparso:

ma lui si definisce “neotatarelliano” - Avvocato di diritto internazionale con precoci esperienze lavorative - poi ha acquisito esperienza ed è diventata una frequente ospite delle trasmissioni televisive - aveva già ricevuto i gradi di sottosegretario - grazie alla sponsorship politica di Ignazio La Russa

Più vertiginoso ancora il racconto - sempre per le penne del Sole - delle familistiche e grottesche dinamiche di scelta dei posti di comando. Spiccano il fisioterapista del Milan, il geometra di Arcore e prima inter pares: l’igienista del premier. Tre delle personalità di rilievo scelte per guidare il futuro della Regione più ricca del nostro Paese.

Con il Corriere si passa ai tremori della Terra. La penna di Caprara si chiede se ultimamente non si balli più del solito su questa briciola di pianeta. Si lamenta, il Caprara, dell’inesattezza della giovane sismologia, scienza imprecisa e incompiuta a suo parere, e lancia un miracoloso sguardo verso la ricerca che verrà, quasi a dire: non è colpa dell’uomo se accadono i terremoti senza che si possano prevedere, sono faccende imprevedibili o quasi.

Ah buon vecchio caro Fato che tutto vedi e che da ogni responsabilità ci sollevi…

Dopo tutto questo girare puntiamo i piedi e godiamoci almeno un istante di immobilità, prima di tornanre a credere di muoverci.

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INTERSETTIVA

Gen 12

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Le zoommate di Antonio Cianciullo questa mattina mi hanno dischiuso la giornata frustrando una volta in più le mie vane aspettative di veder - anche un minimo - soddisfatto il mio gusto estetico nel leggere un articolo.

Poi mi ha travolto la sostanza, il contenuto di cani-lupo all’ingrasso e di abitanti del Bangladesh in dieta forzata. Di piccoli americani prodigio che riconoscono affamati gli archi dorati, a tutti noi del resto ben noti, piuttosto che la lettera M - ma forse se la potessimo mangiare la lettera M i dati subirebbero delle variazioni notevoli…

Alla fine dell’articolo mi viene asssicurato che nonostante il pianeta sia quasi letteralmente mangiato da pochi e quindi di fatto reso inferno per molti, noi Italiani facciamo la nostra parte nella lotta ecologista. Quasi a ricordarmi che la speranza non è perduta del tutto.

Chiusa definitvamente la pagina mi viene in mente Ultimatum alla Terra - The Day the Earth Stood Still e l’esigenza messianico-siderale di un giudice, prima carnefice inesorabile poi salvatore compassionevole.

E torna quindi in altra forma la speranza, che sembra essere l’unico utopico e ucronico luogo dove relegare le soluzioni ai problemi terrestri, come fosse l’ultimo diritto rimasto di tanti dimenticati: fantasticare la salvezza piuttosto che salvarci.

Infine, mi viene fame.

Lyndon

intersettiva.it